18° Legislatura ancora senza Governo, ma si mette male per la Cannabis

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In questi giorni si è avviata la diciottesima Legislatura alla guida del nostro Paese, ma ancora un governo vero e proprio non si è formato.

Il Movimento 5 stelle rivendica, tramite la figura di Di Maio, la Presidenza del Consiglio; Salvini non ha accolto bene questa notizia, rivendicando la leadership della coalizione con più parlamentari in rappresentanza.

Sarà complicato trovare un accordo tra le due forze “di primo piano” in questa legislatura, ossia Lega (al traino del CentroDestra) e Movimento 5 Stelle.

Sicuramente con la creazione in queste ore dei gruppi parlamentari si stanno delineando le formazioni parlamentari: molti iscritti al gruppo misto stanno già lavorando per sostenere eventuali governi fornendo i numeri necessari per governare (favorito il CentroDestra + Gruppo Misto), anche se i numeri di maggioranza sono ancora lontani.

Purtroppo la legislatura non si è avviata sotto una buona stella per quanto riguarda la Cannabis e la sua regolamentazione.

All’avvio della Legislatura infatti sono stati ripresentati i disegni di legge precedentemente depositati e tra questi spicca la richiesta popolare (proposta dall’ “ex” partito radicale) che però rimane bloccata nelle commissioni Giustizia ed Affari Sociali, e probabilmente non si rialzerà mai da quel baratro burocratico in cui è stato, da tempo, relegato.




A questo “blocco burocratico” si aggiunge, in questi giorni, la dichiarazione di Andrea De Maria, deputato per il Partito Democratico, che riportiamo per intero dal sito RadioCittàDelCapo:

“Sono d’accordo con il Dottor Giovannini che lo ha affermato: occorre ripristinare la carcerazione a fronte dello spaccio in strada. Ribadisco quanto ho già detto in proposito in campagna elettorale. Alla ripresa della attività parlamentare presenterò una proposta di legge su questo tema su cui spero di trovare un consenso ampio fra deputati dei diversi gruppi”.

La dichiarazione del Procuratore Aggiunto della Repubblica e coordinatore del gruppo ‘sicurezza’ della Procura Valter Giovannini, a cui il deputato del PD fa riferimento, è la seguente, estratta dall’articolo di Repubblica.it:

“Purtroppo cambierà poco se non si rivaluterà la possibilità di applicare il carcere anche per lo spaccio da strada”

La risposta arriva direttamente dai Radicali di Bologna, tramite la figura del loro Presidente Zeno Gobetti:

“Come radicali di Bologna siamo sorpresi da queste dichiarazioni. Riteniamo che la detenzione per reati di piccolo spaccio, oltre che peggiorare la condizione di vita nelle carceri, sia una misura inutile a garantire la sicurezza dei cittadini. Non è certo la detenzione la misura più adeguata per affrontare il disagio che è alla base di questo tipo condotta criminale. Numerose ricerche dimostrano come l’avvio delle misure alternative alla detenzione carceraria abbiano un impatto positivo sul rischio di recidiva di reati penali. Riteniamo che una proposta simile sia ingiusta e inopportuna. Si crede veramente che la detenzione di questi soggetti sia la strada per un effettivo recupero sociale?”.




Anche Antigone è intervenuta immediatamente su questa proposta, tramite le dichiarazioni dell’Avvocato Elia De Caro:

“Siamo assolutamente contrari. Sento spesso la necessità di tutelarsi contro eventuali condotte violente da parte di chi spaccia, per quelle questioni ci sono i reati specifici, non bisogna confondere le cose. Poi c’è il tema dell’affollamento carcerario, una buona parte dei detenuti italiani si trova in carcere proprio a causa dell’articolo 73 (Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, ndr) del Testo unico sulla droga”.

 

Come Associazione FreeWeed non possiamo che allinearci a queste critiche, si spera positive, alla proposta del Deputato del Partito Democratico, augurandoci che resti solo una “proposta”.

Invece sarebbe importante riconsiderare la necessità di una regolamentazione seria e sociale della pianta di cannabis e del suo uso, partendo dal togliere la criminalizzazione per possesso, uso e coltivazione personale.

Proposta che però, oggi, sembra lontana dagli “obiettivi” della 18° Legislatura.

Siamo al lavoro su una lettera da inviare agli schieramenti politici chiedendo ufficialmente una loro posizione sul tema e sulle intenzioni o meno di lavorare seriamente per una riforma normativa, allegando la nostra proposta di regolamentazione totale.

Stefano Auditore

Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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