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6 nozioni importanti riguardo la Cannabis come terapia

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Riceviamo un sacco di domande da pazienti, attivisti ed altri che sono confusi dalla marea di mal documentate notizie fornite dai giornali locali circa la marijuana terapeutica.

A causa di questa accozzaglia di informazioni, che spesso è incentrata su titoli sensazionalistici invece che sull’educazione del paziente abbiamo pensato di far luce sulle domande che noi vediamo più spesso.

Se hai domande sulla marijuana terapeutica, CBD O L’olio di cannabis alle quali noi non abbiamo ancora risposto, puoi contattarci e ne proveremo ad aiutarti.

Sei domande frequenti sulla marijuana terapeutica:

1 – Cosa sono i cannabinoidi?

I cannabinoidi sono 85 componenti chimici presenti nella cannabis I due cannabinoidi più conosciuti sono il CBD ,( cannabidiolo) ed il THC ( tetrahydroccabinolo). I nostri corpi come tutti quelli dei vertebrati sono equipaggiati con un sistema di cannabinoidi che include i recettori per i cannabinoidi. Come una chiave e la serratura i cannabinoidi si inseriscono nel sistema endocannabinoide del corpo per raggiungere un risultato: l’omeostasi. Questo è il mantenimento di un ambiente interno stabile.

2 – Che cos’è il CBD?

Il CBD o cannabidiolo sta rapidamente diventando la star dello show (o la protagonista dello spettacolo) nel movimento della marijuana terapeutica perché promette sollievo da molte malattie e condizioni differenti senza le capacità di alterare le percezioni del THC. Molti Stati hanno promulgato quelle che sono conosciute come le leggi sull’Olio di CBD Che permettono ai pazienti qualificati di possedere o offrire una difesa legale dalla persecuzione per il possesso dell’olio di cannabis. Ognuna di queste leggi sull’olio di cannabis sono differenti e hanno creato un caleidoscopio di leggi relative alla decriminalizzazione e legalizzazione che può essere a volte difficile da capire. Molti degli stati che promulgato leggi relative solo alCBD lo hanno fatto con l’intenzione di eliminare il THC dalla medicina ma alcuni stati, come la Georgia, stanno lentamente aggiornandosi sui molti innegabili benefici delTHC e stanno iniziando a permettere ai pazienti quello che viene chiamato cannabis oil a basso contenuto di THC. All’inizio del 2015 per esempio,la Georgia ha promulgato la Haleigh’s hope act,che permette sono al 5 per cento di THC sempre che ci sia come minimo anche una eguale quantità di CBD nel farmaco. La legge permetterà al paziente di possedere 20 once fluide di l’olio a basso contenuto di THC che verrà somministrato in una soluzione oleosa,non fumato. Nel 2014 l’Alabama ha approvato una legge sperimentale chiamata legge di Carly che era stata ritardata di un anno per la richiesta del legislatori dell’approvazione a livello federale. In conclusione un limitato numero di pazienti stanno ricevendo un liquido contenente CBD, somministrato oralmente, che va sotto il nome riconosciuto di Epidiolex che ha ricevuto lo stato di “farmaco per il trattamento di malattie rare” negli stati uniti per la cura della sindrome di Dravet. La ricerca sulla cannabis nella sua totalità è stata difficile perché la marijuana è classificata dalla DEA (drug enforcement administration ) come schedule 1,che significa : “Per la sostanza non è riconosciuto un uso medico ed ha grande potenziale per l’abuso”. Dan Sutton dei laboratori Tantulus, una compagnia di tecnologie per la coltivazione della cannabis, dice:” le implicazioni politiche di quella classificazione da un punto di vista della ricerca sono limitative”. Nonostante il fatto che ora esista più ricerca scientifica sulla pianta della cannabis che su molte medicine approvate dalla FDA ,molti legislatori ancora affermano che non possono supportare programmi di cannabis ad uso terapeutico senza ulteriori ricerche.

3- Quali sono i benefici del CBD?

Il cannabidiolo ha un più largo raggio di applicazioni mediche che non il THC da solo sebbene molti studi confermino che le due componenti chimiche spesso lavorano meglio quando prese assieme (più avanti c’è un approfondimento sull’effetto entourage). Il CBD ha numerosi usi medici,inclusi il ridurre o prevenire infiammazioni, diabete, alcolismo, schizofrenia,PTSD,artrite reumatoide,epilessia e malattie cardiocircolatorie. Può essere anche utile come analgesico per combattere gli spasmi muscolari ed i dolori neuropatici. Il CBD ha un effetto calmante sedativo quando combinato con Il THC, questo aiuta a tollerare alcuni dei possibili effetti collaterali quali paranoia , ansietà e perdita momentanea della memoria a breve termine che alcuni pazienti percepiscono inizialmente come fastidiosi. Questa è la ragione per cui alcune varietà di cannabis ricche di CBD sono più indicate sia per i pazienti anziani che per i bambini. Forse una delle più sconcertanti (ri)scoperte circa il CBD negli anni recenti è di essere un buon rimedio nelle crisi epilettiche come della sindrome di Dravet. Il CBD all’inizio divenne largamente conosciuto come un potenziale trattamento delle crisi epilettiche specialmente nei bambini quando un padre californiano, chiamato Jason David si mise d’accordo con l’Harbourside Health Center nel 2011 per creare un trattamento a base di cannabis per suo figlio Jaden che soffriva di dozzine di crisi epilettiche al giorno. Jason ,Jaden e l’Harbourside hanno gettato le basi per la corsa al CBD che vediamo oggi ed hanno reso possibile a compagnie come la C W Botanicals il produttore dell’olio di canapa Carlotta di crescere e prosperare. La storia di David e del centro di salute Harbourside È andata in onda nei sei episodi dello Show del Discovery Channel col nome “La guerra della canapa”.

4 – Ho sentito parlare di qualcosa che si chiamava effetto entourage che cosa significa?

L’effetto entourage è stato per la prima volta descritto come la sinergia di molti componenti Medicinali della pianta che lavorano insieme in uno studio del dottor Ethan Russo pubblicato nell’edizione dell’Ottobre 2011 nel British Journal of Pharmacology . In un senso terapeutico il THC e CBD hanno importanti effetti l’uno sull’altro quando ingeriti insieme. Quando è presente insieme al THC,ilCBD prolunga gli effetti della terapia del THC inibendo il processo di scomposizione del THC da parte del fegato. Se la scomposizione del THC E inibita ai suoi effetti persistono più a lungo.

5 – Qual è la differenza tra olio a basso contenuto di THC, olio di CBD, olio di cannabis, RSO e FECO ?

Questi termini mi confondono. Il termine olio di cannabis può essere di difficile interpretazione perché persone differenti spesso definiscono i diversi metodi di somministrazione disponibili usando lo stesso termine ma quando si parla di applicazioni mediche e definizioni a livello legale è importante capire la differenza tra le diverse preparazioni. In breve l’olio di cannabis è cannabis che viene distillata sino ad ottenere i suoi cannabinoidi attivi essenziali attraverso l’uso di un mezzo in grado di separare il medicinale dalla pianta. Questa procedura è stata sperimentata dall’attivista e malato di cancro Rick Simpson che ha creato l’olio omonimo o RSO usando solventi a base di petrolio per estrarre i cannabinoidi dalla pianta. Da quando il metodo di Simpson è diventato così popolare,molti hanno proseguito il suo lavoro, introducendo metodi più sicuri per l’estrazione, nei quali non è necessario l’uso di solventi aggressivi. Molti produttori di olio di cannabis ora usano alcool ad alta gradazione. I grandi produttori possono usare un metodo conosciuto come estrazione a CO2 supercritica,per creare un prodotto noto come FECO ( Full extract cannabis oil)). FECO è spesso considerato più sicuro, questo è dovuto al fatto che non c’è possibilità che il paziente ingerisca pericolosi prodotti chimici. Il lato negativo nella produzione di FECO è che l’equipaggiamento è molto costoso,può arrivare a costare centinaia di migliaia di dollari solo per avviare la produzione. Quello che molte persone intendono quando dicono olio di cannabis comunque è un olio edibile come l’olio di cocco o di MTC o di altri oli grassi sotto forma di infuso di canapa. Questo infusioni oleose sono normalmente conosciute come olio di CBD o a bassa percentuale di THC E tipicamente rilasciano dosi più basse di cannabinoidi attivi rispetto a quanto farebbe il FECO. Se tu vivi in uno Stato in cui viene tollerato solo il CBD probabilmente hai a disposizione solo prodotti in infusione invece che un vero estratto.

6 – Ho sentito che la cannabis può curare il cancro, c’è qualche prova?

Dal 1999 ci sono stati numerosi studi che dimostrano che la cannabis ha l’abilità di ridurre effettivamente i tumori, di causare la morte delle cellule cancerose e trattare in modo sicuro molte forme aggressive di cancro incluso quelle al cervello,seno,pelle,prostata e polmoni. Nel 2006 c’è stato uno studio condotto alla UCLA che ha dimostrato che fumare marijuana non causa tumore ai polmoni come si pensava in precedenza ma anzi li protegge dal cancro. Più ricerche hanno recentemente dimostrato gli effetti antitumorali a livello cellulare dei cannabinoidi. Nel Giugno 2010 uno studio pubblicato dalla US National Library of Medicine dimostra che i cannabinoidi sono tossici per i tumori della bocca altamente maligni che normalmente sono resistenti alle medicine anticancro. Inoltre uno studio condotto nel Maggio 2013 dal Matropolitan Institute of Public Health di Tokio ha dimostrato che i cannabinoidi possono ridurre del 90 per cento il cancro alla pelle in 20 settimane oltre ad inibire la proliferazione del tumore. Incoraggianti studi condotti attualmente al Californian Pacific Medical Center di San Francisco stanno dimostrando che quantità specifiche di THC e CBD iniettate in tumori al seno ed al cervello possono eliminare completamente i suddetti in 30 giorni.

FONTE: RealHealtTreatments

TRADUZIONE: Dottoressa Carlotta Almerighi

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