Associazione FreeWeed Board

Comitato Promotore Iniziative Popolari Referendarie e Legislative a favore della Depenalizzazione e della Legalizzazione della Cannabis in italia

L’Associazione No-profit FreeWeed Board, costituita il 18 Giugno 2013 in maniera assolutamente apartitica ed indipendente, rappresenta la naturale evoluzione di un movimento nato sulla Rete più di 2 anni fa, grazie al coinvolgimento spontaneo delle persone di ogni età, estrazione sociale e convinzione politica, al solo scopo di dare voce – attraverso gli strumenti di Democrazia Diretta a disposizione dei cittadini – a quella (nutrita) fascia di popolazione favorevole all’uso della Cannabis, che in Italia è spesso oggetto di biasimo e disapprovazione, causati non tanto dal pregiudizio – dato che i consumatori, solo quelli abituali, sono più di 3 milioni – quanto dalle grosse lacune culturali (frutto di una precisa campagna di disinformazione mediatica circa le reali proprietà di questa pianta) e dai condizionamenti sull’opinione pubblica nei confronti di chi ne fa uso, attuati tramite l’applicazione di una legge dal carattere assolutamente proibizionista e giustizionalista, che paragona il consumo di Cannabis all’assunzione di ben altre droghe pesanti e che punisce anche la semplice detenzione personale o le piccole coltivazioni domestiche con le stesse sanzioni penali previste per il reato di produzione e traffico di sostanze stupefacenti: da 1 a 6 anni di carcere, qualora i giudici ritengano il fatto di “LIEVE” entità, oppure da 6 a 20 anni, nei casi peggiori.

Attraverso la propria attività sulla Rete e grazie alla presenza fisica sul territorio, all’impegno sociale, all’informazione, alle testimonianze scientifiche, nonché tramite l’analisi approfondita delle leggi, delle politiche e dei grossi interessi economici che ruotano attorno al proibizionismo della Cannabis, l’Associazione FreeWeed Board intende mettere in luce le reali proprietà di questa pianta e far trasparire, soprattutto, la vera natura di chi ne fa uso, potendo testimoniare con chiara evidenza che i consumatori di Cannabis, al di là di ogni luogo comune, non possono essere assolutamente considerati dei tossicodipendenti, né trattati come criminali, in quanto comunissimi cittadini come tutti gli altri: padri, madri, figli, impiegati, operai, casalinghe, disoccupati, precari, insegnanti, artigiani, presidenti, medici, avvocati, amministratori, tecnici, atleti ed ammalati, con diritti ed anche doveri, ma con uno stile di vita che non deve essere criminalizzato solo perché non omologato.

Le nostre aspirazioni

L’Associazione FreeWeed aspira alla depenalizzazione ed alla legalizzazione della Cannabis, ritenendo che non ci sia nessun motivo per averne imbarazzo o vergogna, anzi: la Cannabis è impiegata per uso medico e terapeutico da un numerosempre crescente di persone malate e non è assolutamente da considerarsi pericolosa, sotto nessun punto di vista: non provoca dipendenza, non arreca danni alla salute né alla società, anzi, costituisce senza dubbio un deterrente naturale contro l’assunzione di altre sostanze realmente nocive, come le droghe cosiddette “pesanti”, ma non solo: la Cannabis riduce sensibilmente anche l’uso di alcool e tabacco, la cui vendita è paradossalmente libera e legale, nonostante sia attestato che il consumo sia causa di gravi stadi di dipendenza e danni irreversibili alla salute.

Proprio in virtù di queste ragioni, riteniamo invece vergognoso che oggi, nonostante il 15% circa dell’intera popolazione italiana faccia uso di Cannabis e nonostante la Cannabis sia stata ufficialmente riconosciuta come farmaco anche in Italia (Decreto Ministeriale 23 Gennaio 2013), il diritto di libera scelta ed a maggior ragione il diritto alla cura, invece di poter essere esercitati in maniera legittima e democratica, siano stati ridotti ad una condizione di avvilente illegalità, che induce noi consumatori ad aver timore proprio di quella Giustizia che, invece di tutelarci, non ci lascia altra possibilità se non quella di finanziare le grosse organizzazioni criminali a cui è stato delegato, per inerzia e disinteresse, il commercio di sostante stupefacenti e surrogati della Cannabis, sempre disponibili, 24 ore su 24, in ogni Comune d’Italia.

Cosa ci proponiamo di fare

Consapevoli di come non basti esprimere il proprio dissenso, se contemporaneamente non vengono proposte delle soluzioni alternative o adottate delle misure tali da scaturire l’intervento politico nei confronti delle reali esigenze della popolazione, l’Associazione FreeWeed Board intende mettere in campo ogni azione per organizzare delle precise Iniziative Popolari Referendarie e Legislative ed offrire agli stessi cittadini l’opportunità di assumere – attraverso gli strumenti di Democrazia Diretta a propria disposizione – una presa di posizione nei confronti della depenalizzazione e della legalizzazione della Cannabis tale da non poter essere più ignorata, ma rispettata.

I problemi che intendiamo affrontare oggi

Per quanto parlare di Cannabis non sia affatto semplice, perché la sola parola evoca nell’immaginario comune scenari di grosso disagio sociale, malessere fisico e drammi umani legati all’uso di ben altre droghe pesanti, chi si dichiara a favore della depenalizzazione e della legalizzazione della Cannabis ha oggi il compito di schierarsi in prima linea per denunciare ed affrontare una serie di gravi problemi che derivano proprio dall’applicazione di una politica “antidroga” inadeguata e di una legislazione in materia di stupefacenti del tutto fallace, che certamente riguardano da vicino chi fa uso di Cannabis, ma che coinvolgono anche tutto il resto della popolazione.

Mentre in tutta Europa si delinea, infatti, una nuova strategia, caratterizzata da un riequilibrio di quelli che vengono definiti i “quattro pilastri” su cui basare la politica sulle droghe, non più semplice repressione, ma anche e soprattutto prevenzione, terapia e riduzione del danno, in Italia vige (e sopravvive) una normativa che si basa esclusivamente sul pilastro della legge penale e sul giustizialismo più esasperato, che invece di colpire le grosse organizzazioni dedite al traffico di stupefacenti, investe uomini, mezzi e risorse per criminalizzare gli stili di vita non omologati delle persone comuni.

Il risultato più evidente si traduce nella presenza in carcere di circa 20 mila detenuti in più rispetto alla massima capienza prevista, di cui la stragrande maggioranza – occorre sottolinearlo – NON è assolutamente costituita da trafficanti e spacciatori, ma da comunissimi cittadini, in buona parte dei casi nemmeno tossicodipendenti, ma semplici consumatori di Cannabis, talvolta anche occasionali, se non addirittura persone malate che usano la Cannabis per scopi medici e terapeutici, accusati di spaccio solo perché trovati in possesso di una quantità anche di poco superiore ai limiti imposti. Tanto che, oggi, il solo reato di “produzione, traffico e detenzione illeciti di stupefacenti e sostanze psicotrope” è il fulcro, l’alimentatore ed il sostentamento di tutto il meccanismo giudiziario, dall’impiego delle Forze dell’Ordine, all’attività forense, per arrivare al sistema carcerario o di recupero, muovendo somme di denaro per noi inimmaginabili.

Pertanto, La prospettiva di agire ed impegnarsi a favore della depenalizzazione e della legalizzazione della Cannabis nel nostro Paese è una questione che, oltre a non interessare esclusivamente chi ne fa uso, non può trascendere dal prendere atto di una emergenza di natura ben più immediata, che si è venuta a creare per colpa dell’immobilismo di alcuni partiti e dell’ostinazione di tutti gli altri che promuovono e sostengono ad oltranza, in maniera completamente irresponsabile, la legge repressiva e proibizionista vigente oggi.

Il Progetto Referendario FreeWeed

Il primo passo che l’Associazione FREEWEED BOARD ha compiuto era costituito dall’organizzazione (ora terminata) di un Referendum Abrogativo contro la Legge Fini-Giovanardi, con l’obiettivo di ristabilire un trattamento normativo equo e commisurato alla violazione commessa, cioè tale da tener conto di quella naturale distinzione che dovrebbe esser fatta tra i semplici consumatori di sostanze stupefacenti e gli spacciatori di professione, ma che oggi non viene assolutamente considerata, con tutte le conseguenze che abbiamo appena descritto. Perseguire con ogni mezzo chi fa uso di sostanze stupefacenti, arrestare, processare e condannare i comuni cittadini, invece di concentrare le risorse a disposizione per debellare le grosse organizzazioni criminali è un modo come un altro per costringere i consumatori ad una condizione di avvilente illegalità, da cui certamente non trae beneficio nessuno, se non quelle poche persone a cui è stato delegato il traffico illecito di stupefacenti e la gestione privatizzata degli istituti penitenziari.

L’Obiettivo dell’Abrogazione della Fini-Giovanardi è stato raggiunto il 12 febbraio 2014, dopo la Manifestazione Nazionale Antiproibizionista di Roma dell’8 febbraio e soprattutto dopo la Sentenza della Consulta che ufficializzava che la suddetta Legge era INCOSTITUZIONALE, abrogandone la formulazione e quindi il valore esecutivo.

Una Prima Grande Vittoria per FreeWeed (e per tutti gli Antiproibizionisti), che però non intende fermarsi al raggiungimento di questo che è solo primo passaggio obbligato per poter abbattere il muro del Proibizionismo che si è costituito in questi anni nel nostro paese.

Per maggiori informazioni sulla Manifestazione di Roma (8 febbraio 2014) clicca qui:
Per maggiori Informazioni sulla Sentenza della Consulta (12 febbraio 2014) clicca qui:

Come partecipare

La componente fondamentale per la riuscita di un Progetto tanto ambizioso – che aspira all’organizzazione di Iniziative Popolari Nazionali senza aver prima chiesto asilo politico a nessun partito – è l’informazione: occorre che le nostre iniziative vengano divulgate il più possibile, sia sulla Rete che sul territorio, al fine di raccogliere adesioni e coinvolgere il maggior numero persone, amici, parenti e conoscenti. Inoltre, considerando che FreeWeed Board è un’Associazione No-profit apartitica, indipendente e completamente autofinanziata, occorre anche sottolineare che essa si sostiene ed è in grado di operare solo per esclusivo merito del volontariato: per raggiungere i nostri obiettivi abbiamo bisogno del massimo supporto possibile: l’attivismo, ma anche la semplice adesione solidale rappresentano il modo più diretto di supportarci e concorrere all’attuazione concreta delle nostre iniziative.

Per iscriversi all’Associazione FreeWeed Board e schierarsi al nostro fianco nella difficile battaglia che stiamo sostenendo, e possibile richiedere la tessera di Socio sostenitore attraverso il seguente link:

WWW.FREEWEED.IT/TESSERAMENTO

Il tesseramento è un aspetto cardine della vita dell’Associazione: è ammissione di appartenenza ed un segno di condivisione, oltre che un obbligo legislativo per poter partecipare attivamente alle attività svolte da FreeWeed Board. L’importo simbolico della quota associativa unica (10,00 Euro), verrà interamente devoluto – al netto delle sole spese di produzione e spedizione della tessera, € 1,92 in totale – alla Raccolta Fondi che stiamo sostenendo, con tutto l’impegno possibile e la massima trasparenza, per raggiungere la somma di denaro necessaria alla stampa ed all’invio dei moduli per l’avvio della prossima Iniziativa Popolare che tenteremo di attuare nella prossima primavera, tramite una Proposta di Legge di Iniziativa Popolare, il secondo passo di FreeWeed verso la Legalizzazione della Cannabis.

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9 Responses so far.

  1. Dorotea ha detto:
    Ciao, ho letto il vostro articolo e dell’uso terapeutico nelle malattie neuro degenerative della cannabis.
    Due anni fa sono stata molto male, poi mi hanno diagnosticato una malattia neuro degenerativa, che è fra quelle elencate nell’articolo. Sono in cura con le medicine tradizionali in cui credo poco e che danno molti effetti collaterali. Vorrei provare … Cosa mi consigliate? Come si trovano questi prodotti già pronti?
    Come posso fare ad averli? L’olio per esempio o qualcos’altro? Spero in una risposta!
    Grazie a voi!
     
    • Salve, scusi il tempo nella risposta ma siamo sommersi.. dunque potrebbe, anzi dovrebbe provare a chiedere al suo medico di base per provare una cura alternativa con Cannabis a livello medico. Per ora purtroppo in Italia si è costretti a passare per le farmacie.
       
  2. Veganaimperfetta ha detto:
    Ciao a tutti da un’amante della marijuana che, dopo vent’anni – 15 di consumo regolare – si rendo ben conto che una cosa è l’uso, una cosa la dipendenza (come per tutto nella vita). Credo che la situazione vari da persona a persona: la mia esperienza è quella di aver bisogno di fumare sia per evitare l’insonnia, sia per affrontare momenti di ansia (che la vita normalmenato propone): ma esser dipendenti (fisicamente o psicologicamente) da qualcosa nn è mai positivo. Inoltre, nonostante ho sempre volentieri ripetuto che la cannabis non ha effetti collaterali notevoli… fumando è chiaro che ci si fa male, per lo meno con carta e tabacco: anche questo lo sento chiaramente nei miei polmoni. Altro “effetto collatorale”: di notte nn sogno più. Vi scrivo per condividere con chi probabilmente può capirmi senza giudicare, per avere qualche suggerimento: secondo la vostra esperienza e conoscenza, qual’è il modo per “assumere” la marijuana riducendo al minimo gli effetti collaterali “fisici”? La soluzione è solo quella di smettere? O esiste una quantità e delle tempistiche di utilizzo che evitano la spirale della dipendenza? Sono curiosa…io sto cercando e trovando una mia strada: ma volentieri mi confronterei con voi! Grazie
     

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