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Cannabis: 5 Consigli per Conoscerla meglio

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Articolo di Jacopo Scionti, Redazione FreeWeed

La canapa è una pianta che unisce le persone di ogni dove indipendentemente dalle nazionalità o dalle origini etniche.
In quanto l’informazione è la nostra priorità come Associazione, sembra essere doveroso parlare anche di quegli effetti spiacevoli e di quelle caratteristiche negative per la salute che la cannabis può arrecare.
Dunque, un attimo di attenzione, keep calm and read on:

1) FUMARE CANNABIS È IL METODO PIU’ DANNOSO PER ASSUMERLA.
Ebbene sì amanti dello spinello, per quanto il gesto ci piaccia e sia di compagnia anche e soprattutto con altre persone, fumare cannabis è il modo più dannoso per assumerla, solo ed esclusivamente a causa della
combustione.
Più nel dettaglio, non è poi così dannosa la combustione della cannabis in sé, in quanto in essa non sono contenuti principi o sostanze pericolose per la salute: ciò che è veramente dannoso è la combustione della cartina
(indipendentemente che sia lavorata o naturale)  e soprattutto del tabacco.
Fumare senza filtro (o con quello di carta) non permette di trattenere i fumi del tabacco, dannosissimi per l’apparato respiratorio a causa di tutti i principi tossici e le sostanze chimiche contenuti in esso.
Dunque, due consigli: usate pipe o vaporizzatori e per i nostri irrinunciabili spinelli, usate solo erba o al massimo foglie e composti naturali essiccati e mischiati ad essa o, se proprio non si riesce a farne a meno per il gusto, si aggiunga giusto una puntina di tabacco per facilitare la combustione che altrimenti può avvenire male.

Ricordate inoltre che la dannosità del tabacco nello spinello porta anche all’insorgenza di strane allergie e tremolii spiacevoli; molti inoltre connettono la presenza del tabacco all’insorgenza di paranoie, cosa probabilmente dovuta al fatto che uno degli effetti del tabacco è l’aumento dello stress.
Unito allo stone, lo stress può in effetti generare paranoia: sta a voi testare, sulla vostra pelle, la differenza.

2) L’AMBIVALENZA DELLA FAME CHIMICA.
La fame chimica è una reazione naturale del corpo che viene ingannato dalla mente (collego qui all’articolo di FreeWeed che spiega più nel dettaglio il fenomeno: link
http://freeweed.it/sistema-endocannabinoidi-cannabis-appetito/) e che segue all’assunzione di cannabis: essa si manifesta in una fame incontenibile.
Per tale motivo, la fame chimica rappresenta una cura perfetta contro l’anoressia ma anche contro la bulimia poiché ciò che viene ingerito in fame chimica viene bruciato più rapidamente dal corpo e permette di dimagrire pur sentendosi sazi e pur avendo consumato un buon pasto. Sono molti gli studi sull’argomento che dimostrano come i fumatori di cannabis abbiano un girovita migliore dei non fumatori e delle minori probabilità di essere affetti da obesità e da problemi cardiovascolari (allego qui alcuni link sull’argomento:
http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2013/05/19/news/la_marijuana_fa_dimagrire_e_riduce_rischio_diabete_ansa_-_roma_16_mag_-_fumare_marijuana_fa_dimagrire_e_pu_ridurre_il_-58962557/?refresh_ce
;
http://www.cannabisterapeutica.info/2015/02/17/diabete-obesita-e-disturbi-del-metabolismo-le-potenzialita-della-cannabis/
;
http://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/10422-marijuana-diabete-obesita
).
Quindi, in che modo la fame chimica può essere deleteria?
Tutti conosciamo le conseguenze di una scorretta alimentazione e la fame chimica, principalmente diretta al consumo di carboidrati e di cibi zuccherati, può portare all’insorgenza di abitudini alimentari scorrette e
di malattie ad esse collegate.
Il consiglio in questo caso è di resistere il più possibile in quanto la fame chimica non è reale ma è solo un inganno psicologico della nostra mente e, nel caso in cui la voglia di abbuffarsi sia incontenibile, occorrerebbe limitarsi il più possibile a frutta e verdura.
Bisogna ricordare infatti che l’alimentazione al di fuori dei tempi e dei modi biologicamente previsti dal nostro organismo è estremamente deleteria e può portare all’insorgenza di allergie e patologie autoimmuni.
Se proprio non si può fare a meno di mangiare, almeno ci si controlli il più possibile.

3) SOVRADOSAGGI.
La questione dei sovradosaggi è molto relativa e dipende da una questione di abitudine; inoltre non esiste una dose letale-overdose di cannabis (o meglio sarebbe di circa 60.000 spinelli in 20 minuti, cosa impossibile da
fare per qualsiasi essere umano) e quindi, parlando di sovradosaggi, ci si riferisce unicamente a dosi elevate che possono arrecare effetti spiacevoli quali paranoia o ansia o senso si spaesamento. Ricordando che esistono
diversi modi di assumere la cannabis, il miglior metodo per sapere sempre esattamente quanta se ne sta usando sarebbe pesarla, ma ahimè sappiamo bene che ciò non è sempre possibile a tutti.
Dunque come fare?
Beh, se vi accorgete che gli stone sono eccessivi diminute il diametro e quindi anche la quantità di cannabis dello spinello.
Se la cosa è già fatta, cercate di rilassarvi con una bella bevanda fresca sul vostro divano, magari distraetevi con TV o musica e godetevi lo stone spettacolare che vi siete procurati consapevoli che nel giro di qualche ora
tornerà tutto come prima.
Per altri consigli sulla questione, vi rimando alla lettura dell’articolo della direzione FreeWeed :
http://freeweed.it/8-metodi-per-controllare-un-intenso-high-di-cannabis/.

4) SCEGLIERE BENE LO STRAIN È IMPORTANTE.
Molto spesso ci si lamenta del fatto che una certa ganja spenga i muscoli impedendo di muoversi o renda troppo euforici al limite della ridicolezza o ancora che anestetizzi e impedisca di sentire le emozioni fisiche o che si
concentri troppo a livello cerebrale, pesando in testa.
Per questo dobbiamo sempre tenere in considerazione che esistono una miriade di diverse tipologie di cannabis con concentrati di principi attivi sempre diversi e in quantità più o meno elevate o tenui. Fumare un certo
tipo di cannabis non equivale a fumare un qualsiasi altro tipo di cannabis e per questo è importante scegliere bene gli strand che più si adattano alle nostre esigenze quotidiane o situazionali.
Quindi controllate sempre le caratteristiche generali (THC e CBD in primo luogo) degli strand che avete acquistato o che state coltivando anche tramite semplici ricerche su internet. A questo proposito, vi consiglio
questa enciclopedia universale sulla cannabis, di utilità imprescindibile per qualsiasi appassionato: https://www.leafly.com .

5) DISTURBI DA ABUSO.
Molti lamentano che la cannabis rallenta le persone e le demoralizza o impedisce il raggiungimento dei propri obiettivi. Molti lamentano il fatto che la cannabis sia una droga e per questo affermano che sia sbagliata.
L’autore informa che ritenere la cannabis una droga è un’attribuzione soggettiva, ossia non è la cannabis ad essere una droga ma è l’individuo che sceglie di utilizzarla come tale: ciascuno in propria coscienza dovrebbe rendersi conto del benessere che la cannabis può arrecare al corpo e alla mente e per ciò utilizzarla in funzione del raggiungimento di tale benessere.
Tramite un corretto esercizio si può comprendere quale sia la dose giornaliera o settimanale di cui il fisico ha bisogno per trarre beneficio dall’utilizzo di canapa: l’abuso deriva da un approccio soggettivamente e individualmente scorretto alla sostanza, non certo dalla sostanza in sé e questo vale per la cannabis esattamente come vale anche per qualsiasi altra cosa, cibo o bevanda, che si assume nell’organismo: anche un piatto di carne fa malissimo se è consumato ogni giorno più volte al giorno ma non per questo si dice che la carne sia una droga; si dice invece che chi si comporta in tal modo, sia uno sconsiderato e incosciente. Parimenti anche un bicchiere di vino a pasto reca solo beneficio e non è certo considerato una droga mentre invece lo diventa per quei consumatori irresponsabili che
bevono un litro al giorno e lamentano poi dolori al fegato e allo stomaco…beh, se la sono cercata per colpa del loro comportamento, non certo per colpa del vino!
Noi ci battiamo anche per un uso responsabile e ponderato della cannabis affinché essa sia davvero di beneficio e di aiuto per i meccanismi biologici in atto nel nostro organismo.
Ovviamente spetta al singolo individuo tramite un buon esame di coscienza (non per niente il ‘Conosci te stesso’ è la massima universale più antica e utile del mondo) o al suo medico capire quanta cannabis debba essere
consumata giornalmente per produrre beneficio e per non risultare dannosa.

In conclusione, la cannabis è una pianta meravigliosa ma occorre prendere coscienza del modo in cui essa deve essere  usata; e ciò è possibile solo attraverso la diffusione dell’informazione e della responsabilizzazione
generale che il proibizionismo, come una piaga sociale, rende impossibile.
Il proibizionismo o meglio la proibizione è sicuramente in primo luogo uno dei principali motivi che portano migliaia di giovani ad avvicinarsi alle sostanze senza un minimo di informazione (negata dal tabù-droga che il
proibizionismo ha, per l’appunto, creato) e di conoscenza ma è anche in secondo luogo il principale motivo che ha impedito un consapevole uso della cannabis e ancora peggio una concreta e duratura ricerca scientifica su di
essa: per questo dobbiamo liberarcene come un vecchio vestito sporco, lacero e malsano che ostacola il cammino del progresso e del benessere dell’umanità e senza contare anche il fatto che il probizionismo danneggia il consumatore, favorisce le organizzazioni criminali e impedisce un consumo sicuro e sereno della cannabis a causa della costante sensazione di sentirsi dei fuori legge, quali non siamo e non vogliamo essere considerati.
Dunque, detto ciò, perché il proibizionismo ancora esiste di contro a sana e prolifica educazione?

Jacopo Scionti, Redazione FreeWeed 

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