Cannabis e Sessualità

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Secondo l’ufficio marketing Americano Sea Change Strategy, le vendite negli Stati Uniti di cannabis medica sono arrivate nel 2011 a 1,2 bilioni di Euro, una cifra che pone l’alternativa ecologica ai livelli delle vendite del Viagra, il farmaco per l’erezione da 1,3 bilioni di dollari all’anno.

Queste cifre ovviamente non includono il mercato nero della cannnabis ed i dati sono relativi all’utilizzo medico per tutte le patologie e sono forniti solo per avere un idea comparativa sull’ammontare del giro d’affari dell’erba medica.

E se la cannabis fosse anche una valida alternativa al Viagra?

Nonostante non ci siano evidenze scientifiche sul fatto che l’erba possa essere un afrodisiaco, l’uso della cannabis potrebbe anche configurasi in chiave terapeutica per un utilizzo contro l’impotenza.

Effettivamente, da quando è scaturita la proibizione della cannabis, il suo utilizzo è stato spesso accostato a quello di un eccesso di sessualità.

In tutto ciò, ovviamente i mezzi di comunicazione di massa hanno avuto un ruolo determinante fin dagli anni ‘30, asserendo, ad esempio, che la disinibizione provocata dal fumo dell’erba avrebbe facilmente convogliato l’ignaro consumatore nel bel mezzo di un’orgia. In altri periodi la propaganda proibizionista ha invece voluto trasmettere il messaggio opposto, che il consumo di cannabis avrebbe portato all’impotenza.

Ma facciamo un piccolo salto indietro nella storia per analizzare il rapporto tra cannabis e sesso, prima della distorsione percettiva provocata dalla proibizione.

“La cannabis era utilizzata anche nei rituali tantrici, alla scopo di scoprire i misteri dell’universo attraverso il sesso„

Nell’antico continente indiano, la cannabis è stata utilizzata per migliaia di anni, soprattutto in termini sacro-religiosi dagli Hindu. La cannabis era utilizzata anche nei rituali tantrici, alla scopo di scoprire i misteri dell’universo attraverso il sesso.

Durante l’atto sessuale i fedeli s’innalzavano alla condizione divina ripetendo l’unione tra Shiva e Shakti.

Facendo invece un passo nei primi anni del ‘900 italiano, quando la cannabis medica era legale e accettata, nel ricettario terapeutico del medico Piero Arpino, riportato nel libro Hashisch, Cannabis Indica, tra le varie patologie per cui la cannabis veniva considerata un valido rimedio troviamo anche la prostatite e l’impotenza. La prescrizione per l’impotenza prevedeva la somministrazione di una pillola tre volte al giorno, i cui ingredienti erano: estratto di canapa indiana, stricnina, fosforo, ferro in polvere, radice di rabarbaro e liquirizia in polvere o estratto , in dosi ben calibrate.

Tornando invece a tempi più recenti, nel 2006, addentrandoci un attimo di più nella questione delle fertilità, alcuni studiosi dell’Università di Buffalo (USA) hanno scoperto, presentando lo studio all’American Society for Reproductive Medicine (Società Americana per la Medicina Riproduttiva), che la marijuana potrebbe aiutare ad aumentare la fertilità nei fumatori accaniti di tabacco, risaputamente a rischio d’impotenza.

Il miglioramento avverrebbe grazie a un sistema di segnalazione cellulare presente negli spermatozoi che utilizza come messaggeri alcuni cannabinoidi in grado stimolarne la mobilità, quindi il flusso e la fecondità. Ovviamente stiamo parlando di un consumo moderato.

Gli effetti della cannabis sono però determinati dal Set e dal Setting, definizioni proposte da Timothy Leary, psicologo americano influente e scrittore-ricercatore dello scorso secolo nel campo degli effetti benefici della terapie con l’erba, le piante psicotrope e le sostanze psichedeliche. Per “Set” s’intende lo stato mentale con cui la persona arriva all’esperienza, con i suoi pensieri, stati d’animo e aspettative. Il “Setting” è invece l’ambiente, inteso sia in termini fisici e sociali, nel quale si svolge l’esperienza. Forse in nessun altro caso come in quello dell’ambito sessuale, un buon set e setting sono fondamentali per la buona riuscita del rapporto.
Alla domanda rivolta ai consumatori se secondo loro la cannabis aumenti le performance sessuali, il 13 percento risponde che dipende dal partner e dal proprio stato d’animo, mentre il 44 percento sostiene che la marijuana “aumenta il proprio desiderio sessuale”. La maggioranza delle persone (74 percento degli uomini e 62 percento delle donne, secondo Lester Grinspoon in Marihuana reconsided ) dichiara un effettivo miglioramento del piacere sessuale da diversi punti di vista, in particolar modo nella percezione dell’orgasmo.

A differenza dell’alcool, la bevanda preferita sia dagli eterosessuali che dagli omosessuali per aumentare la vita sessuale, la cannabis non scioglie le inibizioni ma riduce il senso di colpa e l’ansia da prestazione.

Le cose avvengono ad un livello più sottile, personale e di circostanza.

In questi termini, la cannabis non è una valida alternativa al Viagra, un medicinale anti impotenza a prescindere dall’atmosfera e dalle persone coinvolte, come l’alcol.

La cannabis è più semplicemente da utilizzare all’interno della coppia, in questo caso risulta funzionare benissimo, riuscendo ad eliminare la noia dei gesti consueti a favore d’un approccio giocoso e gioioso con il sesso, non agendo quindi esclusivamente e direttamente a livello degli organi sessuali.

Tornando alla tradizione indiana, nella mitologia, la dea Parvati, stanca del vagabondaggio e dei tradimenti di Shiva, riuscì a portarlo e legarlo a se grazie alla pianta della cannabis. Lo fece fumare la resina dei fiori, lui si eccitò, fecero l’amore sperimentando l’estasi cosmica e d’allora rimasero sempre insieme ripetendo ogni volta il rituale del consumo della cannabis prima di fare l’amore.

La medicina Ayurveda indiana prescrive infatti la cannabis come afrodisiaco non per chi cerca la promiscuità sessuale, ma per chi vuole arricchire i piaceri del matrimonio.

In parole povere, consumare cannabis per disordini legati alla sfera sessuale può si aiutare a superarli, ma non bisogna scordare l’importanza di tutto il resto.

Consumando cannabis con il proprio partner, meglio se abituale, in un ambiente comodo e confortevole, solo così sarà possibile sperimentare completamente l’effetto anti impotenza della canapa con i relativi riflessi in una maggior durata dell’atto sessuale, nella percezione della qualità dell’orgasmo superiore alla norma, un maggior piacere al tatto, il tutto condito da un’ottima dose di intimità fisica e vicinanza spirituale.

Ovviamente non bisogna superare certe soglie di consumo, altrimenti l’effetto desiderato potrebbe facilmente trasformarsi in qualcosa di diametralmente opposto.

Un consumo eccessivo potrebbe portare, come avviene anche con l’alcool, addirittura ad un disinteresse totale al sesso, facendo calare il desiderio. Occhio quindi alle dosi e, perchè il risultato sia garantito, dovrete metterci naturalmente anche del vostro.

 

FONTE: Cannabis.info

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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