Cannabis “Light”, ossia Canapa Industriale: guardiamo oltre le chiacchiere

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La Cannabis è tutta TERAPEUTICA.
La Cannabis è tutta LUDICA.
La Cannabis è tutta DROGA.
La Cannabis è tutta INDUSTRIALE.

Detto questo, cosi si capisce da dove si parte, vediamo dove siamo arrivati, perchè davvero non se ne può più di sentire teorie improvvisate..

OVVIAMENTE AD OGNI PERSONA L’EFFETTO E’ DIFFERENTE. (chiariamo anche questo)

RESTA il FATTO che se un PRODOTTO è ceduto ad uso tecnico, le proprietà che vengono “enunciate” dovrebbero rispettarne la destinazione d’uso.

Non si chiede la luna.

Poi, ripeto, se una persona trova terapeutico l’origano e ludico mangiare la noce di cocco, sono soggettività sue, in quanto “di base” allora tutto può essere terapeutico e ludico, e viceversa, seguendo questo ragionamento, ma mai leggerete origano curativo e noce di cocco ludica, forse perchè in quel mercato non nuotano tanti squali come nel mercato della canapa in Italia.

Gli effetti terapeutici ATTIVI sulle patologie sono date da una infinità di varianti presenti nella cannabis, ma , che lo vogliate o meno, la basilarità del THC è presente in quasi tutte le applicazioni terapeutiche, e le estrazioni da canapa con basso thc hanno dimostrato rendere “meno” anche in termini di azione dello stesso CBD.

Poi per alcune patologie specifiche è molto utile l’azione del cbd anche da solo, o almeno in presenza del 10%, come abbassamento dei sintomi e, poche volte, come azione curativa, seppur sicuramente è stato valutato che l’azione combinata thc+cbd sia fondamentale nella cura di molte patologie, il famoso “rapporto 1:1”.

( Piccolo inciso: le varietà coltivabili in italia non possono raggiungere il 10% di cbd, scommetto una canna con chi mi porta esami di laboratorio certificati e cartellino semente. )

Detto questo nuovamente, si PRETENDE la possibilità di USARE IL PRODOTTO, cosa che l’uso tecnico NON GARANTISCE, ma crea un semplice escamotage per “venderlo e cederlo”, mettendo nelle mani del consumatore la scelta (giustamente) di usarlo o meno, esponendolo però spesso a rischi “non conosciuti” (molti diffondono che si può usare senza problemi).

Noi chiediamo semplicemente chiarezza, ossia che non si approfitti delle persone poco informate (giustamente) per piazzare un prodotto vantandone benefici e “coltivazione” pulite, quando in realtà non si dichiara, spesso, nemmeno da dove arriva la canapa venduta, proprio per legge, e non si spiega che il consumatore non può consumare il prodotto legalmente.

Molti imprenditori stanno recependo la situazione grazie all’insistenza dell’associazione ed al dialogo costruttivo creato nei mesi, mentre molte realtà continuano la speculazione non preoccupandosi ne di informare correttamente ne di provare a dare consapevolezza del prodotto e della legge vigente.

E, vi prego, astenetevi dallo scrivermi “qualcuno con la canapa industriale ha smesso di sentire dolori”, perchè altrimenti non avete proprio capito nulla di quello che ho appena scritto.

#ScusateLeSpalle
#Stacce

Stefano Auditore

Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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