Progetto FreeWeed - Legalizzazione Cannabis

Cannabis non presente nei farmaci che hanno causato l’incidente in Francia

Il farmaco in sperimentazione, protagonista dell’incidente avvenuto nel laboratorio francese Biotrial di Rennes, “non contiene cannabis né derivati”. Lo ha affermato il ministro della Sanità francese, Marisol Touraine, durante la conferenza stampa in corso nell’ospedale della città bretone, dove sono ricoverati 6 volontari del trial di fase I, dai 28 ai 49 anni, di cui uno in stato di morte cerebrale.

In mattinata si era diffusa la notizia della sperimentazione terapeutica nell’ovest della Francia, dove una persona è in stato di morte cerebrale e altre cinque sono ricoverate in condizioni critiche: secondo le prime informazioni i pazienti erano stati curati con un antidolorifico a base di cannabis per uso terapeutico.

“I sei individui ricoverati sono tutti uomini di età tra i 28 ei 49 anni. Cinque persone sono in stato molto grave, una persone è in stato di morte cerebrale” ha proseguito il ministro, spiegando che i volontari che si sono sottoposti alla sperimentazione sono 90. Le cause dell’accaduto sono ancora ignote. Il ministro ha anche riferito che i primi sintomi anomali si sono registrati il 10 gennaio su un paziente e già il giorno dopo il test è stato interrotto.

Anche Le Monde aveva fatto sapere che l’informazione precedente sulla cannabis era falsa:

cannabis

Il dibattito sull’uso terapeutico della cannabis accomuna gran parte dei Paesi del continente europeo, dove tuttavia regna la divisione in termini di regolamentazione e accesso ai farmaci, dove questi siano almeno teoricamente a disposizione dal punto di vista legale. Ad esempio in Belgio l’utilizzo a scopi terapeutici è permesso, ma per i pazienti è quasi impossibile farsi prescrivere un prodotto a base di cannabinoidi dal proprio medico.

L’uso della cannabis a scopo terapeutico è stato depenalizzato in Republica ceca, in Finlandia, in Olanda, in Portogallo, in Svizzera, In Gran Bretagna e Spagna. Ma anche dalla Repubblica ceca non arrivano notizie di medici che curano i propri pazienti con farmaci basati sul principio attivo della marijuana.

Ecco il quadro nei diversi Paesi.

In Francia dopo la distribuzione limitata e temporanea di un primo farmaco negli anni passati, un decreto ha autorizzato i laboratori a chiedere la commercializzazione di farmaci a base di cannabinoidi, ma l’ok riguarda solo un prodotto destinato a chi soffre di sclerosi a placche. In Germania, dal 2008 l’uso terapeutico è stato dichiarato “di interesse pubblico” e da allora la lista delle malattie riconosciute come trattabili con farmaci a base di cannabis ha continuato ad allungarsi. Le assicurazioni però spesso rifiutano il rimborso dei prodotti di questo tipo. Così da fine 2012 la legge autorizza la coltivazione di alcune piante di cannabis a livello domestico, ma le norme variano a seconda dei Land. In Spagna la cannabis ad uso medico è stata oggetto di un processo di depenalizzazione e poi di progressiva legalizzazione dall’inizio del secolo. La Catalogna ha approvato per prima la legalizzazione nel 2001, seguita da altri parlamenti regionali. In Gran Bretagna c’è grande dibattito sulla possibilità di allentare le normative per l’uso della cannabis a scopo medico.

In sintesi, questa continua a figurare nella ‘tabella 1’ delle sostanze, quindi non viene riconosciuto nessun valore a scopo terapeutico (che invece è previsto per le sostanze nella tabella 2, che comprende anche l’eroina). In Repubblica ceca, la cannabis a uso medico è autorizzata, ma praticamente non viene usata, dati i costi molto alti.

Secondo la stampa locale, questo quadro dovrebbe cambiare a breve, grazie alla diversificazione delle importazioni, sino ad ora esclusivamente dall’Olanda.

 

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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