Cannabis, Riconoscimento di Pattern e cosa significa essere “high”

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Articolo di Sebastian Marincolo, Traduzione di Stefano Auditore Armanasco

Quando si parla di riconoscimento di modelli o “pattern recognition”, tendiamo a pensare a semplici immagini visive come fatte a righe.

Ma le nostre capacità di riconoscimento del modello avvengono in un modo più sofisticato di un semplice riconoscimento di disegni di base del genere.

 

Misterioso-dalmata-ottico-Illusion

Riuscite ad individuare il dalmata nell’immagine qui sopra?

“Capire significa percepire i modelli.” –   Isaiah Berlin, filosofo, 1909-1997

“Fino a quando l’abitudine e la routine dettano il modello di vita, nuove dimensioni dell’anima non emergeranno.” –  Henry van Dyke, scrittore di racconti e saggista, 1852-1933

L’importanza della “Pattern Recognition”

Siamo in grado di riconoscere e distinguere visivamente i tipi di alberi, automobili, o la pittura di Edgar Degas; Noi percepiamo non solo modelli visivi nel nostro ambiente, ma anche modelli in suoni o musica; noi percepiamo il modello tattile di una superficie di legno, il modello gustativo del gusto del mango, e possiamo intellettualmente “riconoscere” i modelli, come per esempio il modello di una certa tattica usata da un avversario in una partita a scacchi.




Facilmente riconosciamo migliaia di volti umani, nonostante il loro cambiamento nel corso del tempo, e riconosciamo i luoghi e gli oggetti anche sotto completamente diverse condizioni di illuminazione. Siamo in grado di riconoscere i modelli uditivi di una vespa in volo, il ruggito di un motore 911 Porsche, o lo stile inimitabile del leggendario pianista Dinu Lipatti che sta interpretando un valzer di Chopin.

I modelli sono in tutto il mondo, e la loro percezione, la memoria e il riconoscimento sono indispensabili per la nostra sopravvivenza.

 

Il Motivo di un maggiore riconoscimento di pattern (modelli) sotto effetto di Cannabis

Abbiamo numerose segnalazioni da parte dei consumatori di cannabis sui miglioramenti di vari tipi di abilità di pattern recognition.

La professoressa di Psicologia di Harvard Charles Tart ha valutato una migliorata pattern recognition come un caratteristico effetto osservato nei consumatori di marijuana nel corso del suo studio “Essere Fuori”.

Circa un terzo degli studenti intervistati è d’accordo con la seguente affermazione come corretta per un forte o molto forte high:

“Posso vedere i modelli, forme, figure, disegni significativi in materiale visivo che non ha una particolare forma di norma, che sembra solo una serie di forme senza senso o linee” [1]

Lo studio di Tart mostra che i consumatori di marijuana non solo riportano questa capacità di riconoscimento dei modelli migliorata per modelli visivi, ma anche per la percezione di tutti i tipi di modelli percepiti attraverso i vari canali sensoriali.




Io stesso ho più volte osservato che nel corso di un “high” mi ritrovo in grado di comprendere meglio le lingue straniere, un fatto sottolineato anche da alcuni collaboratori di progetto del sito web di Lester Grinspoon marijuana-uses.com (vedi “Lady Chatterley Stoned” e “alcune esperienze con lingua e apprendimento”). Un altro collaboratore anonimo “Rob” descrive come un high lo fece riconoscere un modello di “rigidità timida” nel suo modo di camminare:

“Sono stato anche fortunato in quanto ho fatto una canna, quella notte, ed una comprensione sorprendente è venuta da me mentre si camminava verso casa. Come ho passeggiato lungo il marciapiede alberato e portavo avanti una conversazione con un amico, ho sentito una rigidità imbarazzante nel mio passo, realizzando ad ogni passo una rigidità che esprimeva timidezza. Da allora ho cambiato il mio modo di camminare in un modo più fiducioso, con andatura aperta di passi lunghi e passi silenziosi. “

L’esperienza di Rob mostra ciò che molte segnalazioni hanno evidenziato: il riconoscimento di modelli migliorato nel corso di un high  – ossia uno spostamento di attenzione.




Rob non partecipava principalmente alla conversazione, ma guardava il proprio corpo e il suo modo di camminare, e ciò gli ha permesso di percepire un modello di cui non era a conoscenza prima.

Altri consumatori di cannabis hanno riferito di simili processi di riconoscimento di pattern, dove hanno spostato la loro attenzione dal contenuto verbale di una conversazione al linguaggio del corpo del loro interlocutore.

 

Perché scopriamo nuovi modelli durante un high?

Sono sicuro che ci sono molte più alterazioni dei processi cognitivi durante un high che consentono agli utenti di percepire meglio i modelli di cui erano precedentemente a conoscenza.

L’hyperfocus di attenzione nel corso di un high certamente aiuta molte persone a raggiungere una percezione più acuta dei modelli in tutto ciò a cui assistono.




Inoltre, una memoria episodica migliorata probabilmente aiuta a ri-riconoscere i modelli che sono simili ai modelli visti prima; se meglio ricordo il mio ultimo incontro con un cane dalmata, questo mi aiuterà a vedere meglio il modello di un dalmata in questo quadro.

 

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Su un livello neurologico più profondo, ho suggerito nel mio libro “High. Approfondimenti sulla marijuana”(Dogear editrice 2010), la cannabis conduce ad un effetto sinestetico (o, con dosi più basse, ad un effetto ‘pre-sinestetico’), che secondo il neuroscienziato Vilayanur Ramachandran svolge un ruolo importante nella spiegazione della “pattern recognition”.

 

La storia di Rob esposta qui sopra illustra in modo chiaro che il riconoscimento di un modello svolge un ruolo importante anche nel trascendere questo schema.

Rob ha dovuto prima capire che il suo camminare in realtà segue un modello, un modello in grado di prendere una decisione consapevole e di rompere lo stesso, se si sente il bisogno di sfuggire da questo modello.

In ultima analisi, quindi, un high di cannabis non consente solo ad una persona di percepire nuovi modelli in natura, musica, arte, nel funzionamento della società, nel comportamento degli altri o in se stesso, ma permette anche di rompere con i modelli indesiderati e precedentemente creati inconsciamente.

Questo non è solo uno dei presupposti più importanti per la creatività, ma, anche, una fonte quasi inesauribile per la crescita personale.

Un high di cannabis può portare a capire che si segue un modello di routine nel fare l’amore e vi aiuterà a trascenderlo; si può scoprire che si segue una routine imparata a memoria quando si tratta di problemi familiari o che si continua a reagire allo stress in un brutto modo. Se si utilizza la cannabis nel modo giusto, se si impara a “surfare l’high”, allora la cannabis può aiutare a capire davvero ed allontanarsi da molte routine malsane e altrettanti modelli di comportamento; questo è anche il motivo per cui può essere utile nel trattamento di varie dipendenze e può aiutare a crescere come persona.

 

 Che cosa significa essere ‘high’ (essere “fuori”)?

La cannabis può alterare la vostra coscienza in un modo che consente di prendere una prospettiva diversa sui modelli nella vita, come se si stesse guardando da “in alto”, per vedere e valutare il vostro mondo dal vivo e la vita degli altri in maniera privilegiata.

Potete vedere diversi modelli nella vita e nella realtà, modelli che si svolgevano nello spazio e nel tempo, modelli normalmente invisibili a voi.

Il film “Koyaanisqatsi” utilizza un lasso di tempo per rivelare i modelli ricorrenti della vita quotidiana.




Esso mostra per esempio la vista a volo d’uccello di una lunga strada di città con le automobili che passano attraverso semafori sincronizzati.

Manhattan StreetQuello che vediamo è una danza a un ritmo, meccanizzata.

Veniamo a capire che stiamo tutti ballando a questo e ad altri ritmi senza accorgersene più.

La cannabis può dare una nuova prospettiva simile sui modelli di vita.

E’ come se si stesse in piedi su una collina che guarda verso il basso, al tuo quartiere, e si realizzi il modello generico in cui voi ed i vostri vicini avete speso la vostra vita, in quelle “piccole scatole sul fianco della collina, piccole scatole di cattivo gusto, (… ) piccole scatole tutte uguali”, come Malvina Reynolds una volta disse in quella che sarebbe poi diventata la sigla della serie comedy ‘Weeds’.

Forse questa sensazione euforica ed elevata di guardare i modelli di vita da questa prospettiva ‘alta’, che poi li trascende, è l’ispirazione dietro il termine gergale ‘high’ stesso.

Per me, essere ‘high’ (essere “fuori”) sicuramente ha quel significato.

 

 

 

FONTE: Sensiseeds


[1]

Tart, Charles T. (1971). On being stoned: Uno studio psicologico di intossicazione da marijuana. Palo Alto, Cal .: Scienza e comportamento Libri, str. 71.

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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