Comprendere i Test Microbiologici sulla Cannabis

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Articolo tradotto da Terpino Lene dal Blog di SC Labs, laboratorio americano di analisi della cannabis.

Fonte: ScLabs

 

SC labs ha impiegato considerevole tempo e risorse per sviluppare un programma microbiologico globale per l’industria della cannabis.

Abbiamo implementato le stesse metodologie e tecnologie testate che sono diventati standard nei test l’industria del cibo e nell’agricoltura.

Noi usiamo una combinazione di 3M petrifilm e saggi basati sul qPCR per identificare e quantificare la contaminazione microbiologica nella cannabis. Il nostro schema microbiologico è uno strumento potente per i clienti per determinare la qualità e la sicurezza dei loro prodotti cannabici.

Esso include 5 test separati per lieviti totali e muffe,conta delle colonie aerobiche (APC aerobic plate count),coliformi totali,EColi,Psuedomonas e Salmonella.

Questi test sono richiesti in molti stati e giurisdizioni che hanno attuato il test obbligatorio microbiologico della cannabis. Il totale di muffe lieviti e il totale della conta aerobica rappresenta la parte dello schema che misura il carico fungale e batterico complessivo del campione testato.

Queste tabelle non distinguono tra organismi benigni e dannosi ma danno una grossa indicazione sulla crescita microbiologica complessiva del prodotto. Nell’industria del cibo o agricoltura ibtest sono usati per stimare le date di scadenza e la pulizia in generale. Il test dei coliformi totali misura una specifica famiglia di batteri che sono considerati un indicatore sanitario dei coliformi. Benché i batteri coliformi stessi non sono necessariamente dannosi, sono comuni in ambienti acquatici, suolo e feci di animali a sangue caldo. Per questo motivo sono spesso usati come indicatore potenziale di contaminazione da organismi fecali patogeni.

Trovare alcuni di questi organismi nei test è considerato normale ma livelli enormemente alti di contaminazione dovrebbero portare ad ulteriori indagini.
Test su EColi, pseudomonas e salmonella identificano e misurano varie specie o famiglie di batteri che sono comunemente ritrovati in prodotti agricoli e hanno il potenziale di causare malattie.

E Coli sono comuni batteri che si trovano nell’intestino degli animali a sangue caldo. Molte varietà di E Coli sono innocue ma altre hanno il potenziale di causare malattie e sono responsabile di molti casi di avvelenamento da cibo.

SC Labs trova contaminazione E Coli in circa il 4% dei campioni esaminati. Pseudomonas è un batterio molto comune ed è diffuso nell’ambiente e si sviluppa in ambienti umidi. La maggior parte delle specie sono innocue, ma alcune specie sono noti agenti patogeni animali e vegetali. Pseudomonas aeruginosa è responsabile di molte infezioni ospedaliere.

Alcune specie di Salmonella possono causare l’intossicazione alimentare, nonché alcuni febbri. La salmonella è un altro dei batteri fecali che è meno comune in fiori di cannabis a causa della sua sensibilità alla luce UV, ma può infettare il cibo o cannabis lavorati in condizioni non igieniche.
La monografia della American herbal pharmacopeia è diventata la guida preferita per le migliori pratiche nell’industria della cannabis ed è spesso citata da legislatori o gruppi commerciali del settore.

La monografia contiene livelli raccomandati di contaminazione microbiologica. Questi limiti non sono intesi per essere usati come tolleranza sul passare o fallire ma piuttosto per guidare i coltivatori a mantenere le migliori pratiche nella produzione della cannabis. Ad ogni modo alcuni legislatori hanno preso un approccio più stretto nel regolare la contaminazione microbiologica della cannabis.

Molti stati e municipalità inclusa la città di Berkeley, hanno stabilito strette tolleranze per tutti i 5 test sulla tabella microbiologica. Un’analisi dei dati storici dell’ SC labs indica che anche con queste strette tolleranze un buon 80% della cannabis della California passa i limiti della città di Barclays. Comunque parecchia della cannabis che fallisce non contiene organismi patogeni e dovrebbe essere perfettamente sicura per il consumo umano.
SC Labs raccomanda un approccio più buon senso per l’interpretazione dei test microbiologici che è più in linea con il modo in cui i test vengono implementati nel cibo, agricoltura e prodotti di erboristeria industrie. Si raccomanda che i lotti con test positivo per E Coli e Salmonella siano distrutti o risanati (dopo un test di conferma, naturalmente) a causa del rischio di malattie acute associate alla presenza di anche una piccola quantità di questi agenti patogeni.
Si raccomanda anche che i lotti testati oltre 1.000 ufc / g di batteri coliformi o 10.000 ufc / g di Pseudomonas essere sterilizzati o risanati e sono indicazione di condizioni non igieniche. Tuttavia, non è consigliabile interpretare un fallimento per un raccolto testato 100.000 ufc / g per APC o lievito totale e muffa. Si consiglia vivamente i produttori che superano questi limiti di eseguire test di su altri campioni del lotto per verificare i livelli elevati e di agire per abbassarli in futuro. Inoltre raccomandiamo vivamente ad un coltivatore o produttore che supera uno di questi limiti di condurre un’indagine per determinare la fonte della contaminazione.SC labs può fornire di tamponi ambientali o può testare fertilizzanti e spray fogliari per provare a identificare o ridurre la fonte di contaminazione.
Senza la possibilità di utilizzare determinati pesticidi per combattere i parassiti o malattie nella coltivazione della cannabis, molti produttori si sono rivolti ad applicazioni fogliari sia al suolo di funghi benefici o batteri.

L’applicazione di questi microrganismi è un ottimo modo per proteggere la pianta dalle malattie, ma aumenta anche i livelli di batteri e funghi sulla pianta, che potrebbero essere rivelati con APC elevata , lieviti totali e conta muffa sul pannello microbiologica.

Questo mette coltivatori in stati che fissano limiti per questi test in una posizione difficile. Anche se questi microbi possono essere del tutto benefici, potrebbero causare un fallimento ad un test obbligatorio.

In queste circostanze, SC Labs raccomanda ai coltivatori di evitare applicazioni fogliari con microbi benefici al termine del ciclo di crescita dal momento che molti degli organismi sono UV sensibili e muoiono quando si da abbastanza tempo. È comunque importante ricordare che una fonte comune di contaminazione avviene durante la lavorazione.

Durante il raccolto deve essere presa la cura di non lasciare il materiale della pianta a contatto con la terra e durante il processo di essiccamento l’igiene è estremamente importante.
Si deve notare anche che compost non maturo e fertilizzanti costituiti da feci possono spesso contenere organismi patogeni e dovrebbero essere testati regolarmente per evitare di applicare spray fogliari contaminati alle piante di cannabis.

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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