Considerazioni dopo la Sentenza della Corte Costituzionale del 9 marzo

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Comunicato Ufficiale Associazione FreeWeed Board

Abbiamo fatto passare qualche giorno prima di fare questo comunicato, in modo da stemperare la cocente – e giustificata – delusione che ha avvolto tutti i veri antiproibizionisti dopo la sentenza negativa di mercoledi scorso, 9 marzo.

Mentre sotto la pioggia di Roma, in Piazza Santi Apostoli, un gruppo di valorosi attivisti manifestava e presenziava per il Diritto all’Autoproduzione Personale Libera, la Corte Costituzionale ha rigettato il ricorso presentato; questa sentenza negativa fondamentalmente non cambia nulla, la lotta continua e deve continuare, cosi come l’informazione e la pressione sociale, ma sicuramente si è persa una battaglia, ed occorre riconoscerlo, ed il colpo fa male, sicuramente.

Nonostante le difficili interpretazioni giuridiche, che mostrano che nelle basi di diritto non si sarebbe andati incontro ad una effettiva depenalizzazione della condotta coltivativa a fine di uso esclusivamente personale, si sarebbero comunque potuti raggiungere due importanti traguardi:

– si sarebbe potuto rigorosamente differenziare, già in radice, fenomeni di coltivazione per  autoproduzione (a fine di uso personale) da situazioni di coltivazione su larga scale destinate alla produzione di sostanza per il successivo spaccio;

– il regime dell’onere della prova avrebbe subìto modifiche che lo avrebbero allineato con i principi generali in materia, vale a dire che allo stato attuale è l’indagato che deve dimostrare che la sua produzione coltivativa non è idonea a creare un aumento dell’offerta di sostanza stupefacente rispetto al mercato, mentre, in caso di sentenza positiva, sarebbe, invece rimasto sempre a carico del PM il dovere di dimostrare che la condotta coltivativa risulti propedeutica – in toto od in parte – alla successiva diffusione del prodotto a terzi e non sia, quindi, esclusivamente orientata alla soddisfazione della necessità personale del coltivatore.

Si sarebbe, quindi trattato di un importante passo avanti, anzi forse due.

Spiace dunque ancora per la Sentenza negativa, sicuramente è stato una bruttissima notizia per tutti i veri antiproibizionisti, mentre sicuramente per altri era solo un articolo da condividere, magari seduti al caldo delle loro redazioni, mentre i veri attivisti erano in piazza e non hanno nemmeno visto su un pezzo di carta qualcosa, un piccolo articolo, anche solo due parole, che parlasse del loro sforzo, della loro motivazione, della loro lotta, che è la lotta di chiunque vuole la cannabis libera davvero.

Molte aziende che si spacciano per “antipro” hanno “per scelta editoriale” evitato la diffusione dell’evento in cui gli attivisti, senza essere da alcuna persona nè azienda retribuiti, andavano in piazza a difendere i diritti anche per loro, per quelli che hanno cercato in tutti i modi di nascondere l’evento all’attenzione generale, ed oggi sono i primi a dire sul web che serve fare attivismo; eravamo in piazza anche per voi, che ci lucrate e basta sopra alla cannabis, che spingete la divisione settoriale per amplificare la diffusione di siti internet dedicati, per diffondere più riviste, per aumentare gli sponsor, dimenticando poi di segnalare all’attenzione generale gli sforzi di chi, con il cuore, mette la sua faccia in gioco, in piazza, manifestando per il diritto all’autoproduzione personale libera, senza trarne vantaggio alcuno, se non di aver lottato per quello in cui crede, e nei giorni nostri, credeteci, è gesto eroico.

Massima stima per chi, oltre alle divergenze associative che si creano per discussioni personali, ha messo da parte questa situazione per presentarsi in Piazza, fianco a fianco, per sostenere questa lotta sociale, che è per un diritto di tutti e da tutti dovrebbe essere partecipata.

Certo, non è mancata la strumentazione politica, come sempre in questi “ritrovi di persone libere”; gli errori di “reportage” ce li aspettavamo, soprattutto dalla stampa italiana, meno ce lo aspettavamo dalla stampa cosiddetta “di settore”.

Il nostro pensiero comunque va a tutti quelli che hanno presenziato liberi dalle catene, e a tutti quelli che volevano esserci ma davvero non hanno potuto; certamente una riflessione deve andare anche verso chi tutti i giorni professa unità, si lamenta e si lamenta ancora, e poi non esce dal suo angolino, dalla sua attività, dalla sua associazione, per affiancarsi a tutti gli attivisti.

Noi continueremo per chi ci crede, con sempre meno peli sulla lingua e collaborando solo con chi realmente vuole l’autoproduzione libera e non aumentare solamente le sue vendite.

Un giorno una persona mi scrisse: “O FreeWeed o Muerte”.

Ho sorriso, lo ammetto, e ancora mi viene da farlo, ma oggi, più di ieri e l’altro ieri, ed addirittura più del giorno prima della sentenza, siamo sempre più convinti che occorra schierarsi chiaramente: o si vuole l’autoproduzione libera per tutti e subito, oppure ci si affida a terzi e si perde anche, a nostro parere, il diritto a lamentarsi.

A nessuno piace perdere, e non c’è nessun “ma” che tenga.

Noi non molliamo, e ci auguriamo non lo faccia nessuno di voi che leggerà questo articolo, e che davvero ci crede che si possa cambiare questo sistema.

Grazie a tutti i veri attivisti, siete il vero motivo per cui oggi ci crediamo ancora.

 

 

Redazione
Associazione Nazionale FreeWeed Board, 100% Noprofit, Apartitica ed Indipendente.
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Commenti

One Response so far.

  1. Chiara Speranza ha detto:
    REPETITA IUVANT vi dovete autodeterminare con gli strumenti di popolounico.org #ORA ! siete merci , siete in catene non siete liberi, le uniche persone libere in itaia sono attualmente gli immigrati, gli apolidi e i legali rappresentanti di se stessi.

    se non riuscite a capire questo passaggio e non liberate per prima voi stessi non riuscirete mai a liberare la canapa!

    Mi sembra che ci siano stati già due incontri di popolounico nelle manifestazioni a napoli e a roma. AVETE APPROFONDITO? Le vostre azioni avrebbero un valore diverso su questo territorio se piuttosto che continuare a chiedere iniziate a DISPORRE!

    volontà …

     

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