Continua la persecuzione contro i consumatori di cannabis: Una vergogna italiana

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Riportiamo dal sito della Rivista Dolcevita Magazine (fonte: dolcevitaonline.it) una notizia che, sinceramente, ci lascia senza parole e ci strappa addirittura un leggero, insipido, sorriso, se non fosse che poi, seriamente parlando, si insiste davvero e solamente nella repressione del consumatore, completamente disinteressandosi di provare ad instaurare un dialogo costruttivo tra consumatori, legislatori e forze dell’ordine.

La notizia è incredibile: a quanto affermato dalla Rivista, Sessanta carabinieri pattugliano quotidianamente le piste da sci dell’Alto Adige avendo tra i  principali compiti assegnati quello di fermare gli sciatori e perquisirli alla ricerca di droghe.

La Rivista riprende un articolo del quotidiano Alto Adige che ne racconta i risultati.

Negli ultimi giorni i militari dell’Arma di Ortisei e Selva val Gardena hanno fermato una decina di persone: tutti turisti sulle piste da sci con addosso pochi grammi di cannabis. Un altro gruppo di ragazzi è stato fermato sulle piste, non si precisa quanti fossero ma in tutto avevano «oltre 15 grammi di hashish». Mentre in un altro controllo altri quattro giovani sono stati trovati in possesso di non meglio specificate «modiche quantità di hashish e marijuana».

Le quantità dovevano essere veramente esigue, al punto che ai carabinieri quando hanno scoperto un quarantenne, turista proveniente da Cagliari, con 10 grammi di erba divisi in due diversi involucri deve essere sembrato di aver incastrato un narcotrafficante. Lo hanno infatti fermato e denunciato per «possesso di sostanza stupefacente ai fini di spaccio». Per 10 grammi di erba: valore di mercato inferiore al costo di una tuta da sci usata.

Giusto aggiungere che i militari in questione, una sessantina sulle pista da sci altoatesine, non si occupano solo di cercare ragazzi che si fumano due canne in ferie, ma operano anche nel soccorso dei feriti sulle piste da sci. Ma a quanto pare la repressione dei fumatori è una delle loro attività principali. Un’assurdità pagata come sempre dai cittadini italiani.

E non si venga a parlare della solita questione della sicurezza. Quanti sciatori scendono la pista storti dopo aver alzato il gomito al bancone del rifugio? Eppure sotto questo profilo, che sì provoca incidenti sulle piste, non si muove un dito.

 

Ci auguriamo che quanto prima venga aperto un dibattito reale nella società su queste tematiche che continuano ad esporre il consumatore per uso personale a problemi di natura legale.

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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