Progetto FreeWeed - Legalizzazione Cannabis

Dal Report Europeo emerge la necessità di regolamentare la coltivazione ed il possesso ad uso personale di cannabis

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I dati sono chiarissimi, le interpretazioni invece, come solitamente accade in queste occasioni, saranno senza dubbio molteplici.

Ci permettiamo, come Associazione e movimento informativo, di sottolineare una analisi reale dei dati, ponendoci come motivazione la risolvibilità delle problematiche che emergono, connesse proprio alla tematica cannabis.

I dati provengono dall’Osservatorio europeo sulle droghe e sulle tossicodipendenze (Emcdda), che il 31 maggio 2016 ha rilasciato il report annuale sulle droghe ed i consumi nell’Unione Europea, tra gli Stati membri.

Analizzeremo la parte relativa alla cannabis.

Il report, nella parte indicata, si apre indicando la tematica che riteniamo centrale e basilare per poter affrontare coerentemente il discorso: “Le nuove stime evidenziano che, in termini di valore, la cannabis rappresenta la quota più ampia del mercato europeo delle sostanze illecite. – spiega il report dell’Emcdda – La produzione di tale sostanza è diventata una delle principali fonti di reddito per la criminalità organizzata, producendo un giro d’affari di oltre 9 miliardi in un anno su un mercato globale delle droghe che si aggira, tra i confini dell’Ue, attorno ai 24 miliardi.”

Questa situazione, che pericolosamente emerge dal report, ha senza alcun dubbio una semplice soluzione: regolamentare la coltivazione e l’uso della cannabis, in modo da porre una alternativa legale alla criminalità organizzata, togliere fondi e finanziamenti ad essa, spostare l’eventuale futuro mercato in mani regolamentate da solide leggi che riguardino la cessione e la vendita, ma che svincolino definitivamente la coltivazione ad uso personale ed il relativo possesso.

Come arriviamo a questa definizione e linea di pensiero?

La risposta è nelle pagine del report, non solo nella semplice logica che dovrebbe permettere a ciascun cittadino di coltivare e detenere un prodotto che egli stesso utilizza per consumo personale (sostanza in questo caso che non provoca danni sociali a terzi), in alternativa a rifornirsi dal mercato illegale, situazione che EVIDENTEMENTE AVVIENE:

“I reati legati alla cannabis rappresentano circa i TRE QUARTI (3/4) di tutti i reati connessi alla droga, e di questi la maggior parte riguarda il consumo, o il possesso, o la coltivazione PER USO PERSONALE.”

Depenalizzando e Desanzionando con una regolamentazione effettiva il consumo, la detenzione e la coltivazione di cannabis per uso personale si andrebbe a dare dunque, oltre a combattere la criminalità offrendo al consumatore una vera e legale alternativa per il suo consumo personale, una reale svolta nell’applicazione delle sanzioni inerenti al traffico illecito della sostanza, favorendo l’azione delle forze dell’ordine che potrebbero concentrarsi su reati gravi di spaccio e traffico illecito, diminuendo dunque consequenzialmente le spese inerenti l’apparato giudiziario statale ed alleggerendo di non poco la macchina burocratica amministrativa (ora completamente inutile per quanto riguarda le sanzioni), sgravando pubblici ufficiali da compiti di giudizio (ora differenti a seconda del tribunale e del giudice e senza parametri fissi stabiliti) e diminuendo l’afflusso in carcere di persone per reati correlati a coltivazione e detenzione di cannabis per uso personale.

Inoltre si andrebbe a sgravare anche il sistema sanitario, che invece vede un aumento “dei trattamenti ai quali i pazienti si sottopongono per la prima volta – spiega lo studio -, benché i dati relativi all’inizio del trattamento debbano essere interpretati nel contesto di percorsi di segnalazione e di una definizione ampia di ciò che costituisce una cura appropriata per questa popolazione”, togliendo i consumatori per uso personale dall’obbligo di percorsi, differenti comunque da Stato a Stato, ma che in Italia sono quasi completamente inutili per quanto riguarda la cannabis, mentre sono molto utili per altre dipendenze per le quali invece non si trovano fondi o vengono boicottate le associazioni di monitoraggio e supporto presenti sul territorio.

Per tutte queste motivazioni riteniamo che, da una approfondita analisi del documento in oggetto, emerga ulteriormente la necessità urgente di regolamentare le condotte di coltivazione, detenzione e consumo, di cannabis per uso personale.

 

Associazione FreeWeed Board

 

 

Scarica il REPORT COMPLETO

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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