DDL “Cannabis Legale”: la fine di un teatro, l’inizio della “Medicalizzazione della Cannabis”

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Dopo due anni di promesse, campagna elettorale, convincimenti, sul Disegno di Legge denominato “Cannabis Legale”, che avrebbe dovuto comprendere l’autoproduzione personale garantita in legge, oggi è uscito il testo definitivo dopo la valutazione degli emendamenti: un nuovo testo che mira a spaccare il movimento antiproibizionista in due (pazienti e non pazienti), avvalla la divisione tra uso ludico e terapeutico (inesistente) e che certifica la consegna dei pazienti nelle mani della farmacie, trasformandoli in clienti (cosa già avvenuta).

A livello sociale nulla cambierebbe, dunque, anche se venisse approvato il testo di legge.

Anni in cui si chiedeva alle persone, alle associazioni, di supportare un Disegno di Legge mascherando le vere intenzioni, quelle palesi, ora, di portare il sistema “cannabis” ad un livello esclusivamente medico (come anticipato da esponenti FreeWeed su Facebook), cercando di ampliare lo spettro delle patologie non per assicurare un diritto di cura, ma per aprirsi un largo mercato.

Il doppiogioco continua: ora ci diranno che per “il bene dei pazienti” si dovrebbe far passare questo testo, ed accantonare le speranze di regolamentazione delle condotte personali perchè, ci diranno, “se hai bisogno davvero la prenderai con prescrizione in farmacia”: CLIENTI.

In tutto questo marasma, i progetti di autoproduzione, anche fosse stata solo a livello terapeutico (difficile poi sviluppare la divisione), sono stati CANCELLATI dal GOVERNO.

“Come se in due anni si fosse parlato del nulla”, questo uno dei primi commenti sui social all’uscita della notizia.




Controllerà dunque, secondo questa proposta, tutto il Centro di Firenze, criticato da tutti tranne che dagli esponenti diretti per il suo lavoro pessimo, ma confermato nel nuovo testo come “unico centro di produzione finora accreditato”, al quale però si potrebbero aggiungere altri “centri” autorizzabili SE il centro di Firenze chiederà aiuto e/o non raggiungesse le quote di produzione.

Ovviamente sviluppare una politica di libertà di autoproduzione in questo contesto secondo loro non avrebbe aiutato ne i cittadini ne in particolare i pazienti.

Dobbiamo ringraziare anche chi continua a sostenere questo sistema di medicalizzazione se oggi siamo di fronte all’ennesimo tramonto delle richieste dei diritti sociali umani basilari;  grazie a pazienti che insistono nella divisione, grazie a persone che tramite associazioni fittizie continuano ad appoggiare la diffusione di un sistema medico completamente DA REVISIONARE e RIFORMARE, persone che negano il diritto all’autoproduzione perchè preferiscono essere fornite solo dallo stato e dunque prediligono la loro lotta alla lotta sociale che invece dovrebbe appartenere A TUTTI, e che per tutti andrebbe sviluppata. Anche perchè rimarranno sempre persone non in grado economicamente di sostenere le spese di cura tramite SSN, rimarranno sempre patologie non riconosciute, e soprattutto cosi facendo si persiste ad avvallare un sistema che nega le libertà personali a tutta la popolazione, con la scusa di “fare del bene”.

E’ una linea molto sottile, anche nel ragionamento.

In questi anni molti pazienti hanno però capito dove si volesse andare a parare, e si sono opposti a questo giochino speculativo, mentre purtroppo le solite sigle note si sono schierate in APERTO SUPPORTO A TALI FINTI CAMBIAMENTI, e questo ci spiace, soprattutto per tutte le persone che in loro riponevano speranze di sostenere veramente l’autoproduzione e non di accontentarsi di un sistema che spinge esclusivamente verso la distribuzione farmaceutica del “prodotto” cannabis, irreplicabile (a detta degli esperti) a casa propria.

Sicuramente introdurre questa “nuova legge” porterebbe dei benefici diretti ai pazienti, oltre a promuovere la ricerca e lo studio sulle genetiche: purtroppo, come sempre, la ricerca ed studio verranno limitati a pochi eletti che cercheranno sempre, in tutti i modi, di rimanere gli unici a farlo e poterlo fare.

Altrettanto sicuramente, però, questa proposta non soddisfa a pieno le richieste di tutti i pazienti, dei consumatori, dei sostenitori e degli amanti della cannabis: una riforma, annunciata come rivoluzionaria, che termina la sua corsa nel sostenere un sistema già precedentemente instaurato.




Le probabilità che passi il Disegno di Legge sono comunque molto basse, seppur l’accordo con PD-GOVERNO è palese e potrebbe accelerare l’iter legislativo.

La proposta di legge, menomata delle sue parti di riforma sociale, verrà portata in aula per la votazione il prossimo luglio.

Riportiamo l’annuncio ufficiale del Relatore Daniele Farina:

 

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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