DDL “Cannabis Legale”: La maggioranza che non c’è (anche nel PD)

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Purtroppo sembra evidente dalle prime, affannose, discussioni che precedono la presentazione ed il dibattito in aula del Disegno di Legge “Cannabis Legale” come non esista, su nessun tipo di fronte, una maggioranza netta, decisa, chiara.

Il DDL “Cannabis Legale”, così come concepito, pare non accontentare il Partito Democratico, o perlomeno gli esponenti “favorevoli” alla riforma, tanto da proporre uno spacchettamento del disegno di legge in due parti, una comprendente la cannabis terapeutica e l’altra riguardante la cannabis ricreativa.

Sicuramente come avevano intenzione di spacchettare la riforma è un dato conosciuto solo dai partecipanti della riunione preliminare a commissioni congiunte, come riporta in una nota sui social Beatrice Brignone:

 

La richiesta da parte del Partito Democratico di audire il Ministro della Sanità appare come una situazione intellettualmente di ambigua valutazione; in un Paese democratico sarebbe da folli non audire il Ministro della Sanità in queste tematiche ma allo stesso tempo potrebbe apparire un gesto da folli anche l’audire l’attuale Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, le cui posizioni e competenze sulla tematica lasciano quantomeno a desiderare.

Il DDL “Cannabis Legale” dunque probabilmente finirà in aula senza il sostegno diretto del Partito Democratico (sinceramente si poteva aspettare questa decisione), ma il rischio forte è quello di perdere per strada anche il sostegno dei partecipanti all’integruppo parlamentare e facenti parte del Partito Democratico, condizionati dalla decisione interna e del vertice.

Non ci sorprendono queste situazioni, ci si sorprende nel notare, sempre più spesso, come credano di avere a che fare con degli “ignoranti” e “stupidi”, cosa che purtroppo non è affatto chi si interessa e segue questa tematica; davvero vogliono farci credere che si sono accorti ora che esiste un mercato terapeutico ed uno ricreazionale eventuali?

Domande come questa ovviamente si rivelano retoriche, o meglio, ognuno può tentare di dare la sua opinione, che tale resta, come quella che sostiene che, sulla spinta di quasi tutti gli auditi e dei loro interessi, questa legge – o una futura, diversa – debba diventare non atto di legalizzazione ma in realtà strumento per istituire un Monopolio Statale sulla Cannabis, vietando a chiunque la coltivazione personale, adducendo come motivazione la banalità della frase “Non servirà coltivarla perchè tanto i maggiorenni potranno facilmente comprarla”.

I rallentamenti e le bocciature devono avere una motivazione, e qualora non esistesse si è anche pronti ad inventarne una qualsiasi; sicuramente si proverà di tutto per bloccare o tentare di variare la riforma, anche tramite emendamenti dell’ultim’ora.

Il termine ultimo per la presentazione di emendamenti (per ora, in quanto se passasse alla Camera potrebbe essere variata in Senato e rimandata alla Camera) è martedi 19 alle ore 12.00; vedremo se si varierà qualcosa o se rimarrà il testo così come concepito fin’ora.

E’ opportuno ricordare che la legge, quando arriverà alle votazioni finali alla Camera dei Deputati, potrà, e dalle ultime dichiarazioni di Daniele Farina sicuramente si farà, essere votata articolo per articolo, con un ulteriore quanto fatale rischio di modifiche in corsa.

 

Non ci resta che monitorare, aumentare la pressione e la diffusione di informazioni, poichè il cambiamento è dietro l’angolo, ma non deve portare in un altro vicolo cieco.

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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