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DDL Depenalizzazione: Commissione Giustizia propone nuovamente di inserire Coltivazione di Cannabis per uso personale nel decreto legge

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All’interno del parere favorevole al Decreto Legge sulle Depenalizzazioni in corso di approvazione nelle Commissioni, appare chiaramente e nuovamente indicato il suggerimento per il Governo di valutare  l’opportunità di prevedere la trasformazione in illecito amministrativo del reato di cui all’articolo 28, comma 2, del testo unico in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309), ossia la coltivazione di cannabis per uso personale.

Nonostante questo suggerimento, che coglie le indicazioni pervenute dal procuratore nazionale antimafia, il decreto legge finale quasi sicuramente non comprenderà queste modifiche.

Purtroppo è la stessa commissione a sottolineare come sia legittimo per il Governo non inserire la depenalizzazione della coltivazione di cannabis per uso personale, anche se a loro parere andrebbe chiaramente inserita nel decreto legge:

“- rilevato che la scelta di non procedere alla depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina previsto dall’articolo 10-bis del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, secondo quanto invece previsto dall’articolo 2, comma 3, lettera b), della legge n. 67 del 2014 – così come peraltro in altri casi in cui non si è proceduto a depenalizzare reati per i quali la legge delega prevedeva la depenalizzazione (contravvenzione di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone di cui all’articolo 659 del codice penale e la contravvenzione relativa alla coltivazione di piante proibite sul territorio nazionale di cui all’articolo 28, comma 2, del testo unico in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309) – non incide sulla legittimità del provvedimento in esame, in quanto non si tratta di una violazione dei principi di delega quanto piuttosto di un mancato esercizio della delega su un particolarePag. 37punto, che comunque è del tutto autonomo rispetto alle altre ipotesi di depenalizzazione previste dallo schema di decreto legislativo.”

 ”- ritenuto tuttavia opportuno procedere alla depenalizzazione dei richiamati reati di immigrazione clandestina e di coltivazione di piante proibite sul territorio nazionale, secondo quanto previsto dalla legge delega, in considerazione del principio secondo cui la sanzione penale deve essere considerata dall’ordinamento come una extrema ratio.”

Siamo nuovamente di fronte ad un paradosso politico dove la Commissione che esamina un testo di legge per la sua approvazione propone una modifica essenziale che andrebbe a vantaggio anche del sistema giuridico e sociale ed essa viene ignorata dal Governo nella stesura del testo di legge definitivo, poi autorizzata comunque dalla stessa Commissione; quello che resta ora è il suggerimento scritto, nero su bianco, anche da parte di una Commissione interna al Parlamento Italiano su quanto sia necessario ed utile depenalizzare la coltivazione di cannabis per uso personale.

Fonte: CAMERA.it (Scarica il Parere della Commissione Giustizia)

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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