E’ pronta la Cannabis Terapeutica di Stato

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Sono ufficialmente state tagliate in questi giorni 80 piante di cannabis coltivate nello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, ed è iniziata dunque la parte di percorso che porterà tra fine luglio e primi di agosto in farmacia la cannabis terapeutica prodotta dallo Stato.

È il secondo passaggio previsto dal Progetto pilota, sancito dall’accordo di collaborazione siglato il 18 settembre 2014 tra i ministeri della Salute e della Difesa e poi allargato al ministero delle Politiche agricole.

L’accordo stabiliva una fase sperimentale di due anni, al termine della quale arrivare alla distribuzione del prodotto su tutto il territorio nazionale dietro presentazione di prescrizione medica.

Il progetto ha accumulato qualche mese di ritardo rispetto alle previsioni iniziali, anche se per i militari si tratta di una allungamento dei tempi inevitabile, dovuto alla mole di autorizzazione e controlli obbligatori da superare.

Si stima che in Italia possano essere tra i 600 e i 900 mila i pazienti che potrebbero usufruire della cannabis terapeutica.

Si chiamerà FM2 il nome della prima genetica che verrà raccolta e distribuita, sotto lo stretto controllo del colonnello Antonio Medica, direttore dello Stabilimento che fa parte dell’Agenzia Industrie Difesa.

“FM 2 “ sta per “Farmaceutico militare 2” perché due sono i principi attivi contenuti: circa il 5-6% di Thc (tetraidro-cannabinolo) e altrettanto di Cbd (cannabidiolo). Si tratta di una varietà simile al “bediol” importato dall’Olanda.

Intanto è stata avviata anche la coltivazione sperimentale della seconda varietà da produrre a Firenze nello Stabilimento autorizzato: è simile al “Bedrocan”, oggi importato sempre dall’Olanda, ed è chiamata FM19, dove il numero 19 indica la concentrazione MINIMA di THC che si troverà all’interno.

Le talee delle piante di cannabis provengono tutte dalla sede distaccata di Rovigo del Centro di ricerche per le colture industriali (CRA-CIN, ministero per le Politiche agricole), unico ente autorizzato dallo Stato.

Ci vorrà un altro mese per i controlli sia di natura chimica (titolo dei principi attivi, se ci sono sostanze secondarie non consentite) che microbiologico perché trattandosi di un prodotto ad uso medicinale bisogna garantire che non ci siano batteri, muffe o virus.

Una volta che sarà terminata la fase di controllo e certificazione gli operatori prenderanno il principio attivo ottenuto, lo peseranno e lo confezioneranno in contenitori da 5 grammi. I flaconi o le bustine saranno etichettate, conservate in un’area blindata e pronte per la distribuzione.

Secondo il colonnello Flavio Paoli, direttore tecnico dello Stabilimento, si ricaveranno circa 15 chilogrammi di cannabis, divisibili in circa 2.400 flaconi.

Entro fine luglio o al massimo prima quindicina di agosto, le confezioni con le infiorescenze dovrebbero essere pronte per la distribuzione alle farmacie che ne faranno richiesta.

Non appena il raccolto prodotto sarà pronto per la distribuzione lo Stabilimento segnalerà tramite il Ministero della Salute l’ok alle Regioni in modo da poter ricevere ed evadere le richieste senza alcuna preferenza di sorta.

In virtù del Decreto del novembre 2015 le Regioni dovrebbero comunicare entro e non oltre il 31 maggio di ogni anno le necessità ed i fabbisogni dei pazienti della regione al Ministero della Salute.

Secondo i dati esposti dal Corriere della Sera: “Sarà compito del farmacista preparare le dosi. In base al tipo di patologia sono previsti dosaggi diversi. I quantitativi medi di prodotto essiccato variano dai 20 ai 100 milligrammi al giorno per paziente, pari a 30-35 grammi l’anno per paziente.”

Ovviamente il farmacista deve seguire dosi e modalità di assunzione indicate dal medico che fa la prescrizione.

Saranno esclusi dalle preparazioni classiche eseguibili gli Oli (gli estratti) dove si richiede alle farmacie di effettuare esami specifici (molto costosi) come la cromatografia liquida o gassosa e la spettrometria di massa per assicurare la qualità del prodotto e il giusto contenuto di principio attivo.

Sempre secondo i dati del Corriere della Sera la produzione della sostanza attiva costerà 5,93 euro al grammo (senza Iva), mentre la tariffa della cannabis (a quanto sarà venduta al pubblico) è ancora da stabilire. Attualmente, il costo del preparato importato è fra i 30 e i 75 euro al grammo.

Secondo le stime ministeriali dell’ultima ora, sembra che la Cannabis Terapeutica di Stato sarà venduta ad un prezzo molto vicino a 15 Euro/grammo.

 

FONTE: Corriere della Sera

 

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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