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Le Estrazioni della Cannabis

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Shatter, Wax, Honeycomb, Oil, Crumbe, Sap, Budder, Pull-and-Snap…

Articolo di Terpino Lene, collaboratore FreeWeed

 

Questi sono alcuni dei nickname di estratti di cannabis assegnati per la loro popolarità, diffusione e diversità.

Se non hai mai sentito nessuna parola del genere, queste parole vengono usate per identificare il BHO (butane hash oil), le estrazioni da idrocarburi simili.

Questa lista di sottocategorie descrittive potrebbe portarti a credere che ci sono differenze forti tra ognuno di essi, ma tra uno shatter come il vetro e un friabile wax la differenza è più superficiale di quanto credete.

Per chi fosse un novello nel gioco delle estrazioni, un estratto di cannabis è ogni olio che concentra i composti chimici della pianta come il THC ed il CBD.

Ciò si può ottenere in vari modi di estrazione, con vari solventi, il cui più comune è il butano.

Le innovazioni nella tecnologia delle estrazioni hanno reso possibile l’uso di solventi come l’anidride carbonica e puri idrocarburi in processi che utilizzano sicuri sistemi di pressione a circuito chiuso. Il prodotto finale è un potente olio di diverse consistenze popolarmente usato per la vaporizzazione o il dabbing.


Quindi da cosa è data la diversità delle consistenze, che potrebbe indicare la qualità dell’estratto?


Shatter di Cannabis

Lo Shatter con la sua perfetta trasparenza vetrosa ambrata, ha la reputazione di essere il più puro è il più pulito tipo di estratto.

Ma la traslucenza non è sempre segno di qualità. La consistenza e la texture di un olio derivano completamente da diversi fattori. La ragione per cui lo shatter esce perfettamente chiaro ha a che fare con le molecole che, se lasciate indisturbate, assumono un aspetto simile al vetro. Anche il calore, l’umidità e l’alto contenuto di terpeni possono cambiare la texture, trasformando gli oli in un sostanza che cola e che assomiglia alla linfa (da cui il comunemente usato nickname “sap”).

L’Olio con una consistenza intermedia tra il vetroso shatter ed il viscoso sap è spesso denominato “pull- and- snap.”

Wax di Cannabis

Il termine wax (“cera”) si riferisce ai più morbidi oli opachi che hanno perso la loro trasparenza dopo l’estrazione.

A differenza degli oli trasparenti, le molecole di wax cristallizzano in conseguenza dell’agitazione.

La luce non può viaggiare attraverso le densità molecolari irregolari, e questa rifrazione ci da un olio solido, non trasparente.
Proprio come gli oli trasparenti intermedi tra shatter e sap, il wax può anche assumere diverse consistenze in base al calore, umidità, e alla consistenza del petrolio prima che venga spurgato (il processo in cui i solventi residui vengono rimossi dal prodotto).

Gli Oli che colano con più umidità tendono a formare wax appiccicoso spesso chiamato “Budder”, mentre quelli più duri sono propensi ad assumere una struttura fragile e morbida conosciuta come “crumble” o “nido d’ape” (Honeycomb).

Il termine “wax” può essere usato per descrivere tutti questi oli con friabili texture solide.


La complessa arte dell’estrazione dalla Cannabis

C’è una ragione per cui le estrazioni di cannabis, come i fiori, sono adesso una grande parte della competitiva Cannabis Cup Internazionale; la conoscenza e l’accuratezza necessaria per l’estrazione degli oli è complicata e va affrontata con precisione. Ogni passo dell’estrazione richiede un equilibrio tra arte e scienza, cominciando dalla selezione del materiale di partenza fino allo spurgamento e conservazione. Questa semplice spiegazione delle consistenze degli oli è solo un graffio sulla superficie di questa arte emergente, ed è entusiasmante pensare come scienza e tecnologia porteranno avanti queste tecniche.

Redazione
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