In Francia un gruppo prende di mira gli eccessi della politica antidroga

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Da LIBERATION 23 Giugno 2017

Autore Emmanuel Fansten

( © tutti i diritti riservati e risconosciuti)

http://www.liberation.fr/amphtml/france/2017/06/23/un-collectif-s-attaque-aux-exces-de-la-politique-antidrogue_1579049

Un gruppo prende di mira gli eccessi della politica antidroga

Denominato “Themis”, un gruppo composto da avvocati, giudici, poliziotti, ricercatori e cittadini, si propone di influenzare il dibattito nei prossimi mesi.

La società francese è finalmente matura per discutere di politica pubblica in materia di droga? Convinto che il rinnovo di una parte della classe politica creerà una occasione senza precedenti per l’argomento, un nuovo movimento viene creato per porre fine allo status quo e sensibilizzare i nuovi membri politici sull’argomento. Il gruppo Themis, che comprende avvocati, funzionari di polizia, giudici, accademici, semplici cittadini e associazioni di vari tipi e provenienze, prende vita da una semplice constatazione: la politica della droga sostenuta e portata avanti per oltre mezzo secolo, è un totale fallimento. Considerato uno dei paesi europei in cui il consumo di cannabis è più elevato, la Francia è anche il luogo dove l’approccio penale è tra i più repressivi.




Nessuna sorpresa, quindi, che l’84% dei francesi ritengano la legislazione vigente “inefficace” per limitare il traffico e l’uso di droghe, secondo un sondaggio Ipsos nel mese di ottobre 2016. Diversi fattori indicano la deriva attuale e le sue disastrose conseguenze sociali.

La congestione nei tribunali e nelle carceri, l’incremento dei rischi per la salute, aumento dei regolamenti di conti tra i trafficanti di stupefacenti, la critica verso i metodi di alcuni servizi di polizia messi in atto solo per soddisfare le politiche dei numeri: il sistema è a corto di fiato.

Azzerare il sistema

Mentre il dibattito sul tema da anni impantanato nello sdrucciolevole campo della morale, i fondatori di Themis sostengono un approccio trasversale, destinato a rinnovare il dialogo tra i protagonisti da sempre troppo poco abituati a ragionare e lavorare insieme. “L’abbattimento delle barriere esistenti è essenziale “ sostiene il giudice Benjamin Alexander Jeanroy, co-fondatore del collettivo e consulente per l’UNODC, l’agenzia delle Nazioni Unite incaricata di droga e la criminalità organizzata. “Mentre paesi come gli Stati Uniti, Canada, Messico, Portogallo, Germania e Svizzera hanno avviato importanti riforme, la Francia rimane lontano da questo cammino, malgrado un bilancio che si aggrava di anno in anno”. Accanto a lui, altri due buoni conoscitori della “lotta alla droga” hanno intenzione di sostenere e favorire il dibattito. Fabrice Rizzoli, dottore in scienze politiche e fondatore di Crim Halt, associazione per il coinvolgimento della società civile contro la criminalità, e Hubert Oats, testimone privilegiato delle attività dell’Ufficio francese della Narcotici, autore di una inchiesta che ha portato alla apertura di un fascicolo da parte della procura di Parigi per “traffico di droga” a riguardo di alcuni metodi messi in atto dalla polizia. “Al di là del procedimento giudiziario, è diventato urgente rivedere e azzerare il sistema”, ha detto Benjamin Alexander Jeanroy.

Non di parte

Per dare maggiore incisività alla sua azione, Themis si appoggia sulla organizzazione Expertises Citoyennes Horizontales (Echo), che si presenta come una “lobby civica e partecipativa, politica ma non di parte”. Echo ha ottenuto che nel mese di febbraio venisse pubblicato su Le Monde un articolo firmato da un centinaio di personalità, intellettuali, poliziotti, politologi sull’argomento e Echo si prefigge di costruire ponti con la società civile. Più che mai, il problema della droga è uno snodo nevralgico per lo sviluppo di politiche sociali, formazione, integrazione e salute pubblica. Nei prossimi mesi, numerosi comitati locali dovrebbero essere avviati per riunire un vasto pubblico e confrontare le differenti posizioni sul tema con dibattiti a partecipazione diretta, sia in grandi città come Marsiglia, Lione, Lille o Parigi, come in regioni remote ma ugualmente vulnerabili al dramma del traffico di sostanze stupefacenti e della tossicodipendenza.




Un dibattito politico e cittadino che dovrebbe portare ad una serie di proposte concrete per riformare il sistema, con proposte che saranno consegnate ai presidenti dei gruppi parlamentari dell’Assemblea nazionale e del Senato nel settembre 2018. Seguendo l’esempio di un gruppo di venti avvocati penalisti, Themis intende anche di spingere per la creazione di una commissione parlamentare d’inchiesta sui metodi controversi delle forze doganali e di polizia nella lotta contro la droga. Con lo stesso intendimento è difficile prendere in considerazione un nuovo quadro normativo, finché i difetti del sistema attuale non saranno stati chiaramente identificati.

Traduzione di Giovanni Baldassarri

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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