Ganja/Cannabis/Canapa: Pianta benefica o malefica?

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NicosiaDi seguito l’intervista realizzata Al Dott. G.Nicosia laureato in scienze naturali e tra i principali esperti di canapa in europa, autore di un famoso libro autobiografico dal titolo “leone bianco leone nero. La legge non è uguale per tutti”.

D.P:”Nei prossimi giorni, all’interno del Parlamento italiano, si discuterà la PDL per la legalizzazione della cannabis, ci potrebbe spiegare, dal punto di vista scientifico, gli effetti di questa droga all’interno del nostro organismo?”

G.Nicosia:” Vorrei intanto spiegare il vero significato del termine “droga”. Con questa parola, in lingua italiana, si intende una sostanza vegetale “aromatica” e/o con sostanze psicoattive. “Droga” è anche un termine per indicare qualcosa che crea un “legame morboso” e, in quel caso, non necessariamente è riferito ad una sostanza: pensa ai “drogati da gioco d’azzardo” , o alla necessità che sentono due innamorati di stare assieme. Detto ciò, la cannabis  ha molteplici azioni sul nostro corpo, date le tante sostanze che contiene, tanto nelle infiorescenze, che nei suoi frutti, nelle foglie e persino nelle radici.”

D.P:” La cannabis crea dipendenza?”

G.N: “Anche qui dovremmo spiegare cosa vuol dire “dipendenza”, parola spesso usata solo per incutere timore. Siamo tutti dipendenti vitali da aria, acqua, cibo, sesso.
La dipendenza patologica invece è quella da temere, ed è quella che insorge quando si supera il limite della ragione nell’utilizzo di qualcosa, o nella ripetizione di un azione. L’uso di alcune sostanze crea anche dipendenza fisica, come: cocaina, eroina, tabacco ed alcol.
La cannabis non crea dipendenza fisica. La dipendenza psicologica patologica è data invece dalla natura dell’individuo: dipende solo dalla capacità di gestire la propria “voglia”, esattamente come accade per il gioco d’azzardo, ma anche col cibo. Il cibo porta dipendenza psicologica patologica? Agli obesi si.”

D.P: ” Da molti anni in molti ci suggeriscono che l’utilizzo giornaliero di alcol sarebbe più dannoso della marijuana. Ci potrebbe fare chiarezza?”

G.N:”Semplicissimo: la molecola dell’alcol è epato-patogena. La cannabis è tra le sostanze meno tossiche al mondo, e tra le più terapeutiche. Non esiste dose letale assimilabile dall’uomo.”

D.P:” Per quanto tempo i cannabinoidi rimangono in circolo?”

G.N:”In realtà i cannabinoidi sono sempre in circolo, anche in chi non usa cannabis: noi abbiamo un sistema detto “endocannabinoide”, precursore addirittura del sistema ormonale. I primi cannabinoidi li assimiliamo col latte materno. Se invece parliamo dei metaboliti che rimangono in circolo dopo l’assunzione di cannabis, posso dirti che il tempo è di circa un settimana nel sangue, e anche un mese nelle urine. Dipende poi da quanta acqua si assume, da cosa si mangia, da quanto si suda.”

D.P: “I cannabinoidi potrebbero diminuire i riflessi e quindi essere la possibile cause,ad esempio, di incidenti automobilistici per chi ne fa uso?”

G.N:” I cannabinoidi rallentano i riflessi nella loro fase di “azione attiva”, come i farmaci per l’influenza e l’alcol. Ricordo che anche il grande campione Phelps ha usato cannabis, e l’uomo più veloce del mondo Bolt viene dalla Giamaica, paese dove la cannabis si usa nei riti religiosi, oltre che come sostanza ricreazionale. Non penso abbiano perso i “riflessi”. Una volta effettuati un test in moto, seguito dal dott. Carlo Privitera, del progetto MediComm, prima e dopo aver assunto cannabis. Effettuai ogni manovra con più prudenza dopo l’assunzione. Con ciò non affermo assolutamente che non sia pericoloso assumere cannabis e guidare, ma voglio sottolineare che, se la nostra società accetta la libera vendita ed il consumo dell’alcol, causa di tantissimi incidenti stradali, perché non fare lo stesso con una sostanza palesemente meno pericolosa. Le statistiche dicono che, nei Paesi dove la cannabis è stata legalizzata, il numero di incidenti stradali è diminuito, al pari della vendita e del consumo di alcol.
Gli incidenti diminuiscono se insegniamo alle persone ad essere responsabili e non vietando delle scelte.”

D.P:” Ci potrebbe spiegare l’importanza farmaceutica della cannabis e i possibili usi in medicina?”

G.N:”La cannabis per uso terapeutico è legale dal 2007, e le patologie che possono essere trattate con successo sono davvero moltissime: dal cancro, agli effetti collaterali delle chemioterapie, dalla Sclerosi Multipla a tutte le altre malattie neuro-degenerative. E’ usata per mitigare i sintomi dell’AIDS, contro anoressia, depressione, morbo di Alzheimer, ecc. Purtroppo il Sistema Sanitario Nazionale non ha abbastanza fondi per sovvenzionare gratuitamente il farmaco a tutti i richiedenti, la ricerca è ferma e la “Politica” si ostina a trattare la cannabis come “droga”.

D.P:” In molti, in quest’ultimi mesi, stanno cominciando a consumare l’olio di canapa per condire gli alimenti. Quali sarebbero le caratteristiche nutrizionali di questo derivato della canapa.”

G.N:” L’elevatissimo contenuto di acidi grassi polinsaturi, principalmente l’Omega 6 e L’Omega 3, che si trovano in rapporto di 3:1: il più assimilabile per il metabolismo umano, oltre a contenere l’Omega 9. Tutti acidi grassi essenziali indispensabili per regolare il nostro metabolismo: dai processi intellettivi, alla digestione dei grassi. Viene assunto durante i pasti per abbassare gli alti livelli di colesterolo e trigliceridi.  Un cucchiaino, prima dei pasti, funge da gastroprotettore. L’olio ha anche benefici su pelle, capelli e unghia (uso topico)”
D.P: ” Oltre l’olio, quali derivati della canapa potremmo utilizzare a scopo alimentare?”

G.N:”Tutto: il seme di canapa, da cui si ricava l’olio, contiene circa il 25% di proteine nobili (col pool completo degli amminoacidi), oltre a contenere diversi minerali e vitamine. I semi, buonissimi da consumare decorticati e crudi, dopo esser stati spremuti, forniscono una farina che contiene oltre il 30% di proteine. Anche le infiorescenze delle varietà industriali (a bassissimo contenuto di THC) sono ottime nell’insalata, e contengono sostanze dalle proprietà anticancerogene. Le infiorescenze essiccate sono usate per fare tisane e infusi.”

1800 cannabisD.P:” Oltre all’utilizzo farmaceutico e alimentare in quali altri settori potrebbe essere adoperata la canapa?”

G.N:”La cannabis ha accompagnato l’evoluzione umana. Persino sulle caravelle di Colombo c’era più canapa che legno: le vele, i vestiti dei marinai, le carte nautiche, e persino l’olio che bruciava nelle lampade. Nei primi del 1900, Ford realizzò un auto costruita per il 60% con fibre vegetali di canapa, ed alimentata ad olio di canapa.
Oggi si calcola che i derivati della canapa sono oltre 50.000: bioedilizia (mattoni, malte, intonaci), plastiche (i pannelli degli sportelli di mercedes, audi e bmw, sono in fibra di canapa. La Lotus ha realizzato un prototipo magnifico che sostituisce con la fibra di canapa, anche la carrozzeria), corde, tessuti, colori, combustibili, ecc..”

D.P:” Nel mondo esistono diverse varietà di canapa, ci potrebbe spiegare le differenze?”

G.N:”Nel mondo esistono diverse varietà di “pesca”, ma la pianta è la stessa. Così è per la cannabis sativa di Linneo, la prima ad essere classificata. Le differenze derivano dalle diverse condizioni pedoclimatiche in cui la pianta si è evoluta, e l’incidenza della selezione che l’uomo ha effettuato in base agli usi che ne doveva fare.
La cannabis è comunemente suddivisa in 3 “sottospecie”, comunque interfertili tra loro.
Queste sono:
Cannabis Indica, cannabis sativa e cannabis ruderalis. L’ultima ha la peculiarità di non essere sensibile al fotoperiodo. La sativa è stata, da sempre, preferita per scopi industriali quali la produzione di fibra e semi. L’indica è quella che contiene più sostanze psicoattive e terapeutiche.
Gli incroci hanno portato ad oltre 1.000 varietà con caratteristiche stabili.”

D.P:” È da tempo che tu sei un’attivista antiptoibizionista, vicino a realtà politiche e non, che sostengono la legalizzazione, come i Radicali Italiani , il Movimento 5 Stelle, le associazioni per l’utilizzo terapeutico, ecc.. Ci potresti spiegare le modalità con cui dovrebbe essere venduta la cannabis?”

G.N:”La cannabis è una pianta e, come tale, dovrebbe comprarla solo chi non può produrla da se. La cannabis non è come il pomodoro che, per produrre tanti frutti da sfamare un individuo, necessita di tanto spazio. Ad un malato di sclerosi multipla basterebbero 5/10 piante per curare la propria patologia. Questo può sembrare scandaloso, ma solo perché siamo stati abituati a trovare la cura in una pillola, e non sappiamo che spesso in quella pillola c’è solo “natura”. L’aspirina deriva dal salice piangente.
Con la cannabis abbiamo inoltre la fortuna di non temere dosaggi letali.
Per chi non ha spazio, o non può coltivare cannabis in casa, dovrebbe esistere la possibilità di riunirsi in associazioni, come i Cannabis Social Club spagnoli, e coltivare in luogo comune, la cannabis per i soci.
Per chi non vuol associarsi, ne’ dedicarsi all’autoproduzione, dovrebbero sorgere dei locali appositi, come i CofféShop di Amsterdam, controllati nella loro attività di vendita, attraverso leggi che normano la qualità e la quantità di cannabis o derivati vendibile a singolo individuo, logicamente maggiorenne.
A casa siamo liberi di tenere ettolitri d’alcol, psicofarmaci, cibi spazzatura e tante altre cose dalla pericolosità accertata; perché ci facciamo tanti problemi con la cannabis?”

D.P: “Grazie. Buona giornata.”

G.N:”A te, buon lavoro.”

Fonte: ILDISTRETTO.IT

 

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