Gasparri contro Canapisa: ennesimo delirio proibizionista

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«È un peccato che una città ricca di tradizioni e di storia come Pisa permetta il reiterarsi di questa sorta di sagra della droga».

Questo è l’incipit dell’intervista rilasciata al quotidiano Il Tirreno dal vice presidente del Senato, Maurizio Gasparri.

Per esprimere il proprio dissenso nei confronti del Canapisa, la manifestazione antiproibizionista che da ormai 17 anni richiama in città molti giovani fautori della legalizzazione delle droghe leggere, il vicepresidente del Senato è entrato nel solito meccanismo proibizionista.

Invitato a discutere al bar “Lo Sfizio” dei «problemi riguardanti il territorio», dopo un tour in provincia «anche in vista delle prossime elezioni amministrative», iniziato ieri mattina a Pontedera con la visita alla mostra motociclistica di Palazzo Pretorio e del Museo Piaggio e proseguito con l’incontro con i cittadini di Bientina, il senatore di Forza Italia ha assicurato manforte al coordinamento provinciale del proprio partito nella denuncia di una manifestazione definita a gran voce «improvvida e sbagliata».

Coordinamento che ci auguriamo termini nel solito nulla.

«La campagna che da anni si fa in tutta Italia per legalizzare le cosiddette droghe leggere non fa altro che consolidare nei più giovani l’idea che queste non facciano male – ha dichiarato Gasparri – ma non è così, perché la quantità di principio attivo contenuto in esse negli ultimi anni è superiore rispetto a qualche anno fa».

Insomma, un canovaccio di invenzioni, stereotipi ed interpretazioni più o meno scientifiche di dati più o meno inventati.

Il vicepresidente del Senato ha anche portato l’esempio del Colorado, modificando a piacimento i dati: «con l’aumento del consumo derivato dalla legalizzazione delle droghe leggere è salito in modo direttamente proporzionale anche il numero di incidenti stradali», effetto non diretto, ma legato all’assunzione di cannabis, secondo Gasparri.

Peccato che tutti questi dati siano completamente inventati.

Seguendo il nuovo vangelo secondo Gasparri, la legalizzazione non porterà uno smacco alla criminalità: «Gli incassi della criminalità derivano al 90% dalla messa in circolazione di droghe pesanti, soprattutto di cocaina” – ha commentato infatti il senatore di Forza Italia – “La cannabis costituisce per loro solo una parte residuale. Se questa venisse legalizzata, solo i maggiorenni potrebbero comprarla legalmente, il che significherebbe non risolvere il problema, considerato che i 2/3 dei consumatori sono minorenni”.

Un miscuglio di inesattezze e teorie proibizioniste.

Peccato che i Gasparri di turno dovranno prima o poi fare i conti con la realtà.

 

FONTE: Articolo di Enza Chiappone, Il Tirreno

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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