Giulia Grillo sulla Cannabis “light”: “non fermeremo il mercato, ma lo normeremo. Il Monopolio? Una possibilità…”

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Il neo ministro della Salute Giulia Grillo getta acqua sul fuoco del no del Consiglio Superiore della Sanità alla libera vendita della cannabis cosiddetta light e in un’intervista alla Stampa di oggi.

«le proposte arrivano da un organo comunque consultivo, dato che poi le decisioni le prende il Governo».

Molto bene il perentorio intervento del Ministro, anche se alcune parti delle dichiarazioni ci preoccupano, ovviamente, da un punto di vista normativo.

Per il Governo dunque l’ordine di azione sarebbe il seguente: «non c’è la chiusura dei canapa shop, casomai una loro regolamentazione», e questo non potrebbe che far felici gli operatori del settore, anche se occorrerà monitorare il “come” verrà regolamentata.

Ecco l’intervista riportata dal Quotidiano LA STAMPA:

Senza mostrare prove di nocività il Css raccomanda di vietare la vendita di cannabis light. Non è un po’ forte come richiesta? 
«Rileggendo bene le carte del parere risulta che sui numerosi campioni testati nei laboratori solo in sei casi sono risultati valori in combinazione di Thc compresi tra lo 0,2 e lo 0,6%, che sono comunque limiti consentiti dalla legge. Per il resto il parere è tutto un se e un “bisogna valutare”. Diciamo che sono stati molto più cauti di quanto alcuni titoli sulle testate on line non abbiano fatto pensare. Sinceramente la conclusione di chiedere il divieto di vendita sarà tutta da valutare alla luce di reali prove di nocività. Agli italiani che ieri hanno letto un po’ di notizie allarmistiche dico comunque di stare tranquilli».

Quindi niente divieti di vendita in vista?
«Non c’è alcuna emergenza che lo giustifichi. Questa del resto è un’istruttoria iniziata nel 2017 e il 17 aprile è stato chiesto un parere all’Avvocatura dello Stato, che a sua volta deve ascoltare i numerosi ministeri competenti in materia e la Presidenza del consiglio. E anch’io vorrò sentire la valutazione scientifica dell’Istituto superiore di sanità. Comunque quello del Css è il parere di un organo consultivo, poi le decisioni le prende il governo e il divieto non è in discussione. Casomai sarà necessaria una regolamentazione del settore. Lo dico anche ai tanti cittadini che mi hanno inviato mail allarmate e che dopo aver investito in un’attività dichiarata legale da una legge del 2016 non possono ora pagare il prezzo per una mancata regolamentazione».

Regolamentazione che potrebbe essere favorita anche dall’ingresso dei monopoli di Stato in questo mercato? 
«Potrà essere una questione all’ordine del giorno, della quale però dovranno occuparsi soprattutto i ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico».

Intanto però mancano regole anche elementari, come quella del divieto di vendita di cannabis light ai minori… 
«Questo sarà sicuramente un punto da regolamentare, come è stato fatto per alcol e fumo di sigarette. Qualche regola in più ci sarà, ma prima dobbiamo fare chiarezza su un problema che ha diverse sfaccettature».

 

Approfondimento:  La Ricerca del Sacro Graal - La Cannabis Italiana

Dunque il Ministro della Salute prende una posizione chiara sulla legge 242 del 2016, sostenendo il limite dello 0,6% (NDR: interpretiamo dalla sua intervista) e sostenendo che le attività siano legali. Dunque manca come verrà regolamentato questo settore, e la parte finale inneggiante ai monopoli di stato non è affatto piacevole, seppur desiderata dalle solite azienducole imprenditoriali concentrate solo sul loro mercato esclusivo.

Approfondimento:  Sentenza Storica a Ferrara - Assolti per coltivazione personale - 3 maggio 2016

Inoltre ancora non si affronta il “problema” dell’uso del prodotto (rilevanza urine, confezioni aperte, ecc. ecc.), ma si tende a volerlo “lasciare” nell’uso collezionistico, senza quindi ALCUNA TUTELA REALE PER IL CONSUMATORE.

Sarebbe ora di iniziare a ragionare insieme su proposte per superare questa impasse senza dover rimanere in situazioni poco chiare per il consumatore (e anche dunque di riflesso per l’informazione del venditore che deve sempre inventare un uso collezionistico invece di parlare chiaro, anche nelle etichette) e soprattutto scongiurando l’intervento del Monopolio di Stato, dal quale non si tornerebbe indietro facilmente.

Come associazione abbiamo formulato diverse teorie normative per superare le norme vigenti ed avanzare su tutti i piani: ecco il link per chi volesse approfondire (Le Proposte dell’Associazione FreeWeed per le modifiche alle normative 242/2016 e D.P.R. 309/90)

Stefano Auditore Armanasco

Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio (MI), il 12/02/1986.

Mail: direzione@freeweed.it

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