Gli “incredibili” dati dietro le Votazioni Parlamentari contro l’Autoproduzione Personale

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Sicuramente il DDL “Cannabis Legale”, il famoso progetto di legge sulla legalizzazione che si porta avanti da oltre 3 anni, è ormai diventato una specie di rompicapo pieno di tante, enormi, contraddizioni e doppiogiochi inestricabili.

Proveremo in questo articolo di analisi, in esclusiva, ad esporre i fatti che vanno oltre le simpatie e gli schieramenti, ed addirittura vanno oltre le ideologie antiproibizioniste; quello che faremo è andare ad analizzare le votazioni dell’ultima tornata parlamentare, quella che ha di fatto riscritto il DDL “Cannabis Legale”, cambiandone il testo base e certificandone la centralità del “Farmacoligopolio”.

Ma partiamo con ordine, con un minimo riassunto:

Mercoledi 18 ottobre 2017 sono state effettuate le votazioni parlamentari su quel che rimaneva del vecchio DDL “Cannabis Legale” proposto dall’Intergruppo Parlamentare per la Legalizzazione; questo nuovo testo, a firma Partito Democratico (Margherita Miotto), è stato votato in tutti i suoi articoli durante la seduta e, sempre durante la seduta parlamentare sono stati discussi gli eventuali emendamenti da apporre per variarne il testo finale.

Abbiamo parlato di Intergruppo Parlamentare per la Legalizzazione: questa definizione auto-costruita, stava ad indicare un gruppo di parlamentari, interpartitico (ossia con rappresentanti provenienti da diversi schieramenti politici), che aveva sottoscritto un testo di legge comune che avrebbe dovuto essere poi discusso e votato nei due rami del parlamento (Camera e Senato).

Il testo comune iniziale, come detto, sottoscritto da oltre 290 parlamentari, il gruppo più folto nella storia della Repubblica Italiana, comprendeva l’autoproduzione personale, e come tale veniva pubblicizzato ai cittadini per ottenere un appoggio alla normativa; il nuovo testo, a firma Partito Democratico, invece, non comprende l’autoproduzione personale ed inoltre, come sapete, relega la faccenda solo ed esclusivamente sul piano della medicalizzazione della cannabis, con il completo controllo statale, senza alcun netto cambio di marcia sociale.

Questo testo finale, però, come accennato, ha dovuto passare la votazione in aula di tutti i suoi articoli, ed inoltre ha avuto la possibilità di vedere introdotta la coltivazione personale (solo per pazienti) tramite emendamenti da votare al testo di legge.




In pratica nella seduta parlamentare del 18 ottobre vi è stata la possibilità di decidere del testo di legge, e di valutare se approvare o meno l’introduzione della coltivazione personale.

Mentre nessun partito politico è riuscito , tramite manovre congiunte, a fermare l’approvazione degli altri articoli del nuovo testo di legge, vi è stata dunque la concreta possibilità di far approvare (almeno in questa votazione) la coltivazione personale.

Esattamente, avete capito bene: vi era la possibilità chiara e netta, anche conti alla mano, purtroppo, ed è stata sprecata da molti antiprobizionisti (a loro dire) oltre che ovviamente affossata dai doppiogiochisti del Partito Democratico, colpevoli sotto tutti i punti di vista, ed ai quali non cessa di venire riconosciuto il loro assurdo doppiogioco.

Ma noi siamo qui per esporre i dati, ed i dati dicono che l’occasione sprecata è stata mal giocata soprattutto dalle formazioni partitiche che dovevano rappresentare l’antiprobizionismo, fino all’ultimo voto possibile.

Le due votazioni chiave sono state quelle dell’emendamento 1.16 Ferraresi e 1.50 Mantero.

Andremo ad analizzare prima l’emendamento 1.16 Ferraresi, la cui votazione finale risulta essere stata respinta con soli 16 voti di scarto.

Purtroppo (o per fortuna loro) non siamo (e nessuno lo è) in grado di mostrarvi come ha votato ogni singolo parlamentare in questo emendamento, per via della scelta tecnica del voto segreto, e quindi non potremo analizzare ogni singolo parlamentare presente alla votazione, ma potremmo ( e lo abbiamo fatto) andare a verificare chi fosse assente in questa importantissima, se non decisiva, seduta parlamentare.




Ebbene, analizzando la lista delle ASSENZE dei Parlamentari, quello che abbiamo notato è una incredibile incoerenza da parte di oltre 20 deputati, i quali non si sono presentati alla votazione parlamentare, figurando come ASSENZA, e che, per loro stessa FIRMA erano firmatari del TESTO INIZIALE e MEMBRI dell’Intergruppo Parlamentare per la Legalizzazione.

Al limite del tollerabile: parlamentari retribuiti dai cittadini italiani per svolgere una funzione di rappresentanza e votazione, che inoltre si impegnano in un testo condiviso, che subisce modifiche ed al quale potrebbero cambiare le sorti con la loro presenza e voto, che NON SONO PRESENTI IN AULA PARLAMENTARE DURANTE IL VOTO SUL TESTO DI LEGGE FINALE.

Oltre 20 deputati: lasciamo al lettore immaginare la diversità di responso se si fossero presentati votando come da loro firma e supporto dichiarato.

E questa incredibile situazione coinvolge tutti: dal Partito Democratico (alcuni firmatari dell’Intergruppo) fino al Movimento 5 Stelle (sempre alcuni firmatari dell’Intergruppo), passando per SI-SEL-POSSIBILE (sempre con rappresentanti firmatari della proposta dell’intergruppo) coinvolgendo Art1 – gruppo misto (alcuni firmatari, altri antiprobizionisti di “dichiarazione”), ed addirittura con alcuni esponenti delle destre (firmatari del DDL).

SCONCERTANTE come il futuro ed il funzionamento del Paese sia in mano a Partiti i quali rappresentanti mancano appuntamenti sui quali appongono una firma di supporto di fronte all’intera cittadinanza; e nessuno è escluso da questo incredibile gioco di assenze ingiustificate di fronte ad un appuntamento di rilievo nazionale e di dibattito pubblico importante come la Legge sulla Cannabis.

Incredibile dover rendicontare di una votazione decisiva per l’antiproibizionismo e per le libertà personali e dover annotare l’assenza dal proprio ruolo parlamentare di oltre 20 deputati che avrebbero potuto cambiare, se chiamati a raccolta dal proprio partito (mossa ovvia in previsione di voti segreti DECISIVI), il risultato finale della votazione.

Ed i nomi che escono da questa lista di assenze, ci lasciano ancora più perplessi: figura nella lista persino il prossimo candidato premier per il Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio.

Ecco l’analisi della votazione finale dell’emendamento 1.16 Ferraresi che avrebbe introdotto la coltivazione personale per i pazienti nella proposta di legge:

 

 




Ecco ora la lista delle Assenze dei Parlamentari, grazie alla collaborazione con il sito ufficiale OpenParlamento, dalla quale abbiamo estrapolato di seguito la lista degli assenti che avevano sottoscritto la proposta di legge iniziale dell’Intergruppo (quindi a favore della coltivazione personale in legge) e la lista degli assenti appartenenti a schieramenti che si erano proclamati antiprobizionisti su questo tema (che dunque si erano esposti a favore della coltivazione personale); queste assenze, che superano di gran lunga i 16 voti necessari per ribaltare l’esito del voto, hanno senza dubbio influenzato la realizzazione del progetto di legge, lasciamo a ciascuno decidere in quale valore:

 

Assenti del Movimento 5 Stelle alla Votazione sull’Emendamento 1.16 Ferraresi (M5S) (18 assenze)

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Assenti di SEL – SI alla Votazione sull’Emendamento 1.16 Ferraresi (4 assenze)

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Assenti del Gruppo Misto Art1 alla Votazione sull’Emendamento 1.16 Ferraresi (12 assenze)

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Assenti del Partito Democratico, che avevano sottoscritto il DDL “Cannabis Legale” alla Votazione sull’Emendamento 1.16 Ferraresi  (10 assenze)

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Assenti delle “destre” e “gruppi misti”, che avevano sottoscritto il DDL “Cannabis Legale” alla Votazione sull’Emendamento 1.16 Ferraresi (2 assenze)

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TOTALE: 46 ASSENZE di Deputati che si sono dichiarati antiproibizionisti e/o firmatari del DDL “Cannabis Legale” e/o appartenenti a gruppi che si dichiarano antiproibizionisti.

Rimaniamo senza parole, i dati parlano da soli.

 




Stessa identica, se non peggiore (incredibilmente) situazione, si è verificata nella votazione dell’Emendamento 1.50 Mantero, votazione avvenuta PRECEDENTEMENTE ALLA VOTAZIONE SULL’EMENDAMENTO FERRARESI, e dove alcuni esponenti del Partito Democratico, incredibilmente, erano PRESENTI (per poi risultare assenti nella votazione successiva), e dove alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle risultano ASSENTI (per poi risultare presenti nella votazione successiva).    NDR: SENZA PAROLE

 

 

 

 

Assenti del Movimento 5 Stelle alla Votazione sull’Emendamento 1.50 Mantero (M5S) (20 assenze totali)

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(finora le stesse assenze della votazione  che AVVERRA’ SUCCESSIVAMENTE, alle quali, in questa (avvenuta prima in ordine temporale) si aggiungono:

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Assenti di SEL – SI alla Votazione sull’Emendamento 1.50 Mantero (4 assenze)

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Assenti del Gruppo Misto Art1 alla Votazione sull’Emendamento 1.50 Mantero (12 assenze)

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Assenti del Partito Democratico, che avevano sottoscritto il DDL “Cannabis Legale” alla Votazione sull’Emendamento 1.50 Mantero  (9 assenze)

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Come vedete, qui le Assenze del Partito Democratico sono solo 9 tra i firmatari del DDL “Cannabis Legale”, mentre nella votazione successiva, che si svolgerà dopo pochi minuti, risulteranno essere 10, in quanto il Deputato Di Salvo Titti risulterà poi assente mentre in questa votazione era presente come sottolinea il sito ufficiale OpenParlamento:

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Assenti delle “destre” e “gruppi misti”, che avevano sottoscritto il DDL “Cannabis Legale” alla Votazione sull’Emendamento 1.50 Mantero (2 assenze)

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Le Assenze Totali alla votazione dell’Emendamento 1.50 Mantero dunque (tra gli schieramenti antipro e/o firmatari del DDL Cannabis Legale)  ammontano a 47 Deputati, che con il loro voto avrebbero potuto cambiare le sorti della votazione.

 

 

Quel che resta, dopo queste analisi, è una sorta di incredulità mista a sgomento; la necessaria presa di posizione futura dei partiti deve passare anche da queste situazioni, e purtroppo quello che viene alla luce è una realtà mistificabile e che sembra trasmettere in toto la voglia di rimanere estremamente ancorati alle posizioni immobili sulle politiche sulla Cannabis, mancando di strategia politica e di azione congiunta reale tra Parlamentari (che dovrebbero lavorare per i cittadini, non per fare ASSENZE).

Il Paese è pronto per un cambiamento che si basi sull’autoproduzione libera di cannabis per uso personale, e forse anche i numeri parlamentari teoricamente, come avevamo analizzato, si sarebbero potuti raggiungere (perlomeno per svincolarne la condotta per i pazienti), muovendosi in modo serio politicamente e nel rispetto delle proprie firme apposte di fronte ai cittadini.

E’ nostro dovere informare il cittadino su quanto avviene realmente in Parlamento, senza raccontarci troppe favole per stare buoni e tranquilli; quanto avvenuto mostra impreparazione politica, e necessita di una imminente e rapida risposta e conseguente vera presa di posizione di molti partiti politici, la quale credibilità antiproibizionista è messa seriamente a dura prova da questi dati.




 

 

FONTE: OPENPARLAMENTO 

FONTI DETTAGLIO:

VOTAZIONE EMENDAMENTO 1.16 FERRARESI

VOTAZIONE  EMENDAMENTO 1.50 MANTERO

LISTA FIRMATARI DDL “CANNABIS LEGALE” DAL SITO UFFICIALE DELL’INTERGRUPPO (mai aggiornato)

 

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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