Il “Drogometro”: Cos’è e come funziona

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Il nome scientifico è Alere DDS2, già ribattezzato «drogometro»: è un apparecchio nuovissimo che consente di misurare in tempo reale, proprio come un alcoltest, se l’automobilista ha assunto sostanze stupefacenti.

È già stato utilizzato ad Alessandria e in alcune province pilota, in via sperimentale, da ottobre a dicembre. Ed ora tornerà in funzione.

Arriva il drogometro, il test svela all’istante presenza di droga

Dunque, oltre ad Alessandria, il «drogometro» sarà attivo a breve e in una prima fase, anche nelle provincie di Trieste, Bologna, Arezzo, Perugia, Napoli, Bari, Catania, Palermo e Cagliari.

Il primo esame con il «drogometro» permette di accertare se chi guida ha assunto cinque delle seguenti sostanze: cocaina, oppiacei, cannabinoidi (hashish e marijuana), anfetamine e metanfetamine. Si fa attraverso un campione di saliva.

Il «drogometro» prevede la presenza, in strada e autostrada, del medico della polizia e di una sorta di «clinica mobile» per la visita.

La procedura è semplice. Al conducente che si presenta in apparenti condizioni psico-fisiche alterate viene chiesto di tenere in bocca una cannuccia. Il campione di saliva raccolto viene poi inserito in un lettore in grado di segnalare la presenza della droga incriminata grazie a una reazione antigene-anticorpo. In poche parole, quando le diverse sostanze entrano in contatto con composti chimici specifici racchiusi all’interno del ‘drogometro’, attivano degli enzimi che conferiscono alla cartuccia una colorazione particolare.

Se il tampone risulta positivo, scatta il ritiro immediato della patente a scopo preventivo. Due ulteriori campioni di saliva vengono poi spediti al laboratorio tossicologico forense di Roma per ulteriori accertamenti.

Qui i tecnici stabiliranno la contestualità dell’assunzione (per capire, cioè, se l’automobilista era drogato nell’esatto momento in cui si trovava alla guida) e la quantità. È una fase indispensabile per un eventuale processo.

A differenza della guida in stato di ebbrezza – per cui il Codice della Strada stabilisce tassi alcolemici precisi da non oltrepassare – per il consumo di droghe manca ancora un protocollo consolidato.

I punti di cut-off, valori soglia che determinano la positività o negatività del test, non sono specificati in una legge, ma sono pre-impostati dall’azienda produttrice, Alere, che fornisce il drogometro alle forze di polizia di dieci paesi.

Per la cannabis, per esempio, il valore soglia è fissato a 25 ng/ml. Un valido numero scientifico ma di scarsa utilità per il consumatore medio, che vorrebbe ragionevolmente sapere quanto deve aspettare prima di mettersi al volante dopo aver fumato una canna.

Questa stima, però, si rileva particolarmente complicata data la moltitudine di fattori che influenzano il risultato del controllo—tra cui la salute di una persona, il suo metabolismo, la quantità di liquidi assunta e variazioni genetiche casuali.

Il drogometro – assicura Alere – ha una precisione del 95 per cento. Alcuni casi di risultati di falsi positivi possono però essere causati dall’assunzione di farmaci che interagiscono con gli anticorpi del test di screening.

Su questo argomento si è espresso l’Avvocato Carlo Alberto Zaina, sottolineando l’inadeguatezza dello strumento: “Credo che si possa affermare che se lo scopo dell’attivazione dello strumento è quello di accertare l’assunzione pregressa di sostanze psicoattive o stupefacenti, siamo dinanzi ad un’attività totalmente inutile.”

L’Avvocato continua “Mi permetto di rammentare che la legge punisce solo chi guida sotto l’effetto di stupefacenti, cioè chi si trovi in stato di alterazione effettiva e non chi risulti avere assunto droghe, non potendo stabilirsi mai esattamente il momento assuntivo. Dunque si tratta di un accertamento che può avere solamente una valenza mediatica e che a mio parere non può produrre effetti giuridici. Ricordo che svariate sentenze assolutorie di merito e della Cassazione impongono una diagnosi medica che accerti tassativamente le effettive condizioni della persona da abbinare agli esami tossicologici. Dunque il cerchio di chiude nel senso gia’ prospettato. Le eventuali deduzioni e le conclusioni che incidessero su patenti di guida vanno Impugnate dinanzi al Magistrato.”

L’Avvocato Zaina conclude dicendo che “si tratta di un accertamento che, per il suo carattere di irripetibilità, impone che l’interessato sia avvertito della facoltà di essere assistito da un difensore e, comunque, imponga la presenza di un avvocato di ufficio all’atto. Infine è inaccettabile che venga immediatamente e provvisoriamente ritirata la patente, quando la verifica sul posto in realtà non prova nulla e risulta comunque necessaria un’ulteriore fase in laboratorio”.

In provincia di Alessandria, durante i mesi di sperimentazione, sono stati controllati in questo modo oltre 250 conducenti, rilevate 20 sanzioni per guida in stato di ebbrezza e 2 per guida sotto l’effetto delle droghe, secondo i dati della polstrada provinciale. A livello nazionale, durante i mesi di «prova», i controlli hanno riguardato 14 mila automobilisti, 260 i posti con la «clinica mobile», 1630 agenti coinvolti, 349 medici e sanitari della polizia: 268 persone sono risultati positivi al «drogometro».

 

Fonte: Vice.com – La Stampa

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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