In quale Stato Europeo si consuma più Cannabis?

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In media il 24,8 per cento di tutti gli europei tra i 15 ed i 64 anni ha utilizzato cannabis almeno una volta secondo l’ultimo Rapporto europeo sulla droga, il che rende la cannabis la sostanza più comunemente usata in modo illegale in Europa.

La relazione annuale è stata pubblicata il 31 maggio dal Centro europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT), un’agenzia dell’Unione europea con sede nella capitale portoghese di Lisbona. Quest’anno il gruppo ha fatto un breve video che riassume i principali trend del rapporto.

La cannabis è presente nella quota maggiore – il 38 per cento – del mercato di droghe illecite in Europa, come rilevato dall’OEDT.

Livelli di erbe e di potenza in resina sono “storicamente elevate” e “rispondono alla domanda se la cannabis resti una sfida chiave per le politiche europee di droga.”

E’ sempre divertente ed interessante avere una classifica, quindi cerchiamo di trasformare i dati in una lista, una sorta di Top 15.

Qui di seguito vi sono le proporzioni dei residenti nazionali, di età da 15 a 64, che hanno consumato cannabis, secondo i nuovi dati dell’OEDT:

  1. Francia: 40,9%
  2. Danimarca: 35,6%
  3. Italia: 31,9%
  4. Spagna: 30,4%
  5. Regno Unito: 29,2%
  6. Repubblica Ceca: 28,7%
  7. Irlanda: 25,3%
  8. Paesi Bassi: 24,1%
  9. Germania: 23,1%
  10. Norvegia: 21,9%
  11. Finlandia: 21,7%
  12. Polonia: 16,2%
  13. Slovenia: 15.8%
  14. Croazia: 15,6%
  15. Belgio: 15%

Queste statistiche dovrebbero essere prese sicuramente con le dovute precauzioni. Alcune delle indagini e delle ricerche utilizzate dall’OEDT per costruire il rapporto sono abbastanza vecchie, e diversi paesi utilizzano diversi metodi di indagine.

Ma la situazione più importante è definita dallo status di illegalità che è conferito alla cannabis, che rende difficile ottenere risultati affidabili.

Sembra anche strano che venga delineata una fascia di età con un massimale di 64 anni, soprattutto in considerazione dei molti adulti che godono ora della cannabis.

L’elenco fornisce però una ragionevole indicazione di utilizzo relativa ai paesi ed offre alcuni punti di spunto.

Prendiamo il 24,1 per cento dei Paesi Bassi, per esempio.

Anche se in Olanda la cannabis è disponibile legalmente per gli adulti in quasi 600 coffeeshops in tutto il paese, l’uso di cannabis olandese è inferiore alla media europea del 24,8 per cento.

Anche il primo posto della Francia è interessante, in quanto suggerisce che le politiche repressive non portano necessariamente ad un uso più basso.

In alcuni casi esse sicuramente funzionano, tuttavia; Svezia vanta probabilmente la politica di cannabis più repressiva in Europa ed ha un tasso di utenza basso, il 14,4 per cento. Dall’altra estremità dello spettro la Spagna dimostra che le politiche liberali possono coincidere con un alta prevalenza: il 30,4 per cento degli spagnoli hanno provato la cannabis almeno una volta.

La verità, per quanto doloroso possa essere per i politici confrontarvisi, è che la politica sulle droghe può avere solo un lieve effetto sul numero di persone che ne fanno uso. Questo numero infatti è anche influenzato da fattori quali la struttura per età della popolazione, il grado di urbanizzazione, le tradizioni culturali e regionali, e le tendenze internazionali.

La politica sulle droghe può e deve, ovviamente, avere un grande effetto sul modo in cui le sostanze in generale – e la cannabis in particolare – vengono prodotte e distribuite.

Le politiche proibitive e repressive tendono a portare a più criminalità e violenza, un aumento dei profitti illeciti, maggiore corruzione, una possibile contaminazione del prodotto e condizioni non sicure (a livello legale) durante la coltivazione e la produzione, mentre politiche di tolleranza, gestione, legalizzazione e regolamentazione portano vantaggi sia a livello sociale sia a livello economico, ugualmente per il consumatore che per lo Stato.

Tutto ciò, sottolineiamo ulteriormente, rafforza l’affermazione chiave del Drug Report europeo del 2016: “la cannabis resta una sfida chiave per le politiche europee sulle droghe”.

 

FONTE: LEAFLY.COM

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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