La cannabis è una “compagna di viaggio” degli esseri umani da oltre 10.000 anni

Il consumo di cannabis a scopo ricreativo non è un prodotto della modernità, ma una pratica che caratterizza l’umanità da migliaia di anni: in base ad uno studio pubblicato su Vegetation History and Archaeobotany, nonostante la diffusa convinzione che i primi utilizzi della pianta siano stati in Cina o comunque in Asia centrale, le prove sembrano mostrare come anche i nostri antenati in Europa orientale e Giappone apprezzassero le sue proprietà tra 10.000 e 11.500 anni fa.

I ricercatori della Freie Universität di Berlino hanno compilato un database di tutta la letteratura scientifica esistente sull’utilizzo della cannabis e sulla sua diffusione. Questo ha fornito solide basi all’ipotesi che diversi gruppi di persone in Eurasia abbiano iniziato in modo indipendente fra loro ad utilizzare la pianta.

Ovviamente questo non include soltanto l’utilizzo ricreativo, ma anche quello come fibra tessile, come cibo o come medicinale. Peraltro, l’uso in Eurasia occidentale appare essere molto più costante che in altre parti del continente, ma con tutta probabilità le cose cambiarono in modo significativo circa 5.000 anni fa.

Le popolazioni nomadi delle steppe eurasiatiche avevano a quel punto imparato a cavalcare velocemente, il che portò a sviluppare delle vie commerciali transcontinentali come quella che in seguito sarebbe divenuta nota come “Via della Seta”. L’ipotesi avanzata con quest’ultima ricerca è che tra le merci scambiate in questo modo figurasse anche la cannabis.

“È un’ipotesi che richiede ulteriori prove”, spiega Tengwen Long, uno degli autori dello studio, che mette comunque in risalto come l’alto valore della cannabis (a fronte di un peso relativamente ridotto) ne avrebbe fatto un bene ideale per gli scambi commerciali del tempo. In altri termini: gli esseri umani del tempo avevano certamente scoperto le proprietà della cannabis da molto tempo, ma fu necessario aspettare migliaia di anni perché capissero che potevano ricavarne molti soldi.

“Si pensa generalmente che le sostanze in grado di alterare lo stato mentale, o quantomeno le droghe,siano una questione dei tempi moderni“, spiega Elisa Guerra-Doce, professoressa dell’università di Valladolid, all’Huffington Post. “Ma se guardiamo alle informazioni archeologiche, esistono molti dati che supportano il loro consumo in tempi preistorici. Sin da quando droghe e bevande fermentate sono state consumate per la prima volta, esistono prove ininterrotte del loro uso nel corso dei secoli, ed in alcuni casi l’utilizzo iniziato in tempi preistorici è continuato fino ai giorni nostri”.

 

FONTE: IBT

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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