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La coltivazione della Canapa è in aumento in tutta Italia

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PROVINCIA DI ROMA

Per il secondo anno consecutivo l’Agraria di Allumiere ha seminato 4 ettari di terreno investendo in questa coltura grazie all’idea di Stefanini e di ‘‘Canapa live’’. Nell’operazione credono molto anche i sindaci Battilocchio e Landi e l’Ente di Tolfa

ALLUMIERE – Per il secondo anno consecutivo il presidente dell’Università Agraria di Allumiere, Antonio Pasquini e il suo staff stanno investendo sulla canapa. Dopo l’ottimo trend ottenuto nella scorsa stagione quando per la prima volta nei terreni dell’Agraria ha preso il via la coltivazione intensiva di questa pianta grazie all’interessamente e al progetto presentato dall’associazione Canapa Live e da Emiliano Stefanini. La coltivazione della canapa, quindi, proseguirà anche quest’anno e gli addetti dell’Ente collinare hanno già seminato oltre 4 ettari di terreno e stanno provvedendo alla sua coltivazione. Il progetto della coltivazione della canapa riguarda anche l’Università Agraria di Tolfa e i due Comuni di Allumiere e Tolfa. I due presidenti Antonio Pasquini e Marco Santurbano e i due sindaci Augusto Battilocchio e Luigi Landi hanno quindi intrapreso per il secondo anno consecutivo il cammino verso la messa in opera di un importante progetto unitario, quello cioè di creare un ‘‘incubatore comprensoriale’’, ossia una struttura all’interno della quale ci sono più attività: si andrà dalal produzione, alla trasformazione e alla vendita di prodotti quali miele, marmellate, tartufo, olio, canapa, grano ecc. Le due Agrarie hanno messo a disposizione i terreni. Lo scorso 25 febbraio ad Allumiere i rappresentanti dei quattro Enti dei Comuni di Tolfa ed Allumiere hanno presentato i risultati dle primo anno di coltivazione e tutti i prodotti alimentari (birra, pasta, farina ed olio) realizzati con la canapa coltivata sui terreni delle Università Agrarie in collaborazione con Canapa live e si stanno poi organizzando anche altri incontri che serviranno per promuovere la canapa.

 

PROVINCIA DI COSENZA

Nove ettari di terreni strappati a degrado ed abbandono, tornano ad essere un’opportunità di lavoro per la comunità.

CANNA (CS) – Occupazione e sviluppo economico, dopo decenni di abbandono, gli orti a terrazza che si estendono a valle dell’abitato di Canna, ritornano a nuova vita. Nove ettari di terreno saranno destinati alla produzione di canapa industriale. Ok alla messa a dimora dei semi di chanvre monoïque, la cannabis sativa. Ecco i primi importanti risultati che fanno seguito all’attività di sensibilizzazione promossa dal sindaco di Canna, Panarace che si dice soddisfatto da questa iniziativa. “Con l’avvio della filiera, – spiega il primo cittadino – vi saranno opportunità occupazionali e di sviluppo per tutto il territorio. Le istituzioni locali investano sul ritorno alla terra, quale antidoto all’isolamento e all’abbandono dei territori interni”.  Intanto si parte con le degustazioni di birra artigianale e prodotti tipici a base di canapa, Sabato 21 e Domenica 22 Maggio in piazza Mercato a partire dalle 20.00.

La produzione di canapa nel territorio di Canna è un progetto portato avanti dalle Associazioni Res Cannae e Punto Verde Canapa, insieme all’amministrazione Comunale. “Il ritorno alla terra delle nuove generazioni – dichiara il sindaco Panarace – non soltanto è possibile, ma deve essere stimolato con convinzione e responsabilità anche e soprattutto da parte delle istituzioni locali. Ciò vale ancor di più in territori altrimenti destinati all’isolamento e all’abbandono come quelli interni della nostra regione, per i quali la valorizzazione del nostro patrimonio resta la sola uscita di sicurezza. Le due associazioni hanno piantato i semi in circa 9 ettari di terreni non trattati, incolti da oltre quindici anni. Le piante saranno destinate al settore tessile. Sfruttando le competenze dei giovani coinvolti, si otterranno dei filati completamente biologici per realizzare tessuti traspiranti.

Dall’incontro su ‘La Canapa industriale come opportunità per l’Alto Jonio (novembre 2015)’ alla presentazione del primo menu a base di canapa, in occasione della quinta assemblea itinerante della Condotta Slow Food Pollino – Sibaritide – Arberia (dicembre 2015). La riflessione e l’attiva promozione locale avviata dall’Esecutivo Panarace sui processi produttivi della filiera, sui costi, i guadagni e le prospettive future, e, in generale, sull’impatto sociale, culturale ed economico che può determinare la coltura, trovano, nell’operazione di semina, il primo passo verso la realizzazione del progetto. Nel borgo dei portali la produzione di canapa si avvia a diventare finalmente realtà. Puntare sulle principali ricchezze del territorio per restituire ai giovani un ambiente nel quale sviluppare i propri talenti, arricchito dallo stretto rapporto con la natura. Le nuove generazioni ritornano alla terra in maniera intelligente e con consapevole serenità”.

 

PROVINCIA DI BELLUNO

Cresce di sei volte la semina della canapa

L’anno scorso a Soccher era stato distribuito un solo sacco di sementi, quest’anno sono stati coinvolti venti coltivatori.

PONTE NELLE ALPI. Si moltiplicano in tutto il Bellunese i piccoli appezzamenti di terreno per far crescere la canapa industriale. Alcuni giorni fa sono stati distribuiti a Belluno nella sede dell’associazione dei Beni Comuni 6 sacchi da 25 kg di sementi, condivisi tra circa 20 piantatori, sia agricoltori di professione che amatori possessori di piccoli campi o orti.
L’altr’anno si era partiti con un solo sacco di sementi, condiviso tra 14 aspiranti piantatori convenuti a Soccher.
Un progetto molto articolato, iniziato nel 2012 con un libro (“I varot – Una stoffa fatta di stoffe”) sugli incontestabili benefici di questa coltivazione e proseguito nel 2013 con una mostra sulla canapa a Cadola e Canevoi curata da Maria Vignante.
Ma ideatrice e anima scientifica di questo progetto di rilancio della canapa (semi commestibili, olio, farina) e di un uso sostenibile del terreno coltivabile (disinquina i terreni dai metalli pesanti e resuscita quelli morti di monocultura) è la giovane Manuela Pierobon, laureata in Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio, che nel 2014 ha coltivato sperimentalmente circa 500 metri quadri in una proprietà di famiglia a Soccher, con risultati lusinghieri, soprattutto sotto il profilo di cura e rivitalizzazione dell’ambiente che rappresenta lo scopo principale della sua ricerca.
Un atto pionieristico ripreso lo scorso anno non solo da agricoltori e possessori di piccoli terreni e orti, ma a cui si sono interessati anche associazioni e scuole. Quest’anno l’iniziativa si è ulteriormente allargata, trovando terreno fertile anche ad Arsiè di Ponte nelle Alpi, dove Diego Rizzo (delegato del Fai) ha deciso di piantare della canapa su un suo piccolo appezzamento facendosi aiutare nella semina dalla stessa Pierobon.
Manuela Pierobon ha realizzato con l’aiuto di Maria Vignante una procedura d’acquisto, ancora unica in Italia e valida solo per la provincia di Belluno, che consente di derogare alla legge nazionale che prevede unicamente la vendita di sacchi di sementi da 25 kg (che servono circa un ettaro di coltivazione).
Grazie a questo suo non poco complicato lavoro condotto in collaborazione con il ministero dell’Agricoltura e le forze dell’ordine ora è possibile, sia per professionisti che amatori, acquistare anche una sola manciata di semi per il proprio orto dividendosi il contenuto dei sacchi.
Il modulo per accedere a questa possibilità è scaricabile dal sito web di Manuela Pierobon: www.canapicultura.it.
«Saranno i piccoli e medi coltivatori a portare avanti questo progetto», spiega Pierobon,

«io ho curato la parte scientifica e divulgativa e ho fatto in modo di consentire l’inserimento della coltura della canapa nell’agricoltura familiare per autoconsumo, attivando una filiera corta a beneficio delle aree di montagna».

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