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La Politica Olandese sulle Sostanze Stupefacenti – Legge e Applicazioni

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Domande e risposte sulla politica olandese in materia di sostanze stupefacenti

Si risponde a più di trenta domande sulla politica olandese in materia di sostanze stupefacenti. Ad ogni domanda viene data una breve risposta con ulteriori approfondimenti in aggiunta. Si tratta di domande basilari sugli aspetti più manifesti, come la differenza tra droghe pesanti e la cannabis e la politica seguita per i coffeeshop. Oltre a ciò vengono approfondite le ragioni che determinano l’approccio olandese al problema: il nesso tra la politica seguita nello svolgere indagini e nella repressione penale da una parte e la prevenzione, l’assistenza e il trattamento dall’altra. Un importante presupposto della politica olandese in materia di sostanze stupefacenti è il cosiddetto “harm reduction”, ovvero la prevenzione dell’uso di droghe e il contenimento dei rischi e dei danni per l’individuo e la collettività associati all’uso di stupefacenti.

INDICE

A. PRESUPPOSTI
B. L’APPLICAZIONE DELLA LEGGE
C. COFFEESHOP
D. PREVENZIONE, ASSISTENZA E TRATTAMENTO
E COLLABORAZIONE INTERNAZIONALE

ALLEGATI
I. Quanto sono nocivi l’alcool, il tabacco e la cannabis?
II. Numero di decessi per anno tra i residenti nei Paesi Bassi per consumo di alcool, tabacco, cannabis, droghe pesanti.
III. Percentuali del consumo di droghe tra la popolazione di età uguale o superiore ai 12 anni negli Stati Uniti e nei Paesi Bassi.
IV. Consumo di cannabis tra la popolazione di diversi paesi occidentali.
V. Consumo di XTC in diversi paesi dell’Europa Occidentale, degli Stati Uniti, del Canada e dell’Australia.
VI. Stime nazionali dei consumatori di droghe pesanti a rischio nei paesi della UE.
VII. Sostanze stupefacenti sequestrate nei Paesi Bassi nel periodo 1998-2002.

A. PRESUPPOSTI

A1 Quali sono i tratti distintivi della politica olandese in materia di sostanze stupefacenti?

  • Un importante presupposto della politica olandese in materia di sostanze stupefacenti è il cosiddetto “harm reduction”, ovvero la prevenzione dell’uso di droghe e il contenimento dei rischi e di danni per l’individuo e la collettività associati all’uso di stupefacenti.
  • Nella politica e nella legislazione olandese (Opiumwet) le droghe pesanti (sostanze che comportano un rischio inaccettabile per la salute quali l’XTC, la cocaina, l’eroina ecc.) vengono distinte dalla cannabis (marijuana e hascisc). In base a ciò il possesso di cannabis per uso personale (fino alla quantità di 30 grammi) non viene considerato un reato, ma un’infrazione. Uno degli obiettivi della politica in materia di sostanze stupefacenti è la separazione del commercio delle droghe pesanti da quello della cannabis (venduta nei c.d. “coffeeshop” dietro osservanza di severe prescrizioni).
  • La vendita di cannabis nei “coffeeshop” (fino alla quantità massima di 5 grami per persona al giorno) è un’infrazione alla legge ma non viene perseguita se avviene in condizioni severamente controllate. L’obiettivo di questa politica è evitare che i consumatori di cannabis vengano emarginati o che vengano a contatto con altre droghe più pesanti. La filosofia sottostante è che un consumatore di cannabis che ottiene il prodotto da un venditore operante illegalmente, corre il grosso rischio di entrare in contatto con droghe pesanti. Tenendo ben separati il commercio di cannabis da quello delle droghe pesanti, i consumatori di cannabis possono essere difesi meglio da forme di consumo di droghe che, dal punto di vista della salute , sono molto più dannose. Dall’altro lato troviamo la dura repressione del possesso e della vendita di droghe pesanti.

Le finalità principali della politica olandese in materia di stupefacenti sono di far diminuire la domanda e l’offerta di droga e ridurre i rischi associati all’uso di stupefacenti per gli assuntori, per l’ambiente in cui si muovono e per la società. In questa ottica la cannabis richiede un approccio diverso dalle droghe pesanti. In molti paesi la distinzione tra cannabis e droghe pesanti non è formalizzata ma viene di fatto applicata. È vietata la detenzione, il commercio, la vendita, la produzione di qualsiasi tipo di droga, eccetto nei casi in cui tali attività vengano effettuate per finalità di carattere medico, veterinario, istruttivo e scientifico.
La politica olandese in materia di svolgimento di indagini e perseguibilità è descritta al Capitolo B.

A2 Nei Paesi Bassi la droga è legalizzata?

No. Contrariamente a quanto spesso si sostiene all’estero, nei Paesi Bassi è vietato l’uso di qualsiasi droga. Non si procede solamente contro l’acquisto di 5 grammi di cannabis nei coffeeshop, dietro osservanza di severe prescrizioni (si veda B3), e contro la detenzione di una piccola quantità di droghe (per consumo personale) (si veda B10).

Nei Paesi Bassi sono punibili le seguenti attività, sia per la cannabis sia per le droghe pesanti:

  • il commercio (importazione/esportazione)
  • la vendita
  • la produzione
  • la detenzione.

L’uso di droghe non è punibile (si veda A4).

Nella sezione B10 è riportata una tabella completa delle attività concernenti le droghe illecite e le pene massime.

Si scoraggia la domanda di droghe e si riducono i rischi che l’uso di sostanze stupefacenti comportano per l’individuo grazie ad una strategia d’intervento assistenziale professionale e preventiva. Nel contempo si contrasta l’offerta di droghe lottando attivamente contro la criminalità organizzata. Questa politica mira anche a mantenere l’ordine pubblico ed a contenere i fastidi che l’uso di droghe arreca alla collettività.

A3 Qual è la differenza tra droghe pesanti e cannabis?

Le legge olandese sulle sostanze stupefacenti e psicotrope (Opiumwet) pone i rischi per la salute del consumatore come punto di partenza; si tratta di rischi diversi a seconda della diversa categoria di droga:

  • I categoria: sostanze che comportano rischi inaccettabili per la salute quali l’eroina, la cocaina e l’XTC e le anfetamine, anche denominate droghe pesanti;
  • II categoria: sostanze che causano meno disturbi alla salute: si tratta dei prodotti della cannabis (derivati dalla canapa indiana), vale a dire marijuana e hascisc.

Questa distinzione è espressa anche nella severità delle pene imposte per vari reati e nella scala di priorità adottata nel campo delle indagini (si veda il Capitolo B).

A4 Perché l’uso di droghe non è punibile?

La politica olandese mira a prevenire l’uso di droghe e a contenere i rischi per l’individuo e la collettività associati all’uso di stupefacenti. In questa ottica viene offerto ai tossicodipendenti aiuto per disintossicarsi e per migliorare la loro condizione fisica, psicologica e sociale. Difatti il passo verso la richiesta di assistenza diventa più facile se i consumatori di stupefacenti non devono temere di essere perseguiti e di sporcarsi (in modo definitivo) la fedina penale nel caso che la droga sia esclusivamente per consumo personale (si veda D3).

Nei trattati internazionali (si veda E1) l’uso di droghe non viene elencato tra i reati. Nella maggior parte dei paesi dell’Unione Europea (UE), in Germania, in Italia e in Danimarca ma anche in Canada e in Svizzera, l’uso di sostanze stupefacenti non costituisce reato. Il consumo di droga nei Paesi Bassi non è comunque un fenomeno generalmente accettato; esso viene scoraggiato grazie ad attività di informazione che si tengono nelle scuole e a campagne finalizzate a far conoscere i rischi connessi all’uso di sostanze che creano dipendenza (alcool e nicotina compresi; per un confronto si veda l’Allegato I).

A5 L’adozione di una tale politica nei confronti della cannabis non facilita il passaggio alle droghe pesanti?

No. Nei Paesi Bassi soltanto una piccola percentuale di consumatori di cannabis passa alle droghe pesanti. Secondo l’autorevole “Institute of Medicine” negli Stati Uniti, non sussiste alcuna prova convincente che la cannabis possa facilitare il passaggio alle droghe pesanti a causa delle sue caratteristiche farmacologiche. Il numero di tossicodipendenti da oppiacei (come l’eroina, la morfina e il metadone) è invariabilmente basso in Olanda ed è molto inferiore al numero dei consumatori di cannabis. All’interno dell’Unione Europea i Paesi Bassi hanno inoltre una bassa percentuale di consumatori di droghe pesanti a rischio (si veda l’Allegato VI).

B
Il consumo di cannabis nei Paesi Bassi si attesta a un livello assimilabile a quello degli altri paesi europei. Negli USA, il consumo di cannabis si pone a un livello sostanzialmente superiore (si veda l’Allegato IV).
Nei Paesi Bassi si svolgono regolarmente ricerche sulla diffusione dell’uso di droga. Il 17 % per cento della popolazione di età pari o superiore ai 12 anni ha fatto uso almeno una volta di cannabis (si veda l’Allegato III), mentre negli Stati Uniti questa percentuale è del 34 %. Solo il 3,6 % degli olandesi ha provato la cocaina, contro il 11 % degli americani. Nei Paesi Bassi il “consumo occasionale” di eroina è dello 0,4 %, mentre negli USA la percentuale è pari allo 0,9 %. Il “consumo occasionale” è molto superiore al consumo attuale effettivo. Per questo, nel mese precedente a questi rilevamenti, risulta che solo il 3 % degli olandesi ha consumato cannabis.

A6 Quali sono i recenti sviluppi nel consumo di XTC e di anfetamine?

I Paesi Bassi occupano nell’Unione Europea una posizione intermedia per il consumo di droghe sintetiche quali l’XTC e le anfetamine (tra cui speed e pep). All’interno dei paesi dell’UE la percentuale dei consumatori occasionali di XTC varia dallo 0% della popolazione, fino al 4,6% (si veda l’Allegato V). Recentemente , la più alta percentuale di consumo di XTC da parte di studenti tra i 15 e i 16 anni di età è stata constatata in Irlanda mentre il Regno Unito ha registrato la più alta percentuale di uso di anfetamine. Per le anfetamine la percentuale di “consumatori occasionali” varia dallo 0,4% al 5,9% con una punta del 11% per l’Inghilterra e il Galles. I Paesi Bassi si trovano nel mezzo con il 3% per entrambe le sostanze.

A7 Chi è responsabile della politica in materia di sostanze stupefacenti nei Paesi Bassi?

Tre ministeri sono insieme responsabili di questa politica:

  • Il Ministero di Giustizia è responsabile dell’osservanza della legge, cioè dello svolgimento delle indagini e della perseguibilità.
  • Il Ministero della Sanità, del Benessere e dello Sport è responsabile della politica di prevenzione e di assistenza.
  • Gli affari che sono competenza dell’amministrazione locale e della polizia ricadono sotto il Ministero degli Affari Interni e dei Rapporti nel Regno. Nei comuni la politica in materia di sostanze stupefacenti è coordinata dal “triangolo dei poteri” (si veda B8).

Il Ministero della Sanità, del Benessere e dello Sport è responsabile del coordinamento della politica in materia di sostanze stupefacenti poiché la problematica relativa alle sostanze stupefacenti nei Paesi Bassi viene associata principalmente ai rischi per la salute.

Importanti per l’applicazione di questa politica sono:

  • circa 33 istituti di assistenza ai tossicodipendenti, di cui 18 offrono strutture di ricovero intramurale (cioè in un ospedale). Di queste 18, 10 danno anche assistenza ambulante e di altro genere;
  • la polizia regionale e nazionale con servizi giudiziari ed investigativi specializzati;
  • le autorità doganali, che durante i controlli e le attività investigative fanno uso delle tecniche di analisi sempre più sofisticate del Centro Informazione Dogana;

Il Nucleo Droghe Sintetiche (USD) che ha il compito di coordinare la lotta contro la produzione ed il traffico di droghe sintetiche, e cinque squadre di lotta all’XTC (si veda B4).

B L’APPLICAZIONE DELLA LEGGE

B1 Quali sono le caratteristiche della politica olandese per le indagini e la perseguibilità ?

D’importanza fondamentale è il principio dell’opportunità, secondo il quale, per motivi riguardanti l’interesse della collettività, è possibile desistere dal perseguire un reato.
Le indagini e la perseguibilità sul traffico in larga scala, sia di cannabis sia di droghe pesanti, hanno la massima priorità. Anche la vendita di droghe pesanti è combattuta energicamente. Le indagini sulla vendita ed il possesso di cannabis per uso personale hanno una priorità minore.

L’opportunità è un principio generale del diritto penale dei Paesi Bassi. Il Pubblico Ministero (PM) decide in merito alla perseguibilità.
Le priorità in materia di indagini e di perseguibilità di fatti punibili per droga sono fissate in una linea direttiva pubblica del PM che ha reso la politica seguita dai Paesi Bassi in questo campo più “trasparente” di quella di molti altri paesi che di fatto operano con modalità simili.

B2 La vendita di droghe è legale?

No, la vendita di qualsiasi tipo di droga è punibile (si veda B10).

  • Le indagini e la perseguibilità per la vendita di droghe pesanti, indipendentemente dalla quantità, hanno la massima priorità e il reato viene punito con pene severe.
  • Per la cannabis è invece importante la quantità. Non viene perseguita attivamente la vendita di una quantità massima di 5 grammi per persona al giorno nei coffeeshop autorizzati (si veda il Capitolo C), mentre la vendita di quantità maggiori ? chiaramente destinate alla commercializzazione ? viene colpita duramente. La vendita in bar, caffè, ristoranti e altri locali simili, per strada o nelle abitazioni viene perseguita attivamente.

La vendita di piccole quantità di cannabis per uso personale ha minore priorità perché l’uso di cannabis arreca pochi disturbi alla salute e provoca pochi problemi alla collettività.

B3 Quando viene perseguito il possesso di droghe e quando no?

Il possesso di qualsiasi tipo di droga è punibile. La detenzione di quantità per il traffico ha la massima priorità nelle indagini e per la perseguibilità . Il possesso, ad esempio, di più di 0,5 grammi di droga pesante è un reato contro cui si interviene attivamente. Come anche il possesso di una quantità di cannabis maggiore di quella destinata al consumo personale (gravità della pena: si veda B10). Di fatto la coltivazione di cannabis per consumo personale (non più di cinque piante di marijuana) non viene perseguita, ma si interviene severamente nei confronti della coltivazione su larga scala (si veda l’Allegato VII relativo ai sequestri).

Possesso di una piccola quantità per uso personale:

  • meno di 0,5 grammi di droghe pesanti viene considerato reato, ma ha priorità minore per le indagini;
  • meno di 30 grammi di cannabis viene considerata un’infrazione ed ha una priorità minore per le indagini . La linea direttiva del PM è più severa nei confronti della vendita che nel possesso di piccole quantità.

Quando un soggetto, dipendente da droghe pesanti, viene fermato per possesso di sostanze stupefacenti o per attività criminali, la polizia si mette in contatto con i servizi di assistenza. La collaborazione tra polizia e organi giudiziari da un lato e servizi di assistenza dall’altro è un fattore distintivo della politica olandese. Le droghe che la polizia trova vengono sempre confiscate, sia che si tratti di droghe pesanti che cannabis, anche se sono piccole quantità destinate all’uso personale. Nella direttiva del PM esiste un ordinamento distinto relativo alla presenza di scorte per la vendita di cannabis nei coffeeshop (si veda C2).

B4 Come si combatte la produzione e il traffico di XTC?

L’XTC è una droga pesante. Viene quindi anche assegnata la massima priorità alle indagini ed alla perseguibilità per produzione e per traffico di XTC.
Nel 1997 è stato istituito il Nucleo Droghe Sintetiche (USD) per il coordinamento nazionale tra organi giudiziari, polizia, autorità doganali, PM, il FIOD-ECD – il servizio per il controllo amministrativo del Ministero delle Finanze olandese – ed altri organi impegnati nella lotta alla produzione e al traffico di sostanze stupefacenti sintetiche (XTC e anfetamine). Ciò permette tra l’altro ai Paesi Bassi di rispondere più velocemente alle richieste di informazioni e di collaborazione provenienti da altri paesi. Nel 2002 l’USD ha fatto irruzione in 43 punti dove venivano fabbricate o sottoposte a trasformazione XTC o anfetamine. Sono state anche confiscate varie materie prime (ovvero precursori) usate per la fabbricazione di droghe sintetiche.

Nel maggio 2001 il Ministero della Giustizia ha presentato alla Camera dei Deputati la nota “Uniti contro l’XTC”. La nota comprende un piano quinquennale (dal 2002 al 2006) in cui si annuncia un forte incremento della lotta alla droghe sintetiche. In conseguenza a tale nota, dal 2002 presso le forze di polizia sono state istituite cinque squadre di lotta alla XTC per aumentare la capacità investigativa in merito alla produzione e al traffico di XTC. L’attuazione della nota sull’XTC prevede l’assunzione di un ruolo determinante da parte delle forze di polizia, del FIOD-ECD (il Corpo olandese di polizia fiscale ed economica), dello USD (il Nucleo Droghe Sintetiche) e del Pubblico Ministero. Si tratta quindi del sequestro di sostanze e di apparecchiature, del piano contro il commercio, la produzione e la distribuzione delle pillole di XTC nei e dai Paesi Bassi. Oltre all’intensificazione delle operazioni volte al mantenimento della legge e all’ampliamento delle conoscenze sull’XTC, si investe nella realizzazione di diverse ricerche e collaborazioni internazionali. È stato altresì intensificato il controllo sull’esportazione di XTC dai Paesi Bassi. Infine si investe maggiormente sull’informazione diretta ai giovani in modo da scoraggiare l’uso dell’XTC (si veda D1). Per la realizzazione di questa nota vengono messi a disposizione ogni anno circa 19 milioni di euro.

B5 Che cosa fanno i Paesi Bassi nel campo dei precursori?

Il commercio dei precursori (sostanze chimiche che formano la base delle droghe sintetiche, quali l’XTC) è regolato nei Paesi Bassi dalla “Legge che previene l’abuso di sostanze chimiche”. Soltanto una piccola parte dei precursori viene usata per la produzione illegale di sostanze stupefacenti. L’abuso è considerato anche una violazione alla legge olandese sui reati di natura economica ed è punito con la reclusione fino a un massimo di sei anni e/o una multa da € 45.000 a € 450.000. IL FIOD/ECD, il servizio per il controllo amministrativo del Ministero delle Finanze olandese ha il compito di vigilare sul ritrovamento di precursori e per svolgere questo compito partecipa alle attività dello USD. Il Nucleo Droghe Sintetiche (USD) effettua indagini su organizzazioni criminali coinvolte nel traffico illegale di precursori. In questo campo i Paesi Bassi collaborano strettamente con gli altri stati membri dell’Unione Europea.

I regolamenti e le direttive della UE in materia di commercio di precursori si basano sul trattato delle Nazioni Unite del 1988. Entro i confini dell’Unione Europea si controlla il commercio di 23 precursori, di cui è possibile abusare per produrre illegalmente sostanze stupefacenti. Nei Paesi Bassi le aziende sono tenute a notificare il FIOD/ECD in merito a transazioni insolite in sostanze di cui è possibile abusare per produrre illegalmente sostanze stupefacenti. La UE ha tra l’altro stipulato accordi con i paesi andini (Bolivia, Colombia, Ecuador, Perù, Venezuela) e con gli Stati Uniti per lo scambio di informazioni sul commercio di precursori.

B6 Come affronta il governo il problema del traffico di cocaina (cioè dei cosiddetti “mangiatori di ovuli”)?

Nel corso del 2001 i Paesi Bassi hanno dovuto fronteggiare una crescita esplosiva del traffico di cocaina mediante i corrieri in transito dall’aeroporto di Schiphol. La maggior parte della cocaina (4.085 kg) è stata rinvenuta a Schiphol.

All’inizio del 2002 è approdato alla Camera olandese dei Deputati il c.d. “Piano di lotta al traffico di stupefacenti via Schiphol”. Il piano di lotta prevede altresì l’intensificazione dei controlli presso l’aeroporto di Schiphol mediante l’ampliamento del distaccamento in loco (dei Corpi di Polizia militare reale e di Polizia doganale). Conseguentemente si è proceduto anche all’ampliamento del Pubblico Ministero e della magistratura giudicante. Oltre a ciò è stata realizzata – per la reclusione specifica dei corrieri della cocaina – una maggiore capienza delle celle carcerarie. Anche alle Antille olandesi e ad Aruba sono stati intensificati i controlli. Nei Paesi Bassi e a Curaçao vengono effettuati anche i c.d. controlli “pre-flight” (antecedenti al decollo). Sono state altresì intensificate l’esecuzione delle attività investigative di ricerca delle organizzazioni criminose che si occupano del traffico di stupefacenti e la collaborazione in ambito internazionale. La Camera olandese dei Deputati viene tenuta al corrente dell’implementazione del piano di lotta attraverso costanti relazioni sui progressi raggiunti. I provvedimenti adottati hanno fatto sì che durante il 2002 siano stati arrestati oltre 2.000 corrieri di stupefacenti.

Poiché questa problematica non tocca unicamente i Paesi Bassi, anche le massime organizzazioni internazionali (come la UE e l’ONU) hanno richiesto maggiore attenzione per questa vertenza, spingendo per una lotta comune al traffico di stupefacenti in transito dagli aeroporti. Oltre a ciò, nel novembre 2002 i Paesi Bassi hanno organizzato, assieme al Regno Unito, un meeting internazionale di esperti durante il quale sono stati presi in esame alcuni metodi (da adottare anche a livello internazionale) che possano fornire un valido contributo alla riduzione di questo tipo di criminalità.

B7 I tossicodipendenti che commettono reati vengono trattati in modo diverso dagli altri criminali?

La dipendenza non è una circostanza attenuante. Ai tossicodipendenti che commettono un reato viene data la possibilità di scegliere tra trattamento terapeutico o detenzione (si veda il provvedimento SOV qui di seguito). Se optano per il programma di trattamento, la pena imposta dal giudice può essere temporaneamente o definitivamente sospesa. I tossicodipendenti che scelgono di seguire un programma di trattamento devono rispettare una serie di condizioni. Il mancato rispetto di queste condizioni fa scattare la detenzione.

Condizioni per il trattamento sono tra l’altro la motivazione a combattere i problemi legati alla dipendenza e la disponibilità a sottoporsi a controlli sull’uso di droghe. L’idea su cui si fonda la possibilità di optare tra trattamento o reclusione è che per i tossicodipendenti che commettono un reato, il trattamento ha più efficacia di una pena detentiva. Con questo sistema i Paesi Bassi hanno ottenuto già da qualche tempo dei risultati positivi.

Il 1º aprile 2001 è diventato operativo il provvedimento legale “Accoglienza penale Tossicodipendenti (SOV)”. La legge permette al giudice di richiedere la reclusione di criminali tossicodipendenti con comportamenti recidivi in uno speciale istituto di pena per tossicodipendenti.

Un provvedimento SOV (massimo 2 anni) può essere inflitto nel caso che altri provvedimenti nella cura della tossicodipendenza non abbiano portato ad alcun risultato. Oltre all’assistenza medica nel programma di un istituto SOV viene riservata particolare attenzione all’istruzione, al lavoro, all’utilizzo del tempo libero, all’abitare (con una guida di sostegno) e alla capacità di gestire il denaro. Viene fatto uso di esperti per l’assistenza ai tossicodipendenti e si collabora strettamente con servizi e organizzazioni dei comuni interessati. Gli istituti speciali SOV sono per il momento sperimentali nelle città di Rotterdam, Amsterdam, Utrecht e in sei comuni di media grandezza nel Sud-Olanda.

La Clinica forense per il trattamento della dipendenza da stupefacenti (FVK) è una nuova struttura, progettata per le persone soggette a grave dipendenza da stupefacenti, il cui carattere si situa a metà strada tra un’istituzione giudiziaria e una comunità per il recupero dei tossicodipendenti. Il target delle persone che possono essere inserite nella clinica FVK si compone dai soggetti tossicodipendenti perseguibili in grado di sostenere una terapia di recupero, ma la cui tipologia di dipendenza, gravità dei delitti compiuti, struttura della personalità e anamnesi delle terapie sostenute sono di carattere tale da non permetterne l’inserimento in una comune struttura di recupero.

B8 Che cosa fanno i Paesi Bassi per combattere il fenomeno del “turismo della droga”?

  • Per quanto riguarda i tossicodipendenti che si trovano nei Paesi Bassi illegalmente e che commettono reati, si segue una politica attiva che porta alla loro espulsione, vale a dire: indagini mirate, imputazioni e processi, con eventuale trasmissione della sentenza in un altro paese.
  • Per combattere l’esportazione di cannabis da parte dei cosiddetti “turisti della droga”, la quantità di cannabis che è permesso vendere nei coffeeshop (si veda C2) senza incorrere in sanzioni penali, è limitata ad appena 5 grammi. L’esportazione di tutte le droghe, anche di piccole quantità di cannabis, è sempre punibile.

Da alcuni anni il fenomeno del turismo della droga e i fastidi che esso provoca alla collettività vengono combattuti con maggiore severità da polizia, dogana, marechaussee (corpo di polizia militare olandese) e da altri corpi che svolgono regolarmente operazioni di controllo. Su questo terreno vi è una buona collaborazione con i paesi confinanti: Belgio, Francia, Germania e Lussemburgo.

Un esempio di tale collaborazione è il cosiddetto “A-Team” che opera nei Paesi Bassi fin dall’ottobre 2000. Si tratta della collaborazione tra tre distretti di polizia, il Servizio dei corpi Nazionali di Polizia (KLPD), la polizia ferroviaria e l’ufficio delle imposte. L”A-Team’ si occupa delle segnalazioni e del fermo dei corrieri della droga e dei turisti della droga, a cui collaborano a livello interregionale molte istanze. L’A-Team opera quotidianamente sulle strade e sui treni internazionali. I corrieri arrestati vengono multati per direttissima, dopodiché l’istituto di assistenza sociale cerca di trovar loro un lavoro. L’A-team non ha il potere di risolvere il problema della droga, ma prova a limitarne per quanto possibile le conseguenze.

B9 Vi sono delle differenze tra i Comuni sul modo di applicare la politica in materia di sostanze stupefacenti?

Sì. Nelle città questa politica è coordinata da un organo che prevede la consultazione tra sindaco, procuratore capo e capo della polizia, chiamato il “triangolo dei poteri”. Tale organo ha facoltà di determinare, nei limiti della direttiva del PM, la politica da seguire nei confronti dei coffeeshop (si veda C2).

Nel quadro della direttiva, il “triangolo dei poteri” può decidere quanti coffeeshop vuole avere in quel determinato comune oppure può decidere di non averne affatto (NB il 73% dei comuni olandesi non ha alcun coffeeshop). Il “triangolo dei poteri” può anche stabilire che la quantità massima di scorte di droghe per la vendita nei coffeeshop sia inferiore a quella stabilita nella direttiva del PM (si veda C2). Il sindaco ha facoltà di decidere la chiusura dei coffeeshop (C5).

Al fine di combattere i fastidi creati da tossicodipendenti che vagano senza fissa dimora, in alcune città sono stati creati appositi spazi dove essi possono assumere la loro dose di droga. In questi spazi sono presenti operatori dei servizi d’assistenza. Qui non è permesso vendere o fornire droghe. Gli abitanti del quartiere sostengono l’iniziativa e partecipano alle consultazioni in merito.

Il PM pone come condizioni per l’introduzione di spazi destinati al consumo di droghe che ciò sia coerente con una strategia integrata formulata dal “triangolo dei poteri”, in cui gli interessi della salute e dell’ordine pubblico siano salvaguardati. Nei Paesi Bassi l’uso di droghe non è punibile (si veda A4).

B10 Quali sono i reati e le pene massime?

Nei Paesi Bassi sono punibili le medesime attività in materia di droga che sono perseguibili in molti altri paesi. Inoltre nei Paesi Bassi tutte le attività finalizzate a preparare il traffico di droghe pesanti costituiscono reato, così come tutti i tentativi finalizzati all’importazione e all’esportazione delle droghe pesanti.

La pena massima che può venire imposta per aver commesso più volte attività illecite che riguardano le droghe è la reclusione a 16 anni e/o una multa di € 45.000. REATI

DROGHE PESANTI

  • importazione/esportazione
  • vendita, trasporto, fabbricazione
  • intenzione di importare/esportare, vendere, trasportare, fabbricare
  • preparazione di attività illecite
  • riciclaggio di denaro sporco
  • fabbricazione illegale e messa in commercio di precursori*)
  • possesso
  • possesso per consumo personale

(*) precursori: sostanze chimiche che formano la base delle droghe sintetiche, quali XTC (si veda B5

CANNABIS

  • importazione/esportazione
  • coltivazione, vendita, trasporto, fabbricazione
  • coltivazione professionale/industriale, vendita, trasporto, fabbricazione
  • possesso di più di 30 grammi
  • vendita, fabbricazione, possesso fino a 30 grammi (**)

(**) Queste attività sono considerate violazioni della legge. Le sostanze stupefacenti vengono requisite immediatamente all’atto del loro rinvenimento. Fino a 5 grammi non è prevista alcuna forma di persecuzione. Qualora si sia in presenza di quantità comprese tra i 5 e i 30 grammi, è prevista la persecuzione per vie penali, in dipendenza delle circostanze in cui è avvenuta la violazione.

PENE MASSIME

RECLUSIONE / MULTA

(DROGHE PESANTI)

12 anni e/o € 45.000
8 anni e/o € 45.000
6 anni e/o € 45.000
6 anni e/o € 45.000
6 anni e/o € 45.000
6 anni e/o € 45.000
4 anni e/o € 45.000
1 anno e/o € 11.250

(CANNABIS)
4 anni e/o € 45.000
2 anni e/o € 11.250
4 anni e/o € 45.000
2 anni e/o € 11.250
1 mese e/o € 2.250
€ 1= US $ 1

C COFFEESHOP

C1 Che cos’è un coffeeshop?

Un coffeeshop è un locale pubblico dove non si consuma alcool e dove, rispettando severe condizioni, si vende cannabis. Sebbene la vendita di cannabis sia punibile, la vendita di piccole quantità nei coffeeshop non viene perseguita se non nel caso in cui non siano rispettate le condizioni (indicate al punto C2).

La politica in merito alle indagini ed alla perseguibilità viene descritta nel Capitolo B. Da alcuni anni il controllo sui coffeeshop si è fatto più severo ed il loro numero è stato ridotto (si veda C5).

C2 Quali condizioni valgono per i coffeeshop e come vengono applicate?

Secondo la direttiva del PM del 1º gennaio 2001 non si persegue la vendita di cannabis nei coffeeshop in cui siano rispettati i seguenti criteri:

  • non è permesso vendere alla stessa persona più di 5 grammi al giorno
  • non è permesso vendere droghe pesanti (quindi non è permesso vendere XTC)
  • non è permesso fare pubblicità alla droga
  • non è permesso turbare la quiete e l’ordine del vicinato
  • non è permesso vendere ai minorenni (fino a 18 anni) e i minorenni non possono entrare nei coffeeshop.

La vendita di cannabis rimane punibile. Qualora proprietari/esercenti di coffeeshop non rispettino le regole qui descritte, essi incorrono in sanzioni amministrative (chiusura del coffeeshop) e/o penali.
In virtù della direttiva del PM, i coffeeshop che operano nell’osservanza di queste regole non vengono perseguiti se dispongono di una scorta di droghe leggere destinata alla vendita che non superi i 500 grammi. Per ovviare agli inconvenienti derivanti da eventuali disagi di ordine pubblico, i comuni hanno la facoltà di porre, oltre ai criteri emanati dal PM e riportati più sopra, ulteriori requisiti ai coffeeshop (si veda il punto B9).

C3 Perché sono permessi i coffeeshop?

Permettendo l’esistenza di punti di vendita controllati per la cannabis si cerca di realizzare una divisione dei mercati, finalizzata a prevenire che i consumatori di cannabis vengano a contatto con ambienti in cui si usano droghe pesanti. Inoltre si protegge chi usa cannabis – ad esempio giovani (> 18 anni) che vogliono provare l’esperienza della droga – dal circuito criminale del traffico di droghe pesanti.

Nella determinazione di priorità per le indagini e nel procedimento contro attività illecite come disposto nella Opiumwet (legge olandese sulle sostanze stupefacenti e psicotrope), al possesso e al commercio al dettaglio di cannabis nei coffeeshop viene assegnata una urgenza minore, visto che il consumo di queste sostanze non è associato ad un rischio intollerabile per la salute.

C4 La fornitura di cannabis ai coffeeshop viene perseguita?

Sì. Il PM e la polizia operano in osservanza della Opiumwet, della direttiva del PM e del principio di opportunità (si veda B1). Lo svolgimento di indagini e la perseguibilità contro il traffico di grandi quantità di droghe, di qualsiasi tipo, spesso in mano alla criminalità organizzata, ha precedenza assoluta. Ciò vale anche per la fornitura di cannabis ai coffeeshop.
Anche rispetto a questo punto si osserva quanto stabilito nei trattati internazionali (si veda E1). Secondo la direttiva del PM, non si adotta alcun provvedimento nei confronti dei coffeeshop che si attengono alle norme (si veda il punto C2) in presenza di quantità destinate a uso commerciale non superiori ai 500 grammi.

La lotta al commercio (internazionale) di sostanze stupefacenti viene condotta in maniera molto severa. Negli ultimi anni è stato scoperto un numero crescente di coltivazioni illegali di marijuana (si veda l’Allegato VI). Si adottano inoltre severi controlli sull’importazione di cannabis dall’estero.

C5 Perché è stato ridotto il numero di coffeeshop?

Un numero inferiore di coffeeshop permette di controllare più severamente se le norme riportate al punto C2 vengano osservate. Nelle regioni di confine, dove gli stranieri vengono ad acquistare cannabis, i coffeeshop spesso turbano l’ordine e la quiete del vicinato. Contro questo problema si agisce in modo mirato e queste azioni negli ultimi anni hanno sortito effetti positivi (si veda B8). Il sindaco può anche decidere di chiudere i coffeeshop indesiderati, anche quando essi non turbano la quiete e l’ordine. La chiusura deve essere coerente con la politica locale in materia di droghe convenuta dal “triangolo dei poteri” (si veda B9).

Si mira ad avere un numero di coffeeshop in grado di soddisfare la domanda locale. Dalle modifiche politiche del 1995/1996 il numero di coffeeshop è diminuito del 10 – 15 %.
Secondo una ricerca più recente effettuata nel 2001 370 comuni su 504 (73%) adottavano la c.d. “politica zero”, ovvero non avevano coffeeshop. Fenomeni secondari indesiderati, collegati ai coffeeshop, (disturbo della quiete e dell’ordine, vendita di droghe pesanti e vendita di quantità di cannabis per l’esportazione) vengono combattuti con azioni mirate.

D PREVENZIONE, ASSISTENZA E TRATTAMENTO

D1 Che cosa fanno i Paesi Bassi nel campo della prevenzione dell’uso di droghe?

La prevenzione contro l’uso di droghe inizia sui banchi di scuola: qui si dedica attenzione ai rischi che le droghe, l’alcool, il tabacco e il gioco d’azzardo comportano. Un progetto nazionale intitolato “La scuola sana e le sostanze stimolanti” offre sostegno alle scuole in questo compito. Il progetto fornisce informazioni su determinate sostanze stimolanti ai giovani che hanno raggiunto l’età in cui vengono a contatto con le droghe.

Nei mesi di ottobre/novembre 2002 è stata lanciata la campagna nazionale “Droga, non cascarci”. Scopo della campagna nazionale e regionale era facilitare la comunicazione tra i giovani (12-19 anni) e i loro genitori a proposito della droga. I risultati della ricerca del 2002 sono usati attualmente in una nuova campagna.

D2 La prevenzione riguarda anche l’uso di XTC?

Sì, nel quadro della nota sull’XTC (si veda il punto B4) il Ministero olandese della Sanità, del Benessere e dello Sport (VWS) ha sviluppato del materiale di informazione preventiva rivolto in preminenza a un pubblico giovane, ciò al fine di disincentivare il consumo di XTC. I giovani fanno spesso uso di XTC durante i c.d. house party e nelle discoteche.

I consumatori di XTC possono fare analizzare le pillole per avere un’idea della loro composizione e delle possibili ripercussioni sulla loro salute. Ciò avviene presso speciali centri di analisi e a volte nel luogo in cui si tengono grandi feste. Oltre ad analizzare le pastiglie si forniscono informazioni sui rischi che l’uso di XTC e di altre pillole comportano per la salute dei consumatori. Se si riscontra che in circolazione vi sono pillole con un alto grado di tossicità si interviene immediatamente. A seconda della gravità della situazione si interviene mettendo in guardia i centri di analisi, distribuendo volantini tra gli avventori, pubblicando informazioni a livello nazionale attraverso la stampa.

L’XTC è diventata estremamente popolare in breve tempo (nei Paesi Bassi come nelle nazioni vicine) grazie al fatto che non crea dipendenza e procura euforia. Contemporaneamente è comparso il fenomeno degli houseparty, durante i quali circolano pillole di diversa composizione. I rischi per la salute – dipendenti dalla composizione, dalle circostanze e dal soggetto che consuma la droga ? sono molto differenti. Nei Paesi Bassi vengono effettuate tra l’altro molte ricerche sull’effetto di queste sostanze (si veda E4).

D3 Perché si presta aiuto a tossicodipendenti che non sono in grado di smettere di drogarsi o non sono disposti a farlo?

La cessazione definitiva dell’uso di droghe è in genere una questione a lungo termine. Se una totale disassuefazione non risulta possibile, è comunque importante operare in modo da contenere la dipendenza da droghe pesanti. Si cerca quindi di prevenire che la dipendenza porti a problemi di salute sempre più gravi, degradazione, diffusione di malattie, ad esempio tramite siringhe usate, fastidi per l’ambiente a diretto contatto con il tossicodipendente e criminalità.

Nei Paesi Bassi i tossicodipendenti non vengono abbandonati al loro destino. La dipendenza è in primo luogo un problema sanitario, l’assistenza è organizzata in modo da raggiungere il maggior numero possibile di tossicodipendenti. In questa maniera si vengono anche a conoscere le dimensioni della problematica e si riesce ad accordare meglio le scelte politiche ai fatti. Inoltre l’assistenza aiuta a prevenire che i tossicodipendenti finiscano nel circuito criminale.

D4 Perché vengono fornite siringhe ai tossicodipendenti?

I programmi per fornire e cambiare le siringhe hanno luogo nel quadro della prevenzione contro HIV/AIDS. L’AIDS è provocato dal virus HIV, che viene trasmesso tra l’altro dagli aghi di siringhe usate. Anche l’infezione da epatite può avvenire in questo modo.
Grazie ad un’assistenza facilmente accessibile, combinata con un’azione di supporto individuale e d’informazione, nei Paesi Bassi la pratica di iniettarsi eroina con siringhe usate è molto diminuita negli ultimi anni, come anche il numero di consumatori che assumono droga per via endovenosa. Il numero di consumatori/tossicodipendenti infetti dal virus HIV è relativamente basso.

Le attività nel campo della prevenzione dell’HIV/AIDS comprendono sia l’informazione su comportamenti che non causino rischi, sia la distribuzione di aghi sterilizzati e di siringhe – in cambio di quelle usate – nonché di profilattici. In alcuni comuni è possibile consegnare gli aghi e le siringhe presso le farmacie o presso speciali autobus attrezzati per tale scopo. Questa pratica non contribuisce comunque ad incrementare il consumo di droghe pesanti.

D5 Che cos’è il metadone?

Il metadone è un oppiaceo di sintesi (una sostanza contenente oppio) che in vari paesi viene dato ai tossicodipendenti come sostituto dell’eroina. La somministrazione svolge un ruolo importante nel miglioramento della situazione sociale del tossicodipendente e riduce la criminalità. Il metadone viene somministrato soltanto a soggetti gravemente dipendenti da droghe pesanti, come parte di un programma terapeutico di disintossicazione o di un trattamento finalizzato a contenere la dipendenza.

Anche il metadone crea dipendenza, ma presenta dei vantaggi importanti rispetto all’eroina. Può essere somministrato, in forma di pillole o di liquido, con un dosaggio accurato ed ingerito per via orale. Il suo effetto dura più di 24 ore, quello dell’eroina dura solo qualche ora. Il metadone viene distribuito da medici come farmaco nel trattamento della tossicodipendenza e non deve essere considerato uno stimolante fornito dallo Stato.

D6 Quali sono i vantaggi ed i risultati della distribuzione di metadone?

  • Una percentuale relativamente alta di tossicodipendenti è a contatto con i servizi di assistenza (al contrario di quanto avviene in paesi dove la distribuzione è minima o non c’è);
  • rischio notevolmente ridotto di overdose; tasso di mortalità relativamente basso;
  • riduzione della frequenza d’uso della droga; si consumano quindi meno droghe illegali;
  • (limitata) riduzione della criminalità;
  • miglioramento della situazione sociale e sanitaria dei tossicodipendenti.

Dei dipendenti che sono noti presso i centri per l’assistenza, attualmente il 75% usa regolarmente il metadone. Grazie a questa loro ampia base, i programmi di metadone aprono la strada ad altre attività di assistenza della tossicodipendenza, in particolare nel quadro della prevenzione contro HIV/AIDS.

D7 Viene distribuita anche eroina ai tossicodipendenti?

Nel luglio del 1998 è stata avviata una ricerca scientifica sugli effetti dell’eroina, dietro prescrizione medica, in combinazione con il metadone per i dipendenti cronici da eroina. La ricerca è stata condotta su casi di dipendenze di lunga durata, in cui i trattamenti precedenti non avevano sortito alcun effetto o solo scarsi effetti; si tratta di soggetti fisicamente deboli che si trovano in una situazione difficile dal punto di vista sociale e psichico. La ricerca mira a determinare se il loro stato migliora grazie ad un trattamento con metadone combinato con eroina, invece che con un trattamento di solo metadone.

Il progetto di ricerca “Eroina su prescrizione medica” è stato terminato nel febbraio del 2002. I risultati dell’indagine mostrano che la somministrazione combinata di eroina e metadone è più efficiente del trattamento eseguito con il solo metadone. Nell’ambito della ricerca sono stati presi in esame i miglioramenti realizzati dal paziente a livello fisico e psichico e i progressi raggiunti sul piano sociale, comprendenti anche la diminuzione delle attività criminose. L’eroina somministrata dietro prescrizione medica ha inoltre cagionato una leggera diminuzione del consumo di cocaina. Dalla ricerca si è inoltre potuto evidenziare che la somministrazione di eroina dietro prescrizione medica risulta sicura e gestibile e che essa non costituiva fonte di ulteriori disagi all’ordine pubblico.

Verso la metà del 2002 la Camera olandese dei Deputati ha disposto il proseguimento del trattamento combinato all’interno dei sei comuni partecipanti al progetto (Amsterdam, Rotterdam, L’Aja, Utrecht, Groninga e Heerlen).

Su incarico del Consiglio olandese dei ministri sono inoltre state esaminate le opportunità di una eventuale e definitiva adozione o di un ampliamento delle opzioni di trattamento mediante eroina su prescrizione. Nel giugno del 2003 la Commissione sugli Aspetti dell’Introduzione dei Trattamenti ai Pazienti dipendenti da eroina (CIBH), appositamente istituita all’uopo, ha emesso il proprio parere positivo in ordine alla somministrazione dell’eroina su prescrizione medica a un gruppo di soggetti con grave tossicodipendenza, selezionati in base a rigorosi criteri, in diversi luoghi dei Paesi Bassi.

D8 È possibile ottenere la cannabis (marijuana) anche dietro prescrizione medica?

A.
Dal 17 marzo 2003 i pazienti possono ottenere la cannabis dietro prescrizione medica attraverso il proprio medico e le farmacie. Ciò è stato reso possibile grazie a un emendamento alla Opiumwet. La cannabis deve soddisfare gli stessi requisiti di legge posti anche agli altri medicinali. L’Ufficio per la Cannabis Medicinale (BMC), che ricade sotto la responsabilità del Ministero olandese della Sanità, del Benessere e dello Sport (VWS), è predisposto al controllo della qualità della cannabis e ne cura la distribuzione. Dal 2001 l’Ufficio è responsabile della coltivazione delle cannabis per uso medicinale ed esegue studi sull’effetto medico sortito dalla cannabis (e dai suoi derivati). La cannabis per uso medicinale proverrà da due aziende selezionate e specializzate nella coltivazione della canapa che si dovranno attenere alle norme contenute in un severo protocollo.

B.
La cannabis sortisce un effetto positivo sui disturbi che colpiscono molti pazienti affetti da gravi patologie. La cannabis è infatti in grado di contrastare la diminuzione dell’appetito nei pazienti affetti da aids e da cancro e di ridurre la nausea derivante dai trattamenti chemioterapici e dalle irradiazioni. La cannabis sortisce probabilmente un effetto positivo anche sui disturbi delle persone affette da dolori cronici, da sclerosi multipla (diminuzione del rigore muscolare) e sulla sindrome di Gilles de la Tourette. Attualmente sono ancora in corso degli studi per accertare la validità di questi effetti. Al momento, non esiste ancora alcuna prova definitiva che dimostri l’efficacia dell’impiego medico della cannabis.

In Canada e in 19 stati nord-americani l’utilizzo della cannabis a scopo medico è già consentito. In molti paesi europei ed extra-europei tale argomento è al centro di numerose discussioni.

E. COLLABORAZIONE INTERNAZIONALE

E1 In che rapporto si pone la legge olandese nei riguardi dei trattati internazionali?

La legge olandese sulle sostanze stupefacenti e psicotrope (la c.d. “Opiumwet”) è in accordo ai trattati internazionali ai quali i Paesi Bassi prendono parte. I Paesi Bassi hanno sottoscritto i trattati dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) del 1961, del 1971 e del 1988 nonché diversi altri trattati multilaterali e bilaterali in merito alle politiche sugli stupefacenti.

E2 A quali organizzazioni internazionali di cooperazione in materia di sostanze stupefacenti partecipano i Paesi Bassi?

  • Nell’ambito delle Nazioni Unite partecipano tra l’altro alla Commission on Narcotic Drugs (CND).
  • Nell’ambito del gruppo Pompidou (parte del Consiglio d’Europa) a diversi gruppi di lavoro nel campo della sanità e della giustizia.
  • Nell’ambito dell’Unione europea (UE), partecipano tra l’altro al Gruppo Orizzontale Droghe, al Comitato precursori, al Programma d’azione comunitario per la Sanità.
  • All’Europol, la cui sede si trova a L’Aja.
  • Al gruppo di Dublino: un forum informale in cui, oltre agli stati della UE, partecipano anche USA, Canada, Giappone, Australia, Norvegia, e l’ODC.
  • Al Benelux (Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo) in cui si tengono regolarmente riunioni sugli aspetti concernenti sanità e giustizia.
  • All’Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze di Lisbona.
  • Le ambasciate olandesi di Washington e Parigi in cui si trovano addetti del ministero della Sanità, Benessere e Sport e del Ministero della Giustizia

Altre forme di collaborazione e scambio: Il KLPD, (Corpo nazionale dei servizi di polizia), ha i “drugs liaison officers” cioè persone di contatto che si trovano in Tailandia, Colombia, Francia, Turchia, Polonia, Spagna, Ungheria, Russia, Stati Uniti e nelle Antille Olandesi. Gli “Ufficiali di contatto” dei Paesi Bassi, sono funzionari di polizia all’estero e costituiscono un collegamento nelle ricerche e nei casi operativi. Viceversa funzionari di polizia di oltre dieci paesi sono collegati con le loro relative ambasciate nei Paesi Bassi. Con i paesi vicini sono state create reti di collegamento per combattere il turismo della droga. I Paesi Bassi collaborano strettamente con il Belgio, la Francia ed il Lussemburgo nel perseguire le attività dei corrieri della droga tra questi stati ed i Paesi Bassi. Con la Francia avviene anche uno scambio di magistrati.

E3 Esistono anche attività internazionali nel campo dell’assistenza alla tossicodipendenza?

Il governo olandese sussidia progetti transnazionali nel settore dell’assistenza alla tossicodipendenza, finalizzati a scambiare informazioni e a stimolare la cooperazione effettiva con organi dei paesi vicini.
In varie regioni di frontiera esistono accordi di collaborazione tra penitenziari, servizi di assistenza e cosiddetti “operatori di strada”.

E4 Che cosa fanno i Paesi Bassi nel campo della ricerca scientifica?

Nei Paesi Bassi la ricerca scientifica sulla problematica delle droghe ha una forte priorità. Nel 1998 è stato avviato per un periodo di tre anni il Programma Dipendenza per promuovere la ricerca scientifica e l’attuazione di progetti innovativi nel campo della dipendenza, della prevenzione e dell’assistenza ai tossicodipendenti. Tre sono i temi centrali: la sensibilità individuale alla sostanza che induce la dipendenza, la ricaduta in vecchi comportamenti di dipendenza e il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia di assistenza, prevenzione e monitoraggio. Nel 2001 il Programma è stato prorogato per altri tre anni.

Negli ultimi anni si è svolta un’ampia ricerca multidisciplinare sull’uso, l’effetto ed i rischi dell’XTC e di altre pillole, tra l’altro basandosi su dati ottenuti dall’analisi di pillole (si veda D2). In questo ambito l’indagine è incentrata soprattutto su possibili danni a seguito del consumo di XTC, ricerca per cui vi è un’intensa collaborazione con altri paesi.

E5 Quali sono i frutti dei cambiamenti di politica avvenuti negli anni scorsi?

  • maggiori investimenti da parte dei comuni nella riduzione dei fastidi che il consumo di droghe causa alla collettività (si veda B9);
  • una collaborazione più stretta con i paesi confinanti nella lotta contro il turismo della droga (zie B8);
  • un’intensificazione della lotta alla produzione ed al traffico di droghe sintetiche e precursori (si veda B4 e B5)
  • un investimento di maggiori risorse in servizi specializzati nell’assistenza ai tossicodipendenti (si veda D3).
  • L’integrazione tra organi giudiziari e servizi di assistenza è aumentata, tra l’altro fornendo la possibilità ai tossicodipendenti criminali di un trattamento al posto della detenzione (si veda E4, provvedimento SOV)
  • Oltre alla lotta contro il traffico di stupefacenti, anche nel settore della sanità i Paesi Bassi cooperano maggiormente a livello internazionale (ONU, UE)

E6 Quali sono gli sviluppi internazionali in merito alla politica riguardante la cannabis?

Si riscontra una tendenza internazionale per cui in un sempre crescente numero di paesi il possesso di piccole quantità di cannabis per uso personale non comporta più automaticamente conseguenze penali. Sulla stessa linea si trova la tendenza ad una bassa priorità di ricerca da parte della polizia per il possesso di cannabis.

  • In Belgio il Parlamento, sotto la responsabilità del ministro della Sanità, ha approvato nel giugno 2003 la Nota Federale sulla politica adottata in merito alle Sostanze Stupefacenti (Federale Beleidsnota Drugs) in cui tra l’altro viene data la più bassa priorità alle indagini sulle piccole quantità di cannabis per uso personale (massimo di 3 grammi). Un altro importante cambiamento riguarda la distinzione tra droghe a rischio limitato (cannabis) e droghe ad alto rischio (droghe pesanti) che troverà applicazione nella legge.
  • In Portogallo, dal 1 luglio 2001, il consumo, l’acquisto e il possesso per uso personale rappresenta soltanto una violazione di tipo amministrativo. Qualora si venga fermati e trovati in possesso di una piccola quantità di sostanze stupefacenti, le sostanze verranno requisite e la persona fermata verrà condotta – qualora non siano state constatate altre violazioni – dinanzi a una commissione per il trattamento e la riabilitazione.
  • In Lussemburgo la legge fa ora una distinzione, per quello che concerne l’uso, tra droga a rischio limitato (cannabis) e droga ad alto rischio (droghe pesanti). Il governo lussemburghese ha espresso esplicitamente il parere di non essere sostenitore di una completa impunibilità dell’uso e del possesso di cannabis. Il possesso di piccole quantità destinato all’uso personale comporta una pena da 4 mesi fino a 3 anni e/o una multa. In pratica ci si limita ad un’ammonizione.
  • Nel Regno Unito il governo ha proposto nel 2001 una serie di modifiche della politica relativa alle sostanze stupefacenti, tra cui si annovera anche una nuova classificazione della cannabis. La legislazione in materia di sostanze stupefacenti del Regno Unito distingue fra sostanze di categoria A, B, e C. Le sostanze come l’eroina e la cocaina fanno parte della categoria A, mentre la cannabis era inclusa, assieme anche agli altri barbiturici e alle anfetamine, nella categoria B. Nel frattempo, il governo britannico ha deciso di inserire la cannabis nella categoria C, nella quale rientrano anche il valium e gli steroidi anabolizzanti.

Anche al di fuori della Unione Europea, comunque, la decriminalizzazione della cannabis è oggetto di discussioni politiche:

  • Il Parlamento svizzero voterà alla fine del 2003 una proposta di legge relativa alla liberalizzazione legale del consumo della cannabis e degli atti a esso direttamente connessi (ossia del commercio su piccola scala e del possesso per uso personale).
  • In Canada è stata presentata in Parlamento alla fine di maggio del 2003 una nuova legge, mediante la quale viene depenalizzato il possesso di piccole quantità di cannabis (fino a 15 grammi) per uso personale.

ALLEGATI

ALLEGATO I.
Quanto sono nocivi l’alcool, il tabacco e la cannabis?
(fonte: Ministero della Sanità, del Benesssere e dello Sport )

Rischio di Alcool Tabacco Cannabis
Dipendenza psicologica * * * * * * *
Dipendenza fisica * * * * * * o
Danni al fegato * * o o
Danni al cuore * * * * ?
Danni allo stomaco * * o
Danni alle vie respiratorie o * * * * * *
Danni al sistema nervoso centrale * * o ?
Comportamenti pericolosi nel traffico * * * o * *
* * * grave rischio
* * rischio medio
* rischio ridotto
? non provato/ancora in discussione
o nessun danno

ALLEGATO II.
(Numero di decessi per anno tra i residenti nei Paesi Bassi per uso di alcool, tabacco, cannabis, droghe pesanti*)
(Fonte Ministero della Sanità, del Benessere e dello Sport)

X 1000 Alcool Tabacco Cannabis Droghe pesanti
35
30
25 24.000
20
15
10
5 3.500
0 0 98
(Fonti:) Nota sull’alcool 2001-2003 Monitoraggio nazionale (NDMNotiziario 2002 Nessun caso di decesso causato direttamente dall’uso di cannabis (rapporto CBS degli ultimi 10 anni Informazione scritta NDM 2002

*) I dati sulle droghe pesanti sono basati sull’ ICD-10 ( Classificazione Internazionale delle Malattie) del WHO, numero della diagnosi F11-F19 (escluso F17), X42+X41+T43.6

ALLEGATO III.
Percentuali del consumo di droghe tra la popolazione di età uguale o superiore ai 12 anni negli Stati Uniti e nei Paesi Bassi

Consumo occasionale Consumo nell’ultimo mese
USA Paesi Bassi USA Paesi Bassi
Tabacco 71,4 67,9 29,5 30,2
Alcool 81,7 91,6 48,3 75,1
Cannabis 36,9 17,0 5,4 3,0
Cocaina 12,3 3,6 0,7 0,4
XTC 3,6 2,9 0,3 0,5
Inalanti 8,1 0,5 0,2 0,1
Eroina 1,4 0,4 0,1 0,1

NB: “Consumo occasionale” significa l’assunzione della sostanza una volta nella vita, per lo più indipendentemente dalla frequenza (da una sola volta fino a considerevole). (NDM, Annuario 2002, pag.200).

Fonti: – Stati Uniti: National Household Survey on Drugs Abuse 2001, SAMHSA, Office of Applied Studies Washington DC. www.samhsa gov
– Paesi Bassi: M. Abraham, H. Kaal e P. Cohen: Licit and illicit drug use in the Netherlands, Mets & Schilt, CEDRO, 2002. www.cedro-uva.org

ALLEGATO IV:

Consumo di cannabis tra la popolazione di diversi paesi occidentali

Paese Anno Consumo occasionale (%) Consumo recente (%)
Belgio (Vallonia) 1998/1999 21 ?
Finlandia 1998 10 3
Svezia 2000 13 1
Grecia 1998 13 4
Germania (ex ccidentale) 2000 21 6
Francia 2002 26 10
Paesi Bassi 2001 21 6
Spagna 1999 20 7
Inghilterra & Galles 2000 27 9
Danimarca 2000 24 4
Svizzera 1997 19 5
Stati Uniti 2000 34 8
Canada 2000 35 11
Australia 2001 33 13

NB: i limiti d’età variano dai 12-18 anni (limite inferiore) fino a 60-70 anni (limite superiore). Dati per i Paesi Bassi: 15-64 anni. Per tale ragione i dati statistici possono variare. Fonti:

Nationale Drugsmonitor (NDM), 2002, pag.25; European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA), Annual Report 2002, www.emcdda.org; Substance Abuse & Mental Health Services Administration, Stati Uniti (SAMHSA), National Household Survey on Drug Abuse 2001, www.samhsa.gov; Australian Institute of Health and Welfare (AIHW), Statistics on Drug Use in Australia 2002, www.aihw.gov.au; Centre for Addiction and Mental Health. 2001 CAMH Monitor eReport, www.camh.net

ALLEGATO V.

Consumo di XTC in diversi paesi dell’Europa Occidentale, negli Stati Uniti, in Canada e in Australia

Paese Anno Consumo occasionale (%) Consumo recente (%)
Grecia 1998 0,3 0,1
Belgio (Fiandre) 1994 0,5 0,1
Finlandia 1998 0,5 0,2
Svezia 2000 0,0 <0,5
Francia 2002 0,9 0,3
Danimarca 2000 1,0 0,5
Irlanda 1998 n.b. 2,4
Germania (ex occidentale) 2000 1,5 0,6
Paesi Bassi 2001 3,2 1,5
Stati Uniti 2001 2,3 n.d.
Spagna 1999 2,4 0,8
Inghilterra & Galles 2000 4,6 1,6
Canada 2000 2,7 1,8
Australia 2000 6,1 2,9

NB: i limiti d’età variano dai 14-18 anni (limite inferiore) fino a 60-70 anni (limite superiore). Dati per i Paesi Bassi: 15-64 anni.

Fonti:

Nationale Grugsmonitor (NDM), 2002, pag 83; European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA); Substance Abuse & Mental Health Services Administration, Stati Uniti (SAMHSA); Australian Institute of Health and Welfare (AIHW). Centre for Addiction and Mental Health.

N.d.= non disponibili

ALLEGATO VI.

Stime nazionali di consumatori di droghe pesanti a rischio nei paesi della UE

Paese Totale per 1000 abitanti*
Paesi Bassi 2.6
Germania 3.2
Austria 3.2
Finlandia 3.6
Danimarca 4.0
Francia 4.3
Svezia (**) 4.7
Spagna 5.5
Irlanda 5.7
Regno Unito 6.7
Italia 7.8
Portogallo 9.0
Lussemburgo 9.3

Fonte: European Monitoring Centre for Drugs and Drugs Addiction (EMCDDA, 2000) Rapporto annuale 2002.

(*) Grado di incidenza più recente relativo all’ultimo anno per ogni 1.000 abitanti compresi nella fascia di età corrente tra i 15 e i 64 anni. In relazione al Belgio, alla Grecia e alla Norvegia non è disponibile alcun dato.
(**) Nel calcolo relativo alla Svezia sono incluse anche le dipendenze problematiche alla cannabis (stimate all’8% della popolazione campione).

ALLEGATO VII

Sostanze stupefacenti sequestrate nei Paesi Bassi nel periodo 1998 – 2002
Le quantità riportate sono in chilogrammi, salvo diversa indicazione.

1998 1999 2000 2001 2002
Eroina
– Peso totale
784 770 896 739 1.122
Cocaina
– Peso totale
8.998 10.361 6.472 8.389 7.968
Anfetamina
– Peso totale
– Pillole
1.450
242.409
853
45.847
293
579
20.592
481
1.028
Anfetamina
– Peso totale
– Pillole
XTC(*)
– Peso
– Pillole
310
1.163.514
*****
3.663.608
632
5.500.000
113
3.684.505
849
6.787.167
Metadone
– Peso
– Pillole

4.093
50
186.437
16
5.543

8.968
1
9.446
LSD
– Dosi
– Pillole
35.964
1.826
244
2.423
9.829
143
28.731
355
Anfetamina
– Peso totale
– Pillole
Cannabis
Hascisc
Marijuana
– Numero di coltivazioni distrutte
Marijuana olandese
– Peso totale
– Numero di piante di marijuana olandese
70.696
54.582
616
881
126.159
353.178
61.226
47.039
1.091
2.076
110.341
582.588
29.590
9.629
1.372
701
39.920
661.851
10.972
21.139
2.012
1.308
33.419
884.609
1.574
42.675 (**)
900.381

Fonti: KLPD / NRI / Corpi di polizia regionali / Polizia doganale / Corpi di polizia militare reale / Nucleo Droghe Sintetiche (USD) (KLPD/NRI (2002), “Sostanze stupefacenti sequestrate nel 2001”). I dati non sono completi in quanto non si è ancora potuto adottare una registrazione uniforme.

– significa che non vi sono sequestri (resi noti).

(*) MDMA, MDEA, MDA, PMA e pillole 2C-B.
(**) Peso totale hascisc, marijuana e marijuana olandese.

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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