La Relazione Annuale 2016 sulle Sostanze Illecite è Online sul sito del Senato

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Di seguito un estratto della Relazione Annuale 2016 delle parti riguardanti la cannabis:

 

La Relazione annuale sui dati relativi allo stato delle tossicodipendenze in Italia è il documento ufficiale governativo redatto, ai sensi dell’art. 131 del D.P.R. n. 309/90, dal Dipartimento Politiche Antidroga (di seguito denominato DPA) della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Tale Relazione, contenente i dati dell’anno 2015, è frutto di una concertazione tra i Ministeri competenti e gli Enti cui la legge assegna compiti di prevenzione e contrasto in materia di droga e rispecchia le indicazioni dell’Osservatorio Europeo per le droghe e tossicodipendenze European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA).

Nella presente Relazione 2015, si è ritenuto opportuno dedicare uno spazio alla Sessione Speciale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sul problema mondiale della droga (UNGASS), svoltasi a New York dal 19 al 21 aprile 2016 dopo ben 18 anni dalla sua ultima edizione, con l’inserimento della documentazione più significativa.

Il 2015 è stato, infatti, anche l’anno di preparazione di UNGASS, così come annunciato nella parte conclusiva della presentazione alla Relazione al Parlamento dello scorso anno. Questo appuntamento internazionale, di grande rilevanza e preziosa occasione di riflessione sul tema mondiale della droga ha richiesto, da parte di questa struttura dipartimentale, una preparazione molto accurata ed un forte impegno, sia a livello nazionale che internazionale.

La Sessione Speciale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha consentito una riflessione approfondita sulle politiche in materia di droga e nel corso della stessa è stata sottolineata la necessità di affrontare le cause profonde del problema della droga, sia sul lato dell’offerta, con interventi di sviluppo socioeconomico nelle aree di produzione, sia nelle aree di consumo, con politiche di prevenzione e trattamento.

In via generale, è stata fermamente ribadita l’utilità delle tre Convenzioni Onu sulla droga, ma è emersa chiaramente la necessità di una applicazione più efficace, in linea con il loro obiettivo ultimo: la salute e il benessere del genere umano. In questa prospettiva moltissimi interventi hanno sollecitato la improcrastinabilità di politiche più bilanciate, tramite un approccio principalmente sanitario basato sul pieno rispetto dei diritti umani e sull’evidenza scientifica, sia nelle misure di riduzione della domanda sia in quelle di riduzione dell’offerta.

La Relazione è articolata in cinque parti, a loro volta suddivise in capitoli e paragrafi.

– la Prima Parte, sull’offerta di sostanze, offre una panoramica complessiva del fenomeno e delle attività di contrasto messe in atto dalle Forze dell’Ordine;

– la Seconda Parte è relativa alla domanda di droga e approfondisce aspetti relativi al consumo e alle caratteristiche di chi ne fa uso;

– la Terza Parte descrive gli interventi sanitari e sociali e le risposte di salute pubblica, a livello nazionale e territoriale, messe in atto per il trattamento delle persone con dipendenza, per la riduzione del danno e per favorire il reinserimento sociale e lavorativo;

– la Quarta Parte è dedicata alle misure di prevenzione e alle iniziative programmate e realizzate in ambito scolastico e tra le Forze Armate.

– la Quinta parte approfondisce argomenti quali il gioco d’azzardo patologico, il tabagismo, gli incidenti stradali alcol e droga correlati e tematiche di genere nella prevenzione, trattamento e recupero (progetto DAWN (Drugs and Alcohol Women Network).

 

CONTRASTO ALLA CANNABIS

Il 2015 ha portato un marcato decremento nei sequestri di marijuana (-73,95%) e di hashish (-40,06%) sul territorio nazionale.

Per l’hashish il segno è positivo sia per le operazioni (+47,49%) che per le segnalazioni all’Autorità Giudiziaria (+44,77%); sono, invece, entrambe di segno negativo per la marijuana, rispettivamente con -40,65% e con -41,87%. Nel complesso le operazioni di polizia finalizzate al contrasto dei derivati della cannabis sono state 10.751; le denunce per hashish 7.214 (di cui 4.814 in stato di arresto), quelle per la marijuana 4.728 e quelle per la coltivazione di piante 1.418.

I sequestri, invece, hanno raggiunto la soglia di kg 67.829,49 per l’hashish e di kg 9.313,01 per la marijuana. Tra le 13.360 persone denunciate per condotte concernenti i derivati della cannabis, 808 (6,05%) sono donne e 864 (6,47%) minori.




I responsabili di nazionalità straniera sono 4.093, corrispondenti al 30,64% del totale dei denunciati per reati aventi per oggetto questo tipo di sostanze.

Le nazionalità straniere maggiormente coinvolte nel traffico dei derivati della cannabis sono quelle marocchina, tunisina, gambiana, albanese, senegalese e nigeriana.

Rispetto al tipo di reato le denunce hanno riguardato per il 96,86% il traffico/spaccio e per il 3,13% il reato più grave di associazione finalizzata al traffico.

I sequestri più significativi sono stati effettuati, per la resina di cannabis, nel porto di Cagliari (con kg 22.406) e nelle acque antistanti l’isola di Pantelleria (TP) (kg 13.606) e, per la marijuana, nel porto di Bari (kg 1.650) e nel porto di Riposto (CT) (kg 880).

I quantitativi di cannabis sequestrati sono stati rinvenuti per lo più in abitazioni (656 casi), sulla persona (404 casi), in auto (266 casi) e all’interno di corrispondenza postale (224 casi).

L’esame dei casi in cui la provenienza é stata puntualmente accertata, consente di affermare che il mercato italiano é stato rifornito prevalentemente dall’hashish proveniente dal Marocco e dalla marijuana albanese.

Cannabis sequestrata – distribuzione regionale

Le regioni nelle quali sono stati sequestrati i maggiori quantitativi di hashish sono la Sicilia con kg 30.166,65, la Sardegna con kg 22.504,38 e la Lombardia con kg 4.843,77.

Per la marijuana i sequestri più consistenti sono stati effettuati in Puglia con kg 3.519,02, in Sicilia con kg 1.370,30 e nel Lazio con kg 1.002,85. Per quanto riguarda le piante di cannabis coltivate illegalmente sul territorio nazionale l’anno 2015 ha fatto registrare un incremento del 13,42% rispetto al 2014.

Il maggior numero di sequestri è stato operato in Calabria con 45.210 piante eradicate, in Sicilia con 23.984 e in Toscana con 13.520 piante, avendo anche cura di precisare che, per le favorevoli condizioni geoclimatiche, queste regioni rappresentato luoghi particolarmente adatti a questo tipo di coltivazioni.

Rispetto al 2014 sono stati registrati aumenti consistenti di sequestri, per l’hashish, in Sardegna (+2.977,73%), in Puglia (+1.415,55%) e in Calabria (+724,10%), per la marijuana, in Liguria (+130,71%), in Piemonte (+8,23%) e, per le piante di cannabis, nelle Marche (+427,08), in Piemonte (+394,33%) e in Calabria (+248,17).

I cali più vistosi, in percentuale, per l’hashish, sono stati registrati in Basilicata (- 89,87%), in Piemonte (-72,88%), in Sicilia (-61,66%), per la marijuana, in Molise (-99,54%), in Trentino Alto Adige (-96,07%) e in Abruzzo (-94,66%) e, per le piante di cannabis, in Puglia (- 77,71), in Molise (-75,26%) e in Basilicata (-68,18%).

Il consumo problematico di cannabis

Allo scopo di rilevare il grado di problematicità correlato al consumo recente di cannabis e poterlo monitorare nel corso del tempo, nello studio ESPAD®Italia si è provveduto a inserire il test di screening CAST–Cannabis Abuse Screening Test (Legleye et al., 2007), opportunamente validato a livello nazionale (Bastiani et al., 2013).

L’ultimo studio campionario ha rilevato che per il 6% di tutti gli studenti italiani il consumo di cannabis è definibile “problematico”, prevalenza che corrisponde al 23% di coloro che hanno assunto la sostanza durante l’anno, in egual misura tra minorenni e maggiorenni, mentre risulta superiore nel genere maschile (27% contro 18% delle coetanee). È interessante sottolineare che per il 28% dei frequent users il consumo di cannabis non risulta problematico, così come il 62% dei consumatori con uso problematico non è un frequent user.




I consumatori problematici di cannabis si caratterizzano per la tendenza a utilizzare anche altre sostanze psicoattive, che vanno dal consumare regolarmente sostanze legali, quali alcol e tabacco, all’essere un frequent users di psicofarmaci non prescritti (10 o più volte nel mese), aver usato nell’anno altre sostanze psicoattive illegali o, ancora, all’aver provato almeno una volta nella vita sostanze psicoattive “sconosciute”.

Ma i consumatori problematici di cannabis sono maggiormente attratti anche dall’intraprendere altri comportamenti a rischio, come danneggiare volontariamente beni pubblici o altrui, avere rapporti sessuali non protetti o ancora avere incidenti stradali alla guida di un veicolo. La quasi totalità dei consumatori problematici ha amici che utilizzano cannabis e il 79% la fuma abitualmente quando si ritrova con gli amici, pratica che per quasi la metà di questi è quotidiana o quasi.

Quasi tutti i consumatori problematici ritengono che la cannabis sia possibile recuperarla facilmente e circa 1 su 4 per acquistarla ha speso oltre 50 euro nel corso dell’ultimo mese. Rispetto alla percezione del rischio associato al consumo di cannabis si osserva che sono coloro che la consumano, in particolare quelli che lo fanno occasionalmente, ad attribuire al consumo regolare della sostanza un elevato grado di rischio per lo stato di salute (58% e 52% dei consumatori rispettivamente occasionali e problematici contro il 46% dei non consumatori).

I consumatori problematici di cannabis, in quota superiore rispetto agli occasionali e ai non consumatori, si ritengono insoddisfatti del rapporto con i propri genitori, con gli amici e, in misura inferiore, con se stessi, mentre 1 su 4 ritiene di aver conseguito buoni risultati scolastici (contro oltre la metà dei non consumatori e il 42% di chi ha utilizzato cannabis occasionalmente). È tra i problematici che si osserva, inoltre, la quota superiore di studenti che, nel mese antecedente la rilevazione, ha fatto 7 o più giorni di assenza per mancanza di motivazione, ma anche di coloro che riferiscono di avere genitori che non sanno dove e come trascorrono il sabato sera.

PER SCARICARE LA RELAZIONE COMPLETA CLICCA QUI

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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