La storia della “doppia analisi” di Maria Salvador: ancora oscure le motivazioni

Trovi interessante questa notizia?
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Non è ancora stata chiarita da nessuno la strana vicenda delle “doppie analisi” relative al “nuovo” prodotto di J Ax, chiamato (a nostro avviso in modo ridicolo) Maria Salvador, come la nota canzone che inneggiava ad una fantomatica “Tetraidrorivoluzione”, ora applicata vendendo senza informare un prodotto che nemmeno se lo immagina il potenziale di una vera TETRAIDRORIVOLUZIONE (Il tetraidrocannabinolo è il THC, assolutamente considerato ancora vietato dalla legge nazionale).

Il fatto è che ieri alle ore 14.22 circa, come testimoniato dallo screenshot trovato sul web, scaricando le analisi del prodotto si poteva ritrovare questa analisi di prova:

Alle ore 16.00 invece, questo rapporto era sparito ed è stato sostituito da quello che anche ora trovate nel sito ufficiale di rivendita, gestito da Legal Weed:

Sembra quantomeno strano.

A volte basterebbe dire che si stava cercando il “lotto” migliore a livello di principi attivi, anche se in questo caso, come vediamo dalle date delle analisi, risulta 26,1 % di CBD nelle analisi svolte per prime, mentre in quelle successive risulta 16,65%.

Aggiungiamo che comunque a noi sembrano (ripeto: sembrano) essere dei valori eccessivi, probabilmente dati dalla somma tra CBD e CBDA senza applicare la formula di trasformazione che ricordiamo essere standardizzata come CBD TOTALE = CBD + (CBDA x 0,87).

Ugualmente le analisi sembrano quantomeno abbozzate: ci si dovrebbe aspettare più accuratezza.

Ci auguriamo che questa situazione, almeno questa, possa trovare dei chiarimenti.

Parimenti ci auguriamo che J Ax, autore di questa iniziativa e di un video quantomeno discutibile dove spiega ambiguamente benefici e situazione sociale attuale, senza per esempio ricordare la possibilità di analisi delle urine, o del sequestro, o del prodotto che viene probabilmente coltivato all’estero (valori difficili da ottenere con un prodotto coltivato in Italia utilizzando le obbligatorie sementi certificate iscritte nel registro UE), possa interfacciarsi per esporre realmente quale siano le implicazioni reali di questo “nuovo mercato” e del “palloncino commerciale” (si sgonfierà su se stesso) che si sta creando.

In questo “folle” mercato nascente, purtroppo, i geni italiani si manifestano.. è da 5 anni che facciamo attivismo ed è da altrettanto tempo che conosciamo e vediamo gli “attori” di questo “””fantastico””” mondo della Canapa.
Purtroppo dobbiamo esternare la nostra delusione e anche un pò di scoraggiamento nel vedere queste cose! Come vedere chi un tempo difendeva certi discorsi (condotte, diritti) ora PERDERSI TOTALMENTE in Business scordandosi, POI, le libertà personali e DIMENTICANDOSI di parlare ANCHE di altro. E’ così che questo mercato, POTENZIALMENTE POSITIVO, diviene uno strumento mirato solo al profitto senza nessun tipo di informazione nè tanto meno di onestà commerciale e trasparenza (e quindi consapevolezza necessaria per la “svolta”)
Per tutti quelli che pensano sia un passo avanti ci troviamo, PURTROPPO, costretti ad informare che “questo passo avanti” POTEVA esserlo se i protagonisti di questo mercato fossero stati meno avidi e, magari, che ne so, sentirsi parte IN PRIMIS di una società che HA BISOGNO di vedersi riconosciuto il diritto di autoprodurre senza più essere perseguitati dalla legge, ingiustamente, visto e considerato che non facciamo male a nessuno se mettiamo un semino sotto terra.

 

Alleghiamo il nostro video di Approfondimento sul tema:

 

Stefano Auditore Armanasco

Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio (MI), il 12/02/1986.

Mail: direzione@freeweed.it

(Visited 1.290 times, 1 visits today)
Facebooktwittergoogle_pluslinkedinrssyoutube

Commenti

LEAVE A COMMENT