L’Abruzzo e la Legge sulla Cannabis come terapia ancora non applicata

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Riportiamo una importante analisi dal sito web giornalistico Abruzzo Indipendent riguardante l’applicazione della legge regionale che dovrebbe favorire l’accesso alla cannabis come terapia in Abruzzo.

L’articolo, sviluppato interamente dalla redazione di Abruzzo Indipendent, porta alla luce degli aspetti molto interessanti sulla legislazione.

Ecco di seguito il comunicato:

 

L’ABRUZZO E LA LEGGE SULLA CANNABIS TERAPEUTICA CONTRO LE MALATTIE RARE NON APPLICATA

Sclerosi multipla, tumori, asma, anoressia, epilessia, disturbi neurodegenerativi possono essere curati con ricette mediche dei farmaci galenici a base di cannabinoidi. A che punto siamo?

L’ABRUZZO E LA LEGGE SULL’USO DELLA CANNABIS TERAPEUTICA PER COMBATTERE LE MALATTIE RARE NON APPLICATA. Lo ricordiamo per onor di cronaca ed amore della verità. Il Governo di Matteo Renzi, appena insediatosi, non ha impugnato la legge regionale numero 4 del 4 gennaio 2014 “Modalità di erogazione dei farmaci e dei preparati galenici magistrali a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche” della Regione Abruzzo ma che di fatto, però, resta ancora inapplicata.

In base alla legge approvata, in pratica, si rivela un orientamento all’uso di cannabis per curare terapie e malattie rare, quali; la sclerosi multipla, i tumori, l’asma, l’anoressia, l’epilessia, disturbi neurodegenerativi e tante altre patologie per le quali, purtroppo, è difficile trovare una cura efficace. In base al piano terapeutico, redatto da un medico specialista, i cannabinoidi potranno essere prescritti anche dai medici di base e, dunque, essere utilizzati per affrontare percorsi di guarigione attraverso l’uso di farmaci naturali. cura può avvenire sia “in ambito ospedaliero o in strutture ad esso assimilabile” che “in ambito domiciliare”. In entrambi i casi è prevista l’erogazione gratuita dei farmaci acquistati che per le leggi vigenti devono per forza essere importati dall’estero. I medicinali cannabinoidi, si legge nel testo, “sono acquistati dalla farmacia ospedaliera o dell’Azienda sanitaria di appartenenza dell’assistito e posti a carico del SSR qualora l’inizio del trattamento avvenga nelle strutture ospedaliere o in quelle alle stesse assimilabili, anche nel caso del prolungamento della cura dopo la dimissione”.

Il paziente, inoltre, “può proseguire il trattamento in ambito domiciliare, su prescrizione del medico di medicina generale, con oneri a carico del SSR, sulla base del piano terapeutico redatto dal medico specialista che ha in cura il paziente. Il rinnovo della prescrizione e’ in ogni caso subordinato ad una valutazione positiva di efficacia e sicurezza da parte del medico prescrittore, valutata la variabilita’ individuale della risposta al trattamento”.

Ma di fatto a che punto siamo? In Abruzzo l’iniziativa legislativa dell’ex consigliere regionale Maurizio Acerbo è rimasta inapplicata in molti punti. Per esempio: il costo delle cure a base di cannabinoidi, che sono piuttosto costose (Bedrolite da 50,75 Gr costa circa 125 euro), resta a carico dei pazienti diversamente da quanto prevede la legge. Allora ci rivolgiamo all’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci ed al Commissario ad Acta Luciano D’Alfonso affinchè intervengano per colmare queste carenze magari predisponendo un regolamento che meglio specifichi i dettami della “Modalità di erogazione dei farmaci e dei preparati galenici magistrali a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche” agli operatori sanitari: medici di base, ospedalieri e asl.

 

Articolo di Redazione ABRUZZO INDIPENDENT

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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