Legalizzazione e legalità

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Articolo di Giuseppe Gallenti:

Legalizzare vuol dire controllo e autocontrollo,non licenza di irresponsabilità.
Da ciò,i singoli individui e la società nel suo insieme avrebbero molto da guadagnare.
In primo luogo,gli interessi della criminalità organizzata subirebbero un colpo durissimo. Nessuno può pensare che le varie mafie della droga scomparirebbero come neve al sole,o che non farebbero di tutto,anche ai più alti livelli politici ,per contrastare un simile attacco. Tuttavia,se portato avanti con coerenza,con il sostegno di sufficienti forze sociali,informando,il progetto antiproibizionista seccherebbe alle fonti il grande fiume del denaro della droga.
Il danno per le organizzazioni criminali sarebbe immenso e difficile da rimediare:non esiste alcun altro mercato illegale con una simile capacità di generare profitto.
E inoltre tutte le forze attualmente dedicate a quella tragica farsa che viene chiamata “controllo” del mercato delle droghe;tragica soprattutto perchè tanta gente ci lascia la pelle e quindi ci si potrebbe concentrare sulle altre aree di possibile intervento criminale alleggerendo le carceri e i tribunali di molto lavoro inutile inquisendo persone per reati di poco conto visto il costo esiguo di molte di queste cosidette droghe. In secondo luogo,la salute dei consumatori delle droghe legalizzate ne guadagnerebbe immediatamente invece di assistere all’assurdo teatrino dei centri tipo Sert o simili. Non ci sarebbe più il rischio di sostanze infette,sintetizzate o “tagliate” male,ma esse sarebbero esattamente quelle attese,in dose certa,e di qualita farmaceutica accertata.
Praticamente scomparirebbe il rischio di overdose.
In questo nuovo clima,i governi avrebbero modo di dimostrare maggior coerenza e logica,e le loro azioni sarebbero molto meno discutibili e criticabili.
Abbiamo visto che la sanzione penale del consumo di “droghe”è oggi contrabbandata come difesa della salute e difesa dell’individuo e della società da fattori dannosi.
In realtà,mentre alcune sostanze vengono condannate,quelle in cui gli stati culturalmente,politicamente ed economicamente egemoni hanno interessi(alcool e tabacco)vengono promosse e vendute in tutto il mondo.
Per ironia della storia,queste sono proprio le sostanze più dannose e pericolose e quelle che causano i danni più gravi,e queste contraddizioni rendono poco credibili,quindi poco efficaci gli sforzi di informazione e di prevenzione dei danni derivanti dall’uso delle sostanze oggi lecite.
Con la legalizzazione,tutto ciò sarebbe superato.
Ma c’è un altro punto importante,la “guerra alla droga” trasmette alle società,e in particolare ai giovani,messaggi fortemente negativi. Viene trascurato e ignorato il sacrosanto principio che l’assunzione di responsabilità è condizione necessaria della libertà,ovvero che si può essere liberi solo se si accetta di essere responsabili. Si svaluta e si ridicolizza il valore etico universale della Legge con l’imposizione di norme di comportamento discutibili e non condivise e che molti quindi ritengono,e non del tutto a torto,di poter legittimamente violare.
Si diffondono informazioni parziali,quando non false e tendenziose,che sminuiscono l’autorità e il prestigio delle istituzioni.
Si induce ad accettare acriticamente una esagerata limitazione delle libertà individuali e una grave intrusione del potere pubblico nella Privacy del cittadino,con il risultato che,da molti,lo Stato e il governo verranno visti solo come fastidiosi nemici da fregare appena si può. Si incoraggia all’intolleranza verso le scelte diverse e i gruppi marginali. Si creano norme di fatto inique e applicate in modo molto selettivo,quando non apertamente razzista.
Tutto ciò è inaccettabile.Il prezzo che si è pagato e che si stà pagando è veramente troppo alto,in termini di salute,dirittti,di ordine democratico e di spazi lasciati alle organizzazioni criminali. Non si può continuare oltre su questa strada,se non con rischi mortali per quella democrazia che,credo,tutti vogliamo difendere e,semmai,espandere e perfezionare.
Non c’è che un alternativa. Ricondurre tutte le droghe sotto il diretto controllo dello Stato e del governo,e chiedere ai cittadini.come si fà in altri campi,uno sforzo di serietà e responsabilità. Legalizzarle. Riportarle allo status di quando,fra i tanti che le usavano,esse non erano un problema se non per pochi:affinchè appunto possano tornare a essere un problema per pochi,e per pochi che potremo e sapremmo aiutare meglio,con le conoscenze e i mezzi di oggi,ben più e meglio di ieri per aiutare e assistere. Certo,la legalizzazione delle droghe non sarà una panacea,nè un miracolo. Ma se correttamente impostata,prudente ,e capace,con informazione e coraggio di prendere la realtà così com’è si potrebbe sostanzialmente risolvere un problema sociale sia per le persone e sia per la criminalità connessa alla vendita illegale. Le risorse finanziarie e umane liberate dalla fine della disastrosa e futile “guerra alla droga” potrebbero servire ad affrontare seriamente i veri problemi del nostro tempo,primi fra tutti,povertà,malattia,razzismo,emarginazione,degrado culturale,devastazione ambientale. In una parola,il vero cancro del mondo in cui viviamo. E’ veramente ora ,individualmente e collettivamente,ci svegliamo.

SE NON NOI,CHI? SE NON ORA,QUANDO?

di Giuseppe Gallenti

Fonte: dall’OPPIO all’EROINA (un maledetto imbroglio) di Claudio Cappuccino.
Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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Commenti

One Response so far.

  1. Gallenti Giuseppe ha detto:
    Ringrazio tutti voi di FreeWeed per aver pubblicato questo articolo.
    Doveroso per informare consapevolmente le persone.
     

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