Un’argomentazione inusuale per la Legalizzazione della Cannabis

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scritto da Sebastián Marincolo

Oramai sono state prodotte varie argomentazioni valide contro il proibizionismo della marijuana – non intendo ripeterle qui. Ho già scritto una pubblicazione molto più approfondita sulle conseguenze fatali del divieto d’uso della marijuana, che potete trovare qui. In questo articolo intendo presentare una linea di pensiero che costituisce un’altra ragione per la legalizzazione della marijuana.

L’esperienza di milioni di utilizzatori di marijuana

Secondo la WHO (World Health Organization), oggi circa 150 milioni di persone in tutto il mondo utilizzano la cannabis per i suoi effetti psicoattivi. Dubito che questa stima sia corretta – il numero reale è probabilmente molto più alto – ma consideriamo quanto dichiarato, per il momento. Alcuni di questi utilizzatori saggiano diverse varietà di cannabis per le loro proprietà di alterazione della coscienza, mentre altri scelgono varietà adatte a scopi medicinali. La stragrande maggioranza delle persone che fa uso di cannabis deve acquistarla illegalmente a causa delle leggi che ne vietano l’uso, vigenti in molti stati. Gran parte della cannabis venduta sul mercato nero viene prodotta in cattive condizioni, cresciuta al solo scopo di dare profitto economico, e viene venduta al consumatore senza alcun tipo di controllo di qualità.

I consumatori spesso non sanno esattamente che tipo di cannabis usano – una Indica o una Sativa, che tipo di ibrido sia, né conoscono il nome della varietà. Inoltre non sanno come sia stata prodotta e conservata la marijuana che acquistano, se i coltivatori hanno usato fertilizzanti biologici o chimici, se hanno usato o meno dei pesticidi. Un mercato illegale generalmente non permette trasparenza.

Questo significa anche che vi sono milioni di utilizzatori di cannabis in tutto il mondo che hanno milioni di storie e aneddoti da raccontare sugli effetti della marijuana – anche se la maggior parte di questi utilizzatori non è in grado di fornire dettagli precisi sulle piante consumate o le condizioni nelle quali tali piante sono state prodotte.  Non solo queste informazioni sono virtualmente impossibili da trovare in un mercato illegale, ma il proibizionismo si basa su una campagna di disinformazione che ha contribuito anche a creare una zona tabù intorno all’uso della marijuana. Il proibizionismo inibisce l’accesso all’informazione indipendente attraverso il flusso dei media, sulla biologia della cannabis, sulle varietà, la genetica e la crescita. Inoltre, molti utilizzatori vengono attivamente disinformati da venditori criminali che traggono vantaggio dalla proibizione e dalla carenza di informazione da parte dei consumatori, e vendono marijuana di bassa qualità, prodotta in modo economico – a volte sofisticata con sostanze pericolose – spacciandola per marijuana di varietà superiore.

L’importanza dell’evidenza aneddotica

Come sostiene l’esperto di marijuana Lester Grinspoon, professore emerito all’università di Harvard, l’evidenza aneddotica rappresenta una fonte importante per gran parte della nostra conoscenza circa gli effetti delle medicine sintetiche e dei derivati naturali. Egli ha ricordato, a ragione, anche che:

“Oggigiorno, il consiglio di usare marijuana per trattare determinati sintomi, dietro prescrizione medica o meno, si basa quasi interamente sulla dimostrazione aneddotica.”

Lester Grinspoon stesso, con i suoi siti Web sulla marijuana medicinale e sull’incremento dell’uso di marijuana, ha contribuito a raccogliere gran parte delle evidenze aneddotiche di rilievo sulle quali scienziati e pazienti oggi possono basarsi.  Un altro sito Web nel quale agli utenti viene chiesto di raccontare le proprie esperienze con la marijuana (ed altre sostanze psicoattive) è erowid.org.

Questo sito mette a disposizione migliaia di pagine di informazioni sulle sostanze psicoattive, chiedendo specificatamente agli utenti di comunicare il tipo ed il dosaggio di droga che assumono ed un resoconto degli effetti osservati. Naturalmente, come Grinspoon ci ricorda, l’evidenza aneddotica deve essere esaminata con cura e valutata criticamente. Tuttavia, essa apre, ed ha sempre aperto, la strada ai ricercatori interessati negli effetti di tutti i tipi di sostanze sulla mente ed il corpo umani.

Decine di cannabinoidi, centinaia di varietà di marijuana

La cannabis viene utilizzata per scopo medicinale da migliaia di anni – per la cura di dolori cronici, nausea, insonnia, dolore neurogenico, asma, glaucoma, epilessia, eccetera – l’elenco sembra essere interminabile. Oggi abbiamo scoperto che l’effetto della marijuana deve essere inteso come una interazione fra vari cannabinoidi ed il sistema degli endocannabinoidi presente nel nostro organismo. I ricercatori hanno scoperto che non solo l’ingrediente più attivo, il THC (Delta 9-Tetraidrocannabinolo), ma anche il CBN (Cannabinolo) ed il CBD (Cannabidiolo) giocano un ruolo importante nella produzione o nella modulazione degli effetti psicoattivi della marijuana. Inoltre, questi cannabinoidi sembrano possedere interessanti proprietà medicinali. Altri cannabinoidi che possono influire sull’effetto “high” sono il THCV (Tetraidrocannabivarina) ed il CBC (Cannabicromene). Gli scienziati stanno cominciando a capire solo ora come questi cannabinoidi influiscano sulla nostra mente ed il nostro corpo, ed ancora sanno molto poco sugli altri cannabinoidi – che sono più di 50 – contenuti nella pianta della cannabis.

Oggigiorno, al mondo vi sono milioni di utilizzatori di marijuana, che consumano centinaia di varietà diverse di cannabis, derivanti da varie banche di semi e da coltivatori diversi. Queste persone non usano semplicemente la marijuana per rilassarsi o indurre un qualche stato euforico, come spesso ritengono coloro che non fanno uso della marijuana.  Essi valutano i diversi effetti della marijuana e molte di loro la assumono in modo cosciente e deliberato al fine di alterare la propria mente per attività particolari. Alcuni vogliono aumentare il proprio livello di concentrazione sul lavoro, altri la utilizzano per ricordare il passato remoto; per produrre o ascoltare musica; per visualizzare nuovi schemi o sviluppare nuove idee; per entrare emotivamente in contatto con se stessi o con gli altri; o per fare l’amore con il proprio partner.

Alcuni utilizzatori di cannabis hanno il privilegio di conoscere i ceppi che stanno usando. Essi comprendono che una varietà di Indica può alleviare bene un dolore muscolare dopo un’attività sportiva, mentre una varietà di Sativa ha un minore effetto sul corpo (“stone” corporale) ma genera un “high” cerebrale più consistente. Alcuni sanno anche che tipo di varietà preferiscono per un’attività specifica o un determinato stato d’animo. Gli affezionati più esperti che sono in contatto con i coltivatori o si interessano di biologia della cannabis, sanno anche che un “high” causato da una pianta il cui raccolto è stato effettuato troppo tardi (quando la maggior parte dei pistilli della pianta è diventata color ambra) li rende più sonnolenti e disorientati, causando un effetto diverso da quello dato dalla stessa pianta il cui raccolto è stato effettuato prima, al momento ottimale del suo ciclo di crescita.

 

Un nuovo database esperienziale per la ricerca scientifica

Diversi utilizzatori di marijuana diventano degli affezionati quando iniziano a capire che la marijuana riserva un grande potenziale per loro, un potenziale che può essere sfruttato al meglio se sanno quale varietà scegliere nelle diverse circostanze. Essi dimostrano interesse nell’apprendere come le diverse varietà di marijuana e le variazioni delle condizioni di crescita possono incrementare le esperienze che apprezzano tanto. In un mercato legale gli utilizzatori sarebbero meglio informati sul tipo di marijuana che consumano.  Controlli standardizzati dei prodotti garantirebbero una qualità costante ed una purezza consistente delle varietà in vendita.

Sono certo che centinaia di utilizzatori di marijuana, compreso gli utilizzatori a scopo terapico, sarebbero felici di contribuire condividendo le proprie esperienze su un sito Web scientificamente strutturato, attraverso il quale sia possibile richiedere informazioni specifiche sugli effetti di varietà differenti.

Sappiamo che la fine del proibizionismo permetterebbe ai governi di generare e manovrare grandi quantità di denaro. Il progetto per lo sviluppo di un sito Web scientifico che permetta di raccoglie un feedback delle esperienze non richiederebbe finanziamenti ingenti. Un simile sito Web sarebbe estremamente efficace quale risorsa per lo studio delle proprietà della cannabis di alterare la coscienza, nonché delle implicazioni mediche in ogni forma di terapia. Migliaia di testimonianze aneddotiche dettagliate di utilizzatori attendibili sarebbero incredibilmente utili ai fini della ricerca scientifica in quanto permetterebbero di comprendere quali combinazioni di cannabinoidi presenti nella marijuana siano responsabili degli effetti sulla mente e sul corpo.  La legalizzazione della marijuana ci permetterebbe di raccogliere molte più esperienze aneddotiche basate su una maggiore informazione. Inoltre, la legalizzazione ci permetterebbe anche di chiedere informazioni personali agli utilizzatori, al fine di classificare meglio le loro storie ed esperienze personali. Questo progetto permetterebbe di incrementare in maniera esponenziale la conoscenza e lo studio dei cannabinoidi, delle loro applicazioni mediche e delle loro potenzialità terapeutiche, nonché dei loro rischi. Date le molte applicazioni mediche della marijuana ed i molti altri usi oggi conosciuti, questo progetto di ricerca wiki sulla marijuana potrebbe aiutare milioni, se non centinaia di milioni di persone in tutto il mondo.

 

Fonte: http://sensiseeds.com/it/blog/unargomentazione-inusuale-per-la-legalizzazione-della-marijuana/
Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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