Le parole di un Malato di Cancro: “La Cannabis mi ha aiutato tanto”

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In questi giorni siamo venuti in contatto con un ragazzo di 25 anni, Emanuele F., di professione cuoco, conosciuto sui social network, ed insieme abbiamo deciso di diffondere queste sue parole che ci ha rilasciato, perchè rimangano come informazione e vengano diffuse per aumentare la coscienza della società in cui viviamo.

Emanuele è un ragazzo di 25 anni, ed ha il cancro da quando ne aveva 20.

Premettiamo che Emanuele usava cannabinoidi da quando aveva 14 anni, prima a scopo puramente ricreativo, ma da quando ha scoperto di avere il cancro ha iniziato ad utilizzarli anche a scopo medico, il tutto, purtroppo, all’oscuro del suo medico curante.

Di seguito il breve racconto di Emanuele sulla sua esperienza personale:

“Ciao, mi chiamo Emanuele, ho 25 anni, ed il cancro da quando ne avevo 20.  Mi son ritrovato ad avere un tumore al testicolo sinistro, più precisamente un teratoma 30%, cariocarcinoma al 60% e tumore del sacco vitellino al 10%. Erano presenti metastasi al cuore, cervello e polmoni, ma grazie all’assunzione di Cannabis non avevo nessun sintomo, mentre i dottori dicevano che avrei dovuto avere dei dolori allucinanti in tutte le zone in cui il tumore stava agendo, visto che era in stato molto avanzato. Prognosi di 3 mesi di vita.

Mi operarono, ed iniziai la chemioterapia il giorno dopo l’operazione.

Come sapete in ospedale non lasciano il permesso di fumare, ancor meno cannabis; iniziarono i dolori descritti dai medici.

Esattamente due mesi dopo l’operazione uscii dall’ospedale e re-iniziai l’assunzione di cannabinoidi tramite spinelli di cannabis; bastarono pochi giorni ed i dolori iniziarono ad affievolirsi.

Feci un anno intero di chemioterapia, fino ad arrivare alla stamin-aferesi; a quel punto mi mandarono all’ospedale San Matteo di Pavia, un polo oncologico di rilevanza Europea.

Li veramente vidi il peggio, gente dolorante, quasi cadavere; non mangiavano, non si muovevano, con alcuni si parlava e dalle loro parole la speranza era la morte.
Io, invece, continuando ad assumere Cannabis (a quel punto anche in ospedale, essendo uno spazio in cui ero un pò più libero di andare dove volevo) non sentivo più nessun dolore, nessun sintomo negativo, nulla di tutto quello sopra descritto; mangiavo, non avevo dolori e soprattutto la mia mente era libera da brutti pensieri.

Ancora adesso ne faccio uso, in quanto la chemioterapia ha lasciato dei segni nel mio corpo, ha mandato in necrosi le teste dei femori e non vi dico che tipo di dolori che ogni tanto mi colpiscono improvvisamente ma, sempre fumando Cannabis, sono molto più sopportabili e questo mi permette di continuare a lavorare come se nulla fosse, anche in un mestiere impegnativo come il mio (sono un cuoco).

Vi ricordo che il mio medico è all’oscuro di tutto, infatti non si è ancora riuscito a spiegare ancora come ho passato quell’anno infernale con 3 livelli di chemioterapia, più 2 livelli di cura sperimentale a Pavia, senza batter ciglio. Mi ha anche spiegato che altri ragazzi, in situazioni meno gravi della mia, hanno fatto tutto questo procedimento in 3\4 anni. mentre io tutto in uno.

Hanno dovuto “bombardarmi” per salvarmi la vita, ma la Cannabis mi ha aiutato davvero nei momenti critici, e mi aiuta tuttora.

Questi sono gli effetti che ha avuto su di me la cannabis, spero possano servire queste parole, soprattutto per dare coscienza ai medici ed al sistema che ancora penalizza la cannabis e l’automedicazione attraverso una sostanza naturale e autoproducibile tranquillamente.”

 

Materiale Protetto da Copyright°

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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