Mamme sensibilizzano sull’uso responsabile di Marijuana

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L’iniziativa internazionale Moms for Marijuana riunisce un numero considerevole di persone di tutto il mondo per difendere una causa: sensibilizzare la società sulle finalità mediche della cannabis e sul suo uso responsabile. Il movimento, nato nel 2006 negli Stati Uniti, sostiene che l’educazione è il principale strumento per promuovere un cambio ideologico che permetta alle generazioni future di godere dei benefici di questa pianta, limitati dalle attuali proibizioni.

Nei suoi 10 anni di attività, l’iniziativa internazionale Moms for Marijuana (Madri per la Marijuana, in italiano) ha riunito un gran numero di genitori di tutto il mondo, così come singoli individui (non è necessario avere figli), che sostengono l’educazione e la sensibilizzazione sull’uso responsabile della cannabis e il bisogno di approfittare dei benefici medicinali della pianta.

Difendono, inoltre, la legalizzazione della marijuana come misura per rendere possibile quest’ultimo punto. Secondo i suoi responsabili, il cambio beneficerà le generazioni future, permettendogli di godere di tutte le qualità della cannabis limitate dall’attuale proibizione a livello mondiale.

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Secondo i membri del movimento, proseguire la lotta contro il consumo di cannabis è una dimostrazione dell’ignoranza che si ripercuoterà sui posteri. Le loro attività hanno come obiettivo la sensibilizzazione sul tema, oltre a incoraggiare l’educazione per il cambio ideologico e promuovere il dialogo su ogni aspetto della marijuana, sottolineando la sua storia e le basi che sostengono la sua inadeguata proibizione.

Da quando la sua fondatrice, Serra Frank, ha creato il movimento nel 2006, Moms for Marijuana è cresciuto fino a convertirsi in un progetto internazionale per lottare contro la stigmatizzazione che colpisce la cannabis e i suoi consumatori. Gli oltre 560.000 fan nella sua pagina Facebook e i quasi 27.000 follower nel suo profilo di Twitter, sono la prova del suo successo. Nel 2012 nasce un progetto parallelo: Dads for Marijuana, che ha quasi raggiunto i 50.000 seguaci su Facebook.

Serra Frank condivide da due anni il ruolo di responsabile dell’iniziativa con Cheryl Shuman e sua figlia, Aimee Shuman, rispettivamente direttore e vicedirettore esecutivo. Cheryl ha lavorato sin da bambina per la televisione statunitense e durante l’adolescenza è apparsa in diversi film e programmi.

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“Di recente abbiamo compiuto un decennio come il primo, più grande, vecchio e rispettato gruppo di donne attiviste nel mondo”, ci spiega Shuman. E prosegue: “Moms for Marijuana ha attualmente più di 130 sedi in tutto il mondo”, in paesi come Messico, Porto Rico e Spagna.

Il forte impegno di questa statunitense di 54 anni nei confronti dell’uso della cannabis terapeuticainiziò a causa della sua esperienza personale. Nel 2006 le diagnosticarono un cancro che cercò di combattere senza risultati con trattamenti di medicina alternativa. Allora, cambiò strategia e iniziò a utilizzare la pianta sotto forma di succo e olio. La pianta contribuì a migliorare il suo stato di salute e decise quindi di fondare il Club della Cannabis di Beverly Hills, il suo primo passo come attivista per l’uso responsabile della marijuana, che finirà per convincere le sue proprie vicine.

Il suo obiettivo? “Far sì che il consumo di marijuana entri nella normalità, come bere vino durante i pasti”, preparando dimostrazioni dei prodotti e dei servizi disponibili presso le marche di lusso più prestigiose, organizzando degli aperitivi per discutere di viaggi, politica, i problemi dei bambini, la moda, il mondo dei vaporizzatori e tutto ciò che è relazionato con il settore della cannabis. Shuman crede che siano le donne la chiave per la legalizzazione: “Siamo responsabili delle decisioni famigliari; dopo tutto, le donne comprano l’85% dei prodotti di consumo e per la casa”.

Con il tempo e con il suo talento con il pubblico ereditato dal passato davanti alle telecamere, Shuman si è convertita in uno dei volti più conosciuti del movimento per la riforma dell’uso della cannabis terapeutica e ha partecipato in programmi della BBC, della CNN, della Fox, e di altri canali, difendendo la sua causa. Difatti, è stata battezzata dal New York Times The CannabisQueen of Beverly Hills.

“I nostri obiettivi principali sono l’educazione e la responsabilità, che promuoviamo utilizzando piattaforme come i social network e i mezzi di comunicazione e organizzando riunioni e gruppi di sostegno”, segnala quest’instancabile attivista.

mamme4Secondo Shuman, le madri con bambini che soffrono malattie come l’epilessia “hanno bisogno d’aiuto e sostegno affinché i loro figli possano ricevere trattamenti a base di cannabis”. I membri del movimento, così come le madri, vogliono fare tutto il possibile per aiutare a sensibilizzare la società sull’importanza di questo tipo di terapie.

“Difendiamo l’uso etico della cannabis, non implicherebbe un aumento del consumo”, suggerisce Shuman. Il segreto sta nell’educare i minori dall’infanzia, sia a casa che a scuola. “Genitori e professori devono essere informati sui benefici della pianta così potranno condividere queste informazioni con la famiglia e con i colleghi di lavoro”, assicura la statunitense.

Rispetto alla posizione dei governi e alle istituzioni sovranazionali, Shuman crede che, quando si renderanno conto degli aspetti positivi della cannabis e dei benefici che possono ottenere dalle imposte e dalla regolamentazione del consumo, “saranno consapevoli che non contribuisce solo al trattamento di malattie ma anche all’economia”.

Gli sforzi di questa alleanza di madri combattive già stanno dando i loro frutti e, secondo Shuman, il loro impegno nel cambiare la concezione sulla marijuana “ha cambiato il mondo”. Grazie alla loro attività in oltre un centinaio di paesi in ogni parte del mondo, “stiamo vincendo la guerra tra l’opinione pubblica per sostenere la legalizzazione della cannabis e terminare con il proibizionismo”, afferma la responsabile del movimento. Le madri di tutto il mondo si sono unite per cambiare le cose. Chi oserà fermarle?

Fonte: DINAFEM SEEDS

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