Progetto FreeWeed - Legalizzazione Cannabis

Medical Cannabis, il conflitto di interessi falsa la Scienza

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Articolo del Dr. Simone Fagherazzi, fonte DikeSalute

Dal momento che gli Stati Uniti continuano ad andare verso una Regolamentazione Liberale della Cannabis coloro che vogliono opporsi al cosiddetto uso ricreazione della sostanza,  citano una parte della letteratura scientifica a supporto delle loro idee al fine di chiedere ai politici di limitare l’accesso a questa sostanza vista la sua pericolosità.

le argomentazioni maggiori sono quelle che riportano come l’uso di Cannabis sia troppo pericoloso, comporti dei rischi e non sia ancora del tutto testato.

Le modalità di reperire fondi per la ricerca sono state ultimamente messe estremamente in discussione tanto che è divenuto obbligatoria la dichiarazione di un eventuale conflitto di interessi. E’ possibile che questo conflitto di interessi si stia manifestando anche nel dibattito attorno alla Cannabis?

VICE è riuscita a dimostrare che molti degli autori di pubblicazioni scientifiche anti-Cannabis e quindi contrari alla sua legalizzazione, sono nel libro paga di alcune delle maggiori case farmaceutiche, sponsor di prodotti che potrebbero essere facilmente rimpiazzati dall’utilizzo di Cannabis Terapeutica. Quando questi autori vengono citati, soprattutto nei media, spesso ci si dimentica di dichiarare questo loro macroscopico conflitto di interessi.

Dr. Herbert Kleber of Columbia Universityherb-2Ha credenziali accademiche impeccabili. è autore di pubblicazioni proibizioniste ed è spesso
citato da una certa parte della stampa. il professore è prodigo di consigli che mettono in guardia dall’utilizzo della Cannabis. i suoi argomenti principali sono:

  • ampia possibilità di creare dipendenza.
  • problemi di Salute pubblica
quando il professore viene citato nelle interviste della CBS NewsNPR o CNBC, ciò che si scorda sempre di dire è che l’autore è stato un dipendente stipendiato di alcune delle maggiori case farmaceutiche come la Purdue Pharma che produce l’oxicontin (analgesico oppioide)  Reckitt Benckiser che produce il Nurofen (antinfiammatorio non steroideo), e Alchermes produttrice di Zohydro (un potente oppioide).
Kleber, che non ha risposto alla richiesta di commenti da parte del giornale, mantiene un importante influenza nel dibattito sulla Cannabis. i suoi lavori, infatti, sono stati citati dalla polizia newYorkese contraria alla legalizzazione e sono stati pubblicizzati dall’Associazione di Psichiatria Americana che avverte ed ammonisce circa l’uso della Cannabis come farmaco.

La relazione monetaria a lungo termine tra il Professore e le grandi firme farmaceutiche potrebbe essere visto come un conflitto di interessi? Altri studi hanno rinvenuto come la Cannabis possa essere usata come antidolorifico in sostituzione dei farmaci maggiormente prescritti.

L’industria degli oppiacei è un business multimiliardario che sta affrontando molte critiche. Sono infatti 16.000 le morti che gli esperti dicono essere imputabili a questi farmaci ogni anno. più dell’eroina e cocaina messe insieme. i ricercatori hanno visto come la Cannabis sia una valida alternativa a tale tipo di prodotti non essendo gravata da nessun rischio di sovradosaggio.

Dr. A. Eden Evins, Professore Associato di Psichiatria ad Harvard

maxresdefaultAnche questo autorice rappresenta un punto di riferimento proibizionista essendo da sempre fortemente critica alla legalizzazione della Cannabis. E’ nel board di un’associazione “anti-Cannabis” (progetto SAM) ed è spesso citata dai media più importanti come voce critica dell’onda di riforme Cannabis-Correlate. “quando le persone possono andare in una clinica o un un caffè e comprare Cannabis si crea la percezione che sia una sostanza sicura” ha detto al times l’anno scorso (citazione) (posizione identica a quella espressa da molti autori italiani chiamati a relazionare nelle ultime audizioni in commissione giustizia).

Da far notare coe la Evins sia autrice di un “commentare” un tipo di articolo scientifico, sul prestigioso Journal of Clinica Psychiatry. questa pubblicazione ha rilevato, data l’obbligatorietà di dichiarazione di conflitti d’interesse, che fino a Novembre 2012 l’autrice era una dipendente della Pfizer e DLA Piper e di come avesse ric  evuto fondi di ricerca da Envivo, GlaxoSmithKline, e Pfizer stessa. Quest’ultima azienda ha fatto un importante investimento di 7.3 miliardi di dollari nel mercato dei farmaci antidolorifici. Nel 2011 ha acquisito la King Pharmaceuticals, brand di moltissimi farmaci oppioidi. Attualmente, l’autrice sta ancora lavorando affinché il Remoxy entri sul mercato per competere con l’OxyContin.

Dr. Mark L. Kraus, American Society of Addiction Medicine board member.

SPEAKER-102Nel 2012 ha inviato un report fortemente contrario alla legalizzazione della Cannabis al governo del Connecticut. Leggendo le financial disclosures del report di vede come lo stesso autore fosse nel Board scientifico di Pfizer e Reckitt Benckiser fino all’anno prima dell’inizio della sua crociata anti-Cannabis.

Nè Kraus nè Evins hanno voluto commentare il fatto.

Queste rivelazioni accademiche facciano porre maggiormente il dubbio che le Case Farmaceutiche siano intimamente correlate con i movimenti anti-Cannabis presenti in tutto il mondo. E’ stato riportato come i più grandi gruppi che si spendono contro la legalizzazione della Cannabis abbiano ricevuto fondi da Case farmaceutiche come Purdue Pharma and Alkermes, entrambe nel mercato degli antidolorifici. Esempio lampante ne è il Community Anti-Drug Coalitions for America che ha organizzato l’opposizione alla riforma legislativa liberale attraverso la sua rete di attivisti e attraverso l’ampia distribuzione di materiale informativo, del calibro del documentario Refeer Madness, Altri gruppi anti-droga formato e sovvenzionato dai grandi gruppi farmaceutici sono Drug-Free Kids e  CADCA le quali usano il loro budget per campagne ossessive contro la Cannabis tacendo colpevolmente i danni provocati dalla overprescrizione di oppioidi oggettivamente un problema di dimensioni molto maggiori negli USA.

Come riportato ProPublica, i ricercatori antidolorifici-finanziati hanno contribuito ad alimentare la dipendenza mortale dell’America da oppiacei come OxyContin e Vicodin. Questi studiosi, con il finanziamento silenzioso di grandi imprese delle pillole contro il dolore, incoraggiano i medici ad un eccesso di prescrizione di questi farmaci per indicazioni molto generose. Ciò ha condotto l’America ad essere il più grande consumatore mondiale di questi farmaci e, di conseguenza, la capitale delle overdose.

forse è il caso di considerare un alternativa più sicura, una pianta, per ritornare a credere in quella natura che siamo abituati esclusivamente a stuprare.

Conclusione del Dr. Fagherazzi

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E’ avvilente vedere come questi fatti siano sotto gli occhi di tutti, i “disclosure” di cui si parla nell’articolo sono indicati in tutte le pubblicazioni scientifiche ma solitamente risiedono in un margine della pagina e sono scritti in un carattere molto piccolo in modo da indurre il lettore a pensare che siano cose inutili e che non vale la pena di leggere. Ogni medico onesto dovrebbe ammettere che, nel nostro studio individuale, trascuriamo quasi sempre le “impostazioni burocratiche” dell’articolo.

Ciò che disturba di più il mio essere però è che ci siano medici che hanno trascritto il loro giuramento di Ippocrate su una banconota da 100 dollari, senza quella, non si ricordano i principi su cui hanno giurato. Qui però si sta parlando di PERSONE, che soffrono, che muoiono, che non possono curarsi. Tralasciare questo dato per convinzione o convenienza è oltremodo colpevole. Indice preoccupante di una società che ha fatto del mercimonio la propria religione per cui si possono combattere giuste crociate.

I morti innocenti che si causano nel percorso sono dichiarati “danni collaterali” si giustifica il mezzo grazie al fine distogliendo su quest’ultimo l’attenzione generale in modo che non possa comprendere attraverso che percorso questo fine viene ottenuto.

Tutti noi siamo complici, per paura di ritorsioni sia dirette che indirette accettiamo lo Status Quo pur essendo convinti che sia sbagliato. E’ quella paura che dobbiamo sconfiggere. il coraggio di denunciare gli abusi che quotidianamente l’essere umano subisce. Chi, se non il medico, dovrebbe essere custode della salute umana? se abbiamo perso anche questo semplice valore allora forse è giusto che la natura faccia il suo corso e prenda provvedimenti contro questi piccolo esseri che la stanno devastando così tanto. Speriamo, un giorno, di non doverci rendere conto di quanto piccoli siamo di fronte alla maestosità del pianeta che ci ospita. Penso davvero che potrebbe essere molto doloroso per noi esseri umani.S

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.
As upon so Below

Simone

Bibliografia completa degli Autori citati.


Dr. Herbert Kleber of Columbia University

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Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986
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