New York Times: “Basta trattare la Cannabis come una sostanza pericolosa”


I sostenitori di una politica più ragionevole sulla cannabis hanno ottenuto una piccola vittoria questa settimana quando l’Amministrazione Obama ha dichiarato che avrebbe autorizzato un maggior numero di istituti a coltivare marijuana per scopi di ricerca medica. Ma il Governo non ha colto l’opportunità di un cambiamento più significativo.

Giovedi’ scorso il Dipartimento antidroga (Drug Enforcement Administration o DEA) ha rigettato due petizioni – una dei Governatori degli Stati del Rhode Island e di Washington, e l’altra di un cittadino del New Mexico – che chiedevano l’eliminazione della cannabis dalla Tabella 1 della legge sugli stupefacenti. Le droghe in quella tabella, che includono eroina e Lsd, sono considerate prive di efficacia terapeutica; la legge federale ne vieta il possesso, e i ricercatori devono fare i salti mortali per ottenere l’autorizzazione a studiarle e ottenerne piccoli campioni. La presenza della cannabis in quell’elenco è profondamente sbagliata, visto che molti scienziati e lo stesso Presidente Obama hanno detto che non è più pericolosa dell’alcol.

Negli anni, il Congresso e i ministri della Giustizia hanno delegato ogni decisione alla DEA, che fa parte di quel ministero di Giustizia cui spetta il compito di reprimere in base alla normativa federale antidroga. La DEA ha così acquisito un esteso controllo sulle politiche antidroga. Ad esempio, decide chi può e non può coltivare marijuana per scopi scientifici e quali studiosi possono o meno studiarla. Si è opposta vigorosamente ad ogni sforzo da parte di scienziati, rappresentanti degli Stati e legislatori federali di riclassificare la cannabis, rigettando o rifiutandosi di riconoscere le evidenze scientifiche secondo cui la marijuana è meno pericolosa di quanto previsto dalla legge.

L’Università del Mississippi è l’unica istituzione che, dal 1968, è autorizzata a coltivare piante di cannabis a fini di ricerca. Questo ha limitato fortemente la sua reperibilità. Solo ora, la DEA ha dichiarato che autorizzerà un maggior numero di università a coltivare piante di cannabis per metterla a disposizione di quei ricercatori che hanno ottenuto l’autorizzazione a studiarla. Questo dovrebbe facilitare il reperimento di una varietà di cannabis con concentrazioni variabili di componenti diverse.

Oltre alla scarsità della cannabis destinata alla ricerca, la presenza della sostanza nella Tabella 1 significa che gli scienziati devono ottenere molteplici autorizzazioni da parte di diverse agenzie federali come la DEA e la Food and Drug Administration (agenzia che vigila sulla sicurezza alimentare e dei farmaci). In confronto, il Governo rende molto più facile studiare gli oppiacei ed altre sostanze pericolose che sono invece elencate nelle Tabelle da 2 a 5.


La DEA e la FDA continuano a sostenere che non ci sono sufficienti prove scientifiche per rimuovere la cannabis dalla Tabella 1. Ma sono in malafede; è lo stesso Governo che ha reso impossibile fare quegli studi e sperimentazioni che potrebbero fornire le prove a sostegno della riclassificazione della sostanza.

Mentre la DEA esita a ripensare le politiche sulla cannabis, gli elettori da ogni parte del Paese stanno espandendo l’accesso a questa sostanza attraverso iniziative legislative e referendarie. L’Alaska, il Colorado, l’Oregon, lo Stato di Washington e il Distretto di Columbia (dove ha sede la capitale Washington) hanno legalizzato l’uso ricreativo, e 25 Stati e il Distretto di Columbia e Puerto Rico hanno legalizzato la cannabis terapeutica. I residenti di almeno cinque Stati – Arizona, California, Maine, Massachusetts e Nevada – saranno chiamati a voltare sulla legalizzazione dell’uso ricreativo della marijuana a novembre. E i residenti dell’Arkansas e della Florida voteranno sull’uso terapeutico della cannabis.

L’Amministrazione Obama ha fatto la cosa giusta nel consentire agli Stati di legiferare in tal senso. Ma il prossimo Presidente potrebbe facilmente revocare questa decisione. Hillary Clinton ha detto di essere a favore della facoltà degli Stati di legalizzare la sostanza e anche a rimuoverla dalla Tabella 1. Donald Trump ha detto che personalmente è contrario alla legalizzazione per uso ricreativo, ma favorevole alla cannabis terapeutica e al diritto degli Stati a scegliersi la loro legislazione.

Sarebbe opportuno rimuovere la cannabis dalla Tabella 1. Ridurre le limitazioni alla ricerca e le pene per chi le usa sarebbe un passo nella giusta direzione.

Editoriale del Editorial Board del New York Times pubblicato il 13 agosto 2016 sull’edizione online del quotidiano

 

FONTE: ADUC

Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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