Perchè il Governo (ed il Parlamento) non vogliono una nuova legge sulla Cannabis?

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E’ una domanda che a prima vista può apparire banale ma, approfondendo, effettivamente è la domanda più ricorrente tra i sostenitori del “movimento” della Cannabis.

Noi non abbiamo la risposta, ma possiamo esporre chiaramente che la posizione del Governo attuale è contraria a passi avanti sul tema cannabis.

Perchè siamo così sicuri?

Due dati importanti sono lo specchio della non-volontà di procedere: il DDL “Cannabis Legale”, ormai ribattezzato “DDL per il Monopolio della Cannabis”, è naufragato tra opposizioni parlamentari ambigue (addirittura diversi membri dell’intergruppo hanno proposto emendamenti contro la coltivazione personale) e tra rinvii alle Commissioni, dove ora giace comodo alla faccia di chi da due anni continua a dare “per certo” il passaggio di questo progetto di legge che, dopo una buona partenza, ha incassato anche le critiche del movimento antiproibizionista, e non ha saputo nè correggersi nè rialzarsi; in secundis vi è la fantomatica proposta plurilaterale dei cittadini con le firme raccolte lo scorso anno che ancora sonnecchia in attesa addirittura del controllo del conteggio delle firme, come affermano i portavoce del comitato promotore.

Prese in giro di livello democratico: ecco a cosa stiamo assistendo nel nostro paese.




Mentre negli Stati Uniti si combatte quotidianamente per superare la legge federale, con proposte statali e provinciali che partono sempre dal diritto di autoproduzione ed autoconsumo personale, mentre il Canada si prepara ad essere il primo paese del G7 a regolamentare la cannabis, mentre in Spagna si sta affermando il diritto al consumo personale, ecco che da noi si marcia spediti verso la direzione sociale e politica che crea “clienti” e non consumatori, che crea “mercato” e non “socialità”.

La scelta del governo di procedere sul tema cannabis a livello medico con la distribuzione farmaceutica non c’entra nulla con le libertà di cura, di scelta e di percorso terapeutico che ci raccontano: si tratta di instaurare un mercato valido e creare una cerchia controllata di clienti, con lo specchietto (per le allodole) della fornitura gratuita.

Fornitura gratuita? E dovrebbe essere questo l’obiettivo dopo anni ed anni di persecuzione sui consumatori e coltivatori, malati, sani, medici, pazienti, ragazzi, mamme, padri, nonni?




Dovremmo accontentarci di lasciar creare a loro un bel mercatino “simil-spacciatore” (anche poco fornito, ci si permetta) così che i suddetti capitalisti (a cui nulla interessa della cura personale) si arricchiscano e ci diano il contentino, solo se stiamo veramente male o se siamo loro amici e leccapiedi, di riempirci gratuitamente della loro cannabis, che nel frattempo ad altri vendono a peso d’oro, fingendo certificazioni uniche e controlli inutili?

Se davvero i suddetti governanti, ed a cascata chiunque si interessi del tema, tenessero davvero alla salute personale non credete che dovrebbero come prima cosa togliere le sanzioni amministrative correlate a chi usa cannabis, come ritiro patente ecc., dato che gli studi (ormai da anni) dimostrano l’inconsistenza dell’alterazione della guida , oppure dovrebbero depenalizzare realmente il consumo, in modo da permettere a chi ne abbia necessità, ma non denaro o  malattia certificata, di utilizzare cannabis per la sua terapia personale?




Invece NO. Le multe restano, cosi come i ritiri patente, altrimenti come gira il sistema? Intorno alla nostra libertà di cura e scelta o alle loro tasche proibizioniste?

INVECE NO. La cannabis rimane sostanza illecita, ed il consumatore punibile a livello penale per la coltivazione di una pianta che poi userà per un proprio consumo, che andrà a bilanciare il suo sistema endocannabinoide, studi alla mano, e che quindi non può dall’uomo essere classificato diversamente che uso personale/terapeutico/ludico, chiamatelo come volete, ma UTILE all’essere umano.

Altrimenti chi mai andrebbe a rifornirsi da uno Stato che in 4 anni è stato in grado di inserirsi nel tema cannabis con un prodotto indefinibile come la FM2? A meno che tu, si tu che leggi, non sia obbligato a comprare da questo sistema, come ora sempre più persone sono costrette.

Smettiamola pertanto di definire passi avanti dei passi che sono stati fatti verso un sistema farmacomonopolistico, o perlomeno, dato che giustamente molte persone ne traggono ora vantaggio a livello sanitario, usiamo questo sistema ma non accettiamolo come definitivo, geniale, intelligente, serio, e tanti altri aggettivi che amiamo tanto accompagnare ad un sostantivo, che in questo caso può essere solo uno: “SPECULAZIONE”.

 

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986
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