Presentato un nuovo Disegno di Legge “Legal Medical Cannabis”: NO all’Autoproduzione personale

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Sicuramente va sottolineato, prima di tutto, al fine di evitare disguidi, che, come scritto anche nella presentazione del DDL “è necessario un intervento legislativo di semplificazione delle procedure, sia per l’approvvigionamento delle materie prime per la produzione nazionale, sia per la concreta messa a disposizione dei preparati per i malati, superando la disomogeneità del panorama legislativo regionale.”

Nella presentazione del DDL “Legal Medical Cannabis” si legge:

“Ma se da una parte della comunità scientifica, in particolare da chi si occupa di terapia del dolore, arriva la sollecitazione all’estensione della prescrivibilità dei prodotti terapeutici a base di cannabis a tutti i medici del Servizio sanitario nazionale, dall’altra non si può ignorare la necessità di una maggiore informazione che eviti speranze illusorie nei pazienti, riconduca su basi scientifiche l’impiego della cannabis, non ne sottostimi l’interferenza con altre terapie e supporti i medici in un percorso formativo ad hoc.”

Si legge, altrettanto, “Il decreto del Ministro della salute 9 novembre 2015 individua nello Stabilimento chimico-farmaceutico militare di Firenze, già oggetto del Protocollo tra Ministero della difesa e Ministero della salute siglato nell’Accordo del 18 settembre 2014, quale luogo di coltivazione e produzione della « sostanza attiva » che deve essere effettuata in conformità all’Active Substance Master File (ASMF) depositato all’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), con l’obiettivo di garantire unitarietà e sicurezza nella produzione e di evitare il ricorso a prodotti non autorizzati, contraffatti o illegali”.

L’uso terapeutico della cannabis, quindi, è consentito esclusivamente su specifica prescrizione medica, in Italia, e così rimarrà con questo eventuale progetto di legge.

Sarebbe, secondo quanto si legge, il Ministero della Salute a decidere a chi delegare produzione, distribuzione e confezionamento dei medicinali a base cannabis, dietro monopolio statale individuando per coltivazione e produzione il centro Farmaceutico Militare di Firenze con accordo già preso il 18 settembre 2014, ben due anni fa.

Inoltre il Ministero della Salute si impegnerebbe a promuovere, d’intesa con l’Agenzia italiana del farmaco, la conoscenza e la diffusione di informazioni sull’impiego appropriato dei farmaci contenenti principi naturali o sintetici della pianta di cannabis e a disporne l’inserimento nella farmacopea ufficiale.

In sostanza, le legge è stata scritto con il SOLO scopo di semplificare le procedure già esistenti, come si legge: “è necessario un intervento legislativo di semplificazione delle procedure, sia per l’approvvigionamento delle materie prime per la produzione nazionale, sia per la concreta messa a disposizione dei preparati per i malati, superando la disomogeneità del panorama legislativo regionale”

QUI DI SEGUITO RIPORTIAMO I 4 ARTICOLI DELLA PROPOSTA DI LEGGE

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Nell’Articolo 1 si DEFINISCE (e quindi si restringe) la definizione di “uso terapeutico”, specificando l’esclusione da questo uso il prodotto derivante da tutte le piante con sementi “commerciali” (come per esempio i semi che si comprano nei negozi o on line) oppure dalle sementi per un uso strettamente industriale (canapa da fibra).

L’articolo 1, spiega, inoltre, che sarà consentita la detenzione personale di cannabis e dei prodotti da essa derivati in quantità maggiori di quelle previste dal testo unico, o di prodotti di sintesi a base di delta-9- tetraidrocannabinolo (THC), esclusivamente previa prescrizione medica nel limite indicato nella prescrizione stessa.

 

 

 

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Nell’Art.2 si definiscono le funzioni del Ministero della Salute:

a) Con Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali ci si pone scopi di miglioria genetica delle varietà di cannabis solo per fini terapeutici per mezzo di ricerca e selezione di sementi (breeding) specificando che sia il Consiglio per la ricerca e per la sperimentazione a svolgere tali attività ovvero il CREA CIN di Rovigo.

b) Autorizza la coltivazione SOLO per la produzione di medicinali e preparazioni vegetali.

c) Autorizza l’individuazione del luogo di coltivazione con indicazione della relativa superficie.

d) Autorizza ad importare, esportare e distribuire sul territorio nazionale cannabis e mantenerne le giacenze.

e) Determinare un quantitativo che faccia fronte alle richieste regionali e delle province autonome facendo comunicazione anche all’INCB.

f) Incentivare informazione e conoscenze riguardo la materia.

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14508701_1064931123627279_970382830_nNell’articolo 3:

1) Sarà consentita la detenzione personale di cannabis e dei prodotti da essa derivati in quantità maggiori di quelle previste dal testo unico, o di prodotti di sintesi a base di delta-9- tetraidrocannabinolo (THC), esclusivamente previa prescrizione medica nel limite indicato nella prescrizione stessa.

2) La prescrizione deve contenere generalità, patologia, dosi, posologia, durata del trattamento, domicilio professionale del medico e relativo recapito, data di rilascio, firma del medico e relativo timbro.

3) Chiunque sarà autorizzato a trasportare preparazioni e sostanze vegetali a base di cannabis purché munito di certificazione medica per l’effettuazione di terapie domiciliari.

 

 

 

 

Nell’Articolo 4:14501849_1064931143627277_1585838822_n

1) La copertura di eventuali costi derivanti dall’attuazione delle indicazioni nel testo di legge saranno coperti dalle risorse umane, strumentali e finanziarie previste dalla legislazione vigente.

 

 

 

 

 

Non sarà prevista l’Autoproduzione personale, secondo lo schema di questo disegno di legge.

 

 

La proposta di legge, depositata il 21 LUGLIO 2016, nel silenzio assoluto dei media e dell’Intergruppo per la Legalizzazione, il quale ha in corso una discussione parlamentare sul tema; la proposta di legge è stata assegnata alle commissioni per un primo esame il 23 settembre 2016, anche qui nel completo silenzio generale.

I firmatari sono:

  • Paolo BENI (Partito Democratico)
  • Paola BOLDRINI (Partito Democratico)
  • Salvatore CAPONE (Partito Democratico)
  • Elena CARNEVALI (Partito Democratico)
  • Ezio Primo CASATI (Partito Democratico)
  • Vittoria D’INCECCO (Partito Democratico)
  • Filippo FOSSATI (Partito Democratico)
  • Gero GRASSI (Partito Democratico)
  • Donata LENZI (Partito Democratico)
  • Anna Margherita MIOTTO (Partito Democratico)
  • Delia MURER (Partito Democratico)
  • Ileana PIAZZONI (Gruppo Misto)
  • Giuditta PINI (Partito Democratico)

 

Seguiranno ulteriori approfondimenti.

 

LINK: PROPOSTA DI LEGGE N. 3993

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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