Quando Bologna era capitale europea di produzione di canapa

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La città di Bologna, sede della più antica università in Europa e famosa per la sua cucina gourmet, ha una lunga e ricca storia nella coltivazione della canapa da fibra, che è collegata, curiosamente, anche al ciclismo.

La città non è intrappolata nel passato, però. E’ in aumento, ancora una volta, ed oggi la città ospita una delle numerose fiere commerciali sulla canapa nel paese, che supportano l’industria rigenerante. Il 20 maggio, la quarta edizione dell’ IndicaSativa Trade prenderà il via presso l’Unipol Arena.

Per secoli la produzione di canapa è stata una delle caratteristiche principali di Bologna.

Fino alla fine del Medioevo, circa un terzo di tutte le terre coltivate nella regione, da Bologna in direzione di Ferrara e Venezia, erano state utilizzate per la coltivazione di canapa. Le tracce si trovano ancora nelle campagne di oggi. Sparsi tra Bologna e Ferrara si possono trovare resti di laghetti artificiali che sono stati utilizzati per macerare steli di canapa. La macerazione, immergendo i gambi in acqua o esponendoli all’umidità, consente la separazione delle fibre dal tessuto legnoso. Questi stagni sono ora riproposti come piccole riserve naturali che rendono una posizione idilliaca per un viaggio itinerante.

Nel suo periodo d’oro della canapa, l’Italia era il secondo produttore di cannabis in Europa, dietro solo alla Russia.

La campagna bolognese ha prodotto decine di diverse varietà di canapa utilizzati per fare corde, abiti splendidi, e biancheria; le fibre italiane sono state lodate come le migliori sul mercato mondiale.

Nel 1930 più di un milione di tonnellate di fibra è stato prodotto ogni anno in Italia, di cui circa il 65 per cento è stato esportato.

Poiché l’industria è cresciuta la gente del posto era alla ricerca di migliori rendimenti incrociati, un precursore del moderno allevamento di cannabis di oggi che ha portato a centinaia di ceppi di canapa e sia a incrociare quelli ricchi di THC, pregiati, assaporati dai moderni intenditori di cannabis.

A parte le principali aree di canapa che producevano intorno a Bologna e Napoli, i campi di canapa erano sparsi in tutta Italia.

Il nome di una delle province della regione Piemonte, Canavese, deriva dalle parole bolognesi per la pianta, Caneva.

Vicino a Bologna, alcuni signori dicono ancora che a volte l’odore di un profumo, il profumo di erba in pianura – sia un segno di qualcosa di positivo che sta per accadere. Potrebbe essere un nuovo amore, un risultato degno di nota, o un’avventura inaspettata.

Antonio Pezzoli con la bicicletta

Antonio Pezzoli con la sua bicicletta

Antonio Pezzoli, che ha vissuto 1870-1943, è stato un precursore dei moderni imprenditori della canapa.

Era un industriale per la canapa e fondatore del Touring Club, la prima e più potente organizzazione della bicicletta in Italia.

Fotografo appassionato e uno dei primi a descrivere la vita nei campi di cannabis, Pezzoli ha realizzato una raccolta di foto che si possono trovare nel libro Passione e Professione: canapa coltivazione in opera di un ciclo-turistico , pubblicato dall’ Istituzione Villa Smeraldi , un museo della cultura contadina.

Situato a San Marino di Bentivoglio, a 15 km da Bologna, l’istituto ospita oggi un museo della canapa ed è metà adatta per una buona gita di un giorno per i turisti nella regione.

Passione e Professione mostra lo sviluppo di fenomeni moderni diversi ed il modo in cui ha coinciso con la modernizzazione della produzione della canapa. Sfogliando le pagine si assiste alla crescita esplosiva delle organizzazioni della bicicletta che hanno portato un afflusso di turismo in Italia. Inoltre vi è anche un racconto fotografico dettagliato della vita dei contadini della canapa nella campagna bolognese.

Mentre la produzione di canapa era comune a quel tempo, la bicicletta era un nuovo mezzo di trasporto, al momento, ed è stato visto da alcuni come sospetto.

I leader cattolici di Roma avevano ritenuto immorale mostrare le parti inferiori del corpo in pubblico, e le gambe esposte durante la pedalata diventavano problematiche. Il criminologo italiano Cesare Lombroso temeva la bicicletta come un nuovo strumento di reato, con segnalazioni ricevute circa scippi a Parigi dagli Apache, un misterioso gruppo di fuorilegge in bicicletta.

Ma, come con la cannabis, l’opposizione alle biciclette alla fine ha dato modo di apprezzarle. La Chiesa cattolica ha cambiato la sua posizione dopo che le biciclette hanno dimostrato di essere uno strumento utile nella seconda guerra mondiale e di come le persone di tutte le provenienze hanno goduto sempre di una più piacevole gita a due ruote per lavoro o per piacere.

Pezzoli rimane una grande figura nella storia di Bologna. E’ ricordato sia come industriale di successo e progressivo così come fotografo di talento e produttore di canapa. Il suo lavoro dà testimonianza del passato ed un’immagine del futuro della città graziosa e vivace di Bologna, dove la canapa è stata, è, e sarà sempre protagonista.

 

FONTE: LEAFLY

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986
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