La Relazione della Direzione Nazionale Antimafia 2015 – Documento Ufficiale

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Finalmente è online, scaricabile da tutti e di libera consultazione, la relazione annuale della DNA, la Direzione Nazionale Antimafia, che suggerisce come strumento di lotta e contrasto al mercato illegale della droghe la depenalizzazione della coltivazione per uso personale di cannabis.

La Relazione sottolinea il dato crescente (del 120 %) dei sequestri di cannabis nel 2014, evidenziando come la quantità sequestrata sia solo il 10% del probabile quantitativo reale di stupefacente in circolo, concludendo che “di fronte a numeri come quelli appena visti – e senza alcun pregiudizio ideologico, proibizionista o anti-proibizionista che sia – si ha il dovere di evidenziare a chi di dovere, che, oggettivamente, e nonostante il massimo sforzo profuso dal sistema nel contrasto alla diffusione dei cannabinoidi, si deve registrare il totale fallimento dell’azione repressiva.

La Relazione prosegue indicando come “con le risorse attuali, non è né pensabile né auspicabile, non solo impegnare ulteriori mezzi ed uomini sul fronte anti-droga inteso in senso globale, comprensivo di tutte le droghe ma, neppure, tantomeno, è pensabile spostare risorse all’interno del medesimo fronte, vale a dire dal contrasto al traffico delle (letali) droghe “pesanti” al contrasto al traffico di droghe “leggere”. In tutta evidenza sarebbe un grottesco controsenso.”

A questo punto viene tracciata una nuova linea, un nuovo punto di ragionamento dal quale sviluppare un percorso più efficace:

“Si può dire, allora, che i dati statistici e quantitativi nudi e crudi, segnalano, in questo specifico ambito, l’affermarsi di un fenomeno oramai endemico, capillare e sviluppato ovunque, non dissimile, quanto a radicamento e diffusione sociale, a quello del consumo di sostanze lecite (ma, il cui abuso può del pari essere nocivo) quali tabacco ed alcool.

La Relazione conclude la parte relativa alla Cannabis indicando dunque una via da percorrere:

“Dunque, davanti a questo quadro, che evidenzia l’oggettiva inadeguatezza di ogni sforzo repressivo, spetterà al legislatore valutare se, in un contesto di più ampio respiro (ipotizziamo, almeno, europeo, in quanto parliamo di un mercato oramai unitario anche nel settore degli stupefacenti) sia opportuna una depenalizzazione della materia, tenendo conto del fatto che, nel bilanciamento di contrapposti interessi, si dovranno tenere presenti, da una parte, le modalità e le misure concretamente (e non astrattamente) più idonee a garantire, anche in questo ambito, il diritto alla salute dei cittadini (specie dei minori) e, dall’altra, le ricadute che la depenalizzazione avrebbe in termini di deflazione del carico giudiziario, di liberazione di risorse disponibili delle forze dell’ordine e magistratura per il contrasto di altri fenomeni criminali e, infine, di prosciugamento di un mercato che, almeno in parte, è di appannaggio di associazioni criminali agguerrite.”

 

SCARICA QUI LA RELAZIONE COMPLETA 2015 DELLA D.N.A. : Prima Parte – Seconda Parte

SCARICA QUI LA PARTE IN PDF RELATIVA ALLA CANNABIS

 

 

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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Commenti

One Response so far.

  1. […] Ma quante persone ancora dovranno essere processate, indagate, perquisite, private della loro privacy personale, alla ricerca di un fantomatico grammo di cannabis o di un indizio di coltivazione della stessa, situazione considerata ancora peggiore della detenzione, prima di una effettiva svolta regolamentativa sulla tematica non ci è dato saperlo. Sicuramente la considerazione è stata fornita, il primo “impressum” positivo direzionale è stato dato; e non parliamo necessariamente della Proposta di Legge n.3235 (Testo Unificato) dell’Intergruppo Parlamentare ma della Relazione Annuale della D.N.A. (Direzione Nazionale Antimafia). […]
     

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