Reportage Esclusivo #Trump420Day: Gli Attivisti negli Stati Uniti protestano per la Libertà della Cannabis

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Gli attivisti, tutti volontari, hanno iniziato a radunarsi intorno alle 7:30 del mattino, in una grigia giornata di gennaio, lungo Massachusetts Avenue, tra Dupont Circle e 20th Street NW.

I volontari, che piano piano arrivavano da ogni dove, dovevano tutti fare un check-in con Rachel , il coordinatore dei volontari per DCMJ, una degli organizzatori della Manifestazione, che aspettava, con un simpatico “pot” acceso, lungo 20th Street, tra Massachusetts Avenue e Q Street NW, indossando un berretto rosso .

 

 

I volontari si sono subito divisi in 4 squadre:

ID Checkers – Che controllavano gli ID assicurandosi che tutti siano più vecchi di 21 anni di età

Line & Vibe – Facevano da sicurezza, in modo che la linea rimanesse ordinata sul marciapiede, mantenendo sempre l’umore elevato con battute e simpatici slogan

Media – aiutavano i media per diffondere al meglio la manifestazione

I volontari  del corteo – assistevano ad aiutare coloro che portavano “il materiale” per dare via alla manifestazione

 

Chiusi dentro una “gabbia” arrangiata con paletti e chiusa con elastici gialli, mentre si distribuivano le canne, vicino al Sheridan Circle, si avvisava tutti di fare attenzione, perchè se si sceglie di portare cannabis su terreni federale (come il National Mall),  si rischiava l’arresto. Inoltre, se si scegliesse di consumare cannabis (come programmato, a 4 minuti e 20 secondi dall’inizio il discorso di Trump) in terra federale, si rischiava l’arresto.

 


La frase più ricorrente era senz’altro di un livello di ironia tale da essere pura realtà: “Un modo per rendere “l’America Great Again” è quello di permettere di far crescere agli americani quello che George Washington, una volta, cresceva: CANNABIS!”

 

Molti, per via del rischio effettivo di arresto, hanno acceso il “regalo” direttamente in piazza, o durante la marcia verso il National Mall, che è partita verso le 10.00 del mattino.

 

 

Ma, finalmente, dopo la lunga marcia, ecco che, dopo 4 minuti e 20 secondi esatti dall’inizio del discorso del neoPresidente Trump, gli attivisti più tenaci hanno portato a compimento la protesta!

 

 

 

 

 

 

Ci racconta a fine giornata uno degli organizzatori: Sono state tre settimane di rollaggio “, esclama sorridendo Alan Amsterdam .

Distribuendo sigilli alla luce, uniscono le persone. Ciò dimostra che abbiamo tutta l’America che ci sostiene, bianco, nero, giovane, vecchio (…) Questo non è un evento politico. Accogliamo con favore gli appassionati di Trump, o quelli di Clinton o Sanders. Tutti coloro che sostengono la cannabis sono i benvenuti. Il nostro obiettivo è quello di informare il maggior numero di persone che la cannabis è legale qui (a Washington DC) e dovrebbe esserlo ovunque, ed abbiamo intenzione di farlo notare in questo modo. Il nostro messaggio a Donald Trump è semplice: non toccare la legge qui e da altre parti, al massimo solo per migliorarla “, ha sottolineato convinto e motivato da un giusto spirito di libertà.

“La mattina è andata bene; era molto tranquilla, ” afferma il DCMJ co-fondatore Adam Eidinger. “Abbiamo avuto un sacco di sostenitori di Trump, che sono stati mescolati con quelli che non erano lì per sostenere Trump. Ma nessuno era in combattimento con altri; era come un dipinto di Norman Rockwell. “

“I volontari hanno distribuito le canne dall’interno di una cella pseudo-prigione, che è servita per illustrare che la prigione è ancora la conseguenza della proibizione della marijuana negli Stati Uniti. Il possesso di piccole quantità di marijuana è diventato legale nel distretto di Columbia nel 2015 e mentre 29 stati hanno legalizzato la marijuana medica con otto che hanno legalizzato l’uso ricreativo, la cannabis è ancora una sostanza controllata ai sensi del diritto federale.”

Anche noi dell’Associazione FreeWeed ci siamo “uniti” simbolicamente alla loro protesta, diffondendola e, grazie ad un amico negli Stati Uniti che supporta l’Associazione, “un attivista negli USA”, siamo riusciti a raccontare questa fantastica giornata di protesta popolare, un’affermazione di una rivoluzione incontenibile.

 

Vi lasciamo con un collage di foto dell’evento, augurandoci la stessa partecipazione negli eventi nazionali italiani!

Da un amico di FreeWeed negli USA

 

 

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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