Progetto FreeWeed - Legalizzazione Cannabis

Alcune riflessioni sulla Legge Italiana

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Articolo di G. Nicosia e G. Lacagnina

La storia è vecchia, ma vale la pena discuterne dato che la sentenza definitiva è arrivata solo a fine giugno: condannato per coltivazione illecita di cannabis, aveva chiesto di essere reintegrato nei ranghi ma, nelle forze dell’ordine, non c’è spazio per chi, commettendo gli stessi reati per i quali dovrebbe perseguire i comuni cittadini, lede il prestigio e l’immagine dell’amministrazione della pubblica sicurezza.
Questo, in estrema sintesi, il senso di una sentenza del Tribunale amministrativo regionale di Sassari che ha respinto il ricorso di un ex poliziotto che chiedeva l’annullamento del decreto con cui il Capo della Polizia aveva rigettato la sua istanza di riammissione in servizio.
La sentenza (502/2014) è solo la prima sulla vicenda amministrativa che riguarda un ex agente (e sono passati 7 anni), in servizio fino al 2007 nell’aeroporto di Alghero. Il 29 marzo di quell’anno l’uomo era stato trovato in possesso di cannabis dalla Guardia di Finanza mentre, ancora in divisa, faceva rientro nella sua abitazione. A insospettire le Fiamme Gialle era stata la reazione dei cani antidroga, che si erano avventati contro l’automobile. Nel corso della perquisizione cui era stata sottoposta l’abitazione dell’agente, i finanzieri avevano trovata una piccola coltivazione di canapa indiana costituita da sedici rigogliose piante.

All’udienza di convalida dell’arresto il poliziotto aveva spiegato che si era dedicato alla coltivazione di canapa indiana «per evitare di andare a comprare hascish dagli spacciatori». Al Capo della Polizia e ai giudici del Tar l’uomo ha anche prodotto certificati medici comprovanti uno stato di depressione che lo assillava all’epoca dell’arresto.

 

In Italia, coltivare e/o detenere cannabis in quantitativo superiore a quello necessario per un paio di “canne”, sono visti come reati gravissimi, peggiori di evasione fiscale, truffa, falso in bilancio, istigazione alla prostituzione (anche minorile), patti con la mafia, appropriamento indebito, abuso di potere, e perfino omicidio. No ne siete convinti? Date un occhiata ai reati commessi da molti politici e controllate quali “pesanti” condanne hanno subito. Fate lo stesso con i casi di “decessi” avvenuti in caserme e carceri. Forse, l’esempio che possiamo considerare “estremo”, è quello fornitoci da Silvio Berlusconi: quanti processi e quante condanne? Eppure ho fatto più galera io per coltivazione illecita di cannabis, ossia per aver messo dei semi in vaso, averli innaffiati e averne raccolto i fiori con l’intento di fumarli; senza ledere assolutamente nessuno. Silvio Berlusconi, nonostante lo “schifo” che è stato capace di combinare, viene rispettato da tutti, Renzi compreso. Il povero agente, che magari consumava cannabis da una vita esplicando egregiamente il suo lavoro, nonostante abbia scontato la sua condanna, non può essere reinserito nell’arma perché, praticamente, sarebbe una “vergogna”.

Scusate, ma la maggior parte degli “onorevoli” allora, che sono? Chi consuma, detiene e coltiva cannabis, non lede nessuno, ma una stupida ed insensata legge, votata e voluta da molti protagonisti di recenti scandali, lo trasforma in criminale. Un popolo di persone “intelligenti” dovrebbe capire qual’è la realtà ed agire di conseguenza.
Ma la gente da retta ai giornali che continuano a dare spazio a notizie assurde, che dovrebbero scandalizzare soltanto per lo spreco di risorse finalizzate alla persecuzione di persone oneste che, invece del Dio bacco, venerano “marja”. Eppure queste notizie riescono nell’intento di terrorizzare il popolo, che indietreggia timoroso delle amare conseguenze che subiscono i “fumatori rivoluzionari”.


Fermatevi a riflette: Se noi siamo criminali perché amiamo la canapa, coloro che hanno distrutto e continuano a distruggere il nostro Paese, cosa sono?
Se noi siamo “il pericolo” e dobbiamo finire in carcere o essere curati, a loro cosa spetta?


Dopo pranzo, come al solito, ho letto un po’ di notizie riguardanti appunto l’inquisizione proibizionista. Risultato: la nausea!
Coniugi denunciati per due piantine; uomo arrestato perché coltivava piante di canapa davanti la statua di padre Pio; ragazzo arrestato con 30grammi di cannabis, ultrasessantenne arrestato per la coltivazione di canapa, ancora denunce, ecc..
Uomini in divisa, ma non vi sentite assolutamente inutili quando fate giorni di appostamenti finalizzati ad arrestare gente che non lede nessuno?
Da quanto tempo non si legge dell’arresto di narcotrafficanti seri? Quelli che spostano migliaia di chili, coltivati all’estero col benestare di Paesi “furbi” che, apparentemente vietano, ma poi “chiudono entrambi gli occhi” in cambio di cospicue retribuzioni.
Ancora una volta si evidenzia come il proibizionismo sia uno dei tanti strumenti di distrazione di massa: tanto tempo dedicato a rincorrere i “tossici” per salvare quella “sana ed integra” società in cui viviamo… la persecuzione di tutti gli altri reati viene dopo. Tanto spazio dato alle notizie che riguardano gli arresti per dimostrare l’efficenza delle FF.OO. …. poco, pochissimo spazio dedicato alle notizie che dovrebbero farci “aprire gli occhi” sull’attuale situazione nazionale ed internazionale. C’è anche il DPA: un Dipartimento dedicato alla lotta alle droghe (illegali), che svolge malissimo il suo compito, al punto tale che il nostro Paese è uno dei primi nel mondo per consumo di alcol, cannabis e cocaina tra i minorenni. Persino le comunità di recupero si “ribellano” alla legalizzazione della cannabis, e sottolineano l’importanza di non assecondare quella che sta diventando una tendenza mondiale; ma perché? Come mai temono l’aumento dei casi di “dipendenza” che “profetizzano” come conseguenza alla legalizzazione se, praticamente, vengono pagati per ogni nuovo “ingresso in comunità”? Ed inoltre, come mai si ribellano solo alla legalizzazione della cannabis e tollerano che alcol e tabacco siano legali? Forse, nonostante si considerino degli esperti, non sanno che nel mondo muore molta meno gente per consumo di droghe illegali in generale che per il solo uso di alcol o il solo uso di tabacco. Ci parlano di quanto incida negativamente il consumo di cannabis sulle finanze del Paese, ma non ci dicono che la dipendenza più “costosa”, in Italia, è quella da gioco d’azzardo.


Mi fate un piacere?

Voi che leggete e condividete questi miei pensieri, divulgate queste informazioni, queste riflessioni e queste domande tra chi ancora vive con le bende agli occhi. Stampate qualche volantino e attaccatelo in giro, …anche sulle porte delle sedi che i partiti politici hanno nelle vostre città. Partecipate pacificamente alle iniziative pro-legalizzazione perché, attualmente, siamo troppo pochi quelli che c’hanno messo la faccia. Inventatevi azioni di protesta che non siano lesive nei confronti di nessuno, che non creino danni a persone o cose, ma che siano eclatanti affinché se ne parli. Costringiamo i giornali a raccontare la verità, e costringiamo i politici a fare davvero le veci del popolo.


Giuseppe Nicosia, antiproibizionista incallito.
Giuseppe Lacagnina

Redazione
Associazione Nazionale FreeWeed Board, 100% Noprofit, Apartitica ed Indipendente.
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Commenti

One Response so far.

  1. Mirach ha detto:
    Sì vabbè, ma fin quando la legge non cambia non lo possono riassumere. Altrimenti non sarebbe credibile.
     

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