Rilevanza Penale della Coltivazione Personale di Cannabis

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Articolo a cura dell’Avvocato Carlo Alberto Zaina

Alcuni consumatori/coltivatori mi chiedono spesso quando la coltivazione di piante di cannabis assuma rilevanza penale.

E’ bene precisare che la coltivazione in via teorica e’ di per se’ un reato, in quanto rientra nelle 22 condotte penalmente sanzionate dal comma 1 dell’art. 73 dpr 309/90.

In realtà’, però, bisogna stabilire quando si sia in presenza di vera e propria coltivazione ed il percorso interpretativo è stato lungo ed articolato.
All’inizio la giurisprudenza riteneva che la coltivazione fosse ravvisabile gia’ all’atto della semina.
Questo indirizzo fu superato da una nuova impostazione, la quale affermo’ che si poteva vedere configurata la coltivazione in presenza di piante appartenenti al fenotipo cannabis e potenzialmente idonee a produrre Thc, senza che fosse necessaria la verifica in ordine alla presenza di principio attivo.
A questo orientamento è succeduta una visione più rigorosa da parte della Corte di Cassazione, la quale ebbe a sostenere la doverosa presenza nelle piante di un minimo di Thc, tale da produrre effetti droganti.

In seguito si sostenne che la coltivazione domestica per il suo carattere rudimentale non fosse punibile, in contrapposizione alla coltivazione agraria.

Infine, purtroppo, nel 2008 le SSUU precisarono che la coltivazione era da ritenersi sempre reato, ma che il giudice deve sempre valutare l’offensività della condotta, in assenza della quale l’imputato deve essere assolto.

Assenza di offensività significa che la condotta, anche se effettivamente commessa, non viene compiuta al fine di arrecare un’offesa alla società e minacciare i beni giuridici che la norma tutela.

I parametri valutativi principali nel definire una coltivazione personale sono:

– il minimo numero delle piante
– il limitato quantitativo di Thc
– l’inidoneita’ del principio attivo ad aumentare concretamente l’offerta di stupefacente sul mercato
– la destinazione al consumo personale
– la condizione di consumatore del coltivatore
– il livello di maturazione delle piante
– le modalità con cui viene svolta la coltivazione
– il luogo dove di svolge la coltura

NOTA: NON ESISTE UN NUMERO MASSIMO DI PIANTE PER DEFINIRE PRECISAMENTE LA COLTIVAZIONE CD. PERSONALE. CERTAMENTE PIU’ IL NUMERO DI PIANTE E’ LIMITATO (NELL’ORDINE DI 5/6 AL MASSIMO) PIU’ E’ PLAUSIBILE LA DESTINAZIONE DEL PRODOTTO RICAVABILE AL CONSUMO PERSONALE.

E’ evidente che chi coltiva per se non intende partecipare alla diffusione delle sostanze stupefacenti.

La presenza di questi parametri, pur rispettati, non esclude, però, denunzie e/o processi, in quanto SI TRATTA DI ACCERTAMENTI CHE PRESUPPONGONO COMUNQUE UN’INDAGINE PENALE.

Avvocato Carlo Alberto Zaina
L’Avvocato Carlo Alberto Zaina, nato a Rimini nel 1956, patrocinante in Cassazione e Magistrature Superiori, laureato a Bologna nel 1980, iscritto al foro di Rimini, esercita la libera professione.

Cellulare: +39 333 9030931

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Commenti

2 Responses so far.

  1. Cristina Maggiotto ha detto:
    Ciao a tutti. Ho bisogno x uso terapeutico come posso avere i semi? Ha costi troppo alti non me lo posso permettere capsule 35-80€ al grammo..
    Grazie cri Cell 3473712289 vivo a Jesolo
     
  2. Ryno Santoro ha detto:
    Praticamente era e continua ad essere uno schifo….
     

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