Si scrive “Discussione Parlamentare” si legge “Intensificate il Proibizionismo”

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E’ quasi al termine l’ennesima estate proibizionista. Eppure era iniziata con delle belle parole, ottime dichiarazioni, tutte incentrate sulla proposta di legge di iniziativa parlamentare che era approdata alla Camera per la sua prima, ed unica nella storia, discussione pubblica.

Si sono susseguite le dichiarazioni a favore, dagli esponenti di diversi partiti (praticamente, tranne NCD e Lega Nord, almeno un esponente per ogni partito ha dichiarato di appoggiare la riforma normativa) ai sindacati di settore, fino ad arrivare anche alla clamorosa dichiarazione del SIULP, il sindacato dei poliziotti italiani con maggiore seguito.

Il proponente l’Intergruppo per la Legalizzazione ha dichiarato che nonostante le opposizioni idealistiche superate si andrà alla discussione ed alla votazione e che la riforma normativa è ormai avviata e sarà inarrestabile.

Inarrestabile come non è però colui che, nel mentre, contrasta attivamente la criminalità organizzata AUTOCOLTIVANDO cannabis per il proprio esclusivo consumo personale: in questa estate sono aumentati gli arresti di piccoli coltivatori, sono stati sfondati muri di centri sociali dediti all’attività antiproibizionista – che da sempre contrastano la diffusione delle narcomafie sul territorio – sono stati arrestati attivisti, sono state arrestate decine di persone per la semplice colpa di aver coltivato una pianta per usarla poi loro stessi, senza cessione provata, senza motivazioni per spacciare.

E’ evidente che mentre la “politica” finge di discutere un testo di legge che, come anche da noi sempre sottolineato, rischia di veder eliminata la coltivazione personale alla prima votazione degli emendamenti, l’azione territoriale delle Forze dell’Ordine chiarisce l’obiettivo reale di questo quadro socio-politico: Spaventare il coltivatore personale, farlo desistere, lentamente abituarlo a comprare, fino a spostare la vendita nel padre padrone “Stato”.

Ed avviene così anche sul piano terapeutico: si rendono vane le battaglie politiche a difesa di esponenti di partito se poi una persona che coltiva per alleviare il mal di testa viene comunque arrestata.

E’ necessaria una presa di posizione totale da parte degli schieramenti antiproibizionisti, introducendo nelle campagne informative sempre maggiormente il concetto di AUTOPRODUZIONE PERSONALE, in sostituzione dei golosi aspetti economici della vendita e del mercato, ora UNICO scopo di una incredibile moltitudine di realtà italiane dedite alla Cannabis (o Canapa, che è ESATTAMENTE LA STESSA IDENTICA PIANTA, solo geneticamente selezionata per non produrre THC sopra a certi livelli); altrimenti il rischio è di vedere ancora e sempre queste situazioni incredibili dove al coltivatore per uso personale viene rovinata la vita con arresti, multe, processi e segnalazioni.

 

Pertanto, come Associazione FreeWeed, chiediamo agli esponenti, politici e non, di introdurre, se coincidesse con i loro obiettivi, il concetto di AUTOPRODUZIONE nei loro discorsi pubblici, nelle dichiarazioni a favore della riforma normativa, senza più nascondersi dietro al “mercato della cannabis”.

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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