Il Sindacato di Polizia si espone a favore del DDL “Cannabis Legale”

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Il Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia) con i suoi 25.000 iscritti è il più numeroso ed influente  tra i sindacati di Polizia in Italia, il segretario Felice Romano, commentando le dichiarazioni di Cantone, ha voluto manifestare il suo assenso alla proposta di legge inerente alla legalizzazione dei derivati della cannabis, esponendo un pensiero in netto contrasto con quello di altri sindacati di Polizia, come ad esempio il SAP (Sindacato Autonomo di Polizia), che appare più in linea con le posizioni dell’On. Giovanardi.

Sono pienamente d’accordo con Cantone. Si tratta di sostanze che oggi sono utilizzate anche con finalità terapeutiche, tanto che la cannabis viene coltivata negli stabilimenti dell’Esercito italiano: Se la cannabis fosse somministrata attraverso un circuito legale sarebbe meno pericolosa e non conterrebbe quegli additivi chimici e inquinanti che fanno più danni dello stesso principio attivo.”

Lo afferma Felice Romano, segretario del sindacato di Polizia Siulp, in un’intervista a La Stampa.

“Quali risultati ha ottenuto il proibizionismo nel contrasto al traffico e al consumo di droghe leggere? Nessuno. Anzi: il consumo è aumentato e l’età dei ragazzi che ne fanno uso si è abbassata. Non solo: a fronte di un massiccio impiego di forze dell’ordine e alle risorse spese, non c’è stato nessun effetto sotto il profilo poliziesco-giudiziario, per non parlare della necessità di tutelare i più giovani e la loro salute. Ecco perché sono favorevole alla distribuzione dei derivati della cannabis in centri controllati, a soggetti maggiorenni”.

Gli effetti della legislazione attuale quali sono? “Nessuno – risponde -, se non rovinare la vita di un giovane a causa di ripercussioni che neanche immaginava”, il ritiro della pantente e l’esclusione dai concorsi e “poi ha ragione Cantone a sostenere che con questa situazione normativa aumentano i rischi che i ragazzi entrino in contatto con ambienti criminali”.

“Nelle forze di polizia c’è sensibilità, ma prevale ancora un istinto conservatore. Questo anche perché in Italia siamo spesso governati da un falso moralismo. Non riteniamo morali le case chiuse, ma poi tolleriamo la prostituzione per le strade delle nostre città”.

 

Fonte: BlastingNewsBlitzQuotidiano

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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