Storia di una Distrazione di Massa: L’unica soluzione è unirsi nel messaggio

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Breve Storia di una Grande Distrazione di Massa:

 

29 giugno 2016: annunciato il DDL Cannabis Legale in Parlamento per la Prima volta nella storia della Repubblica

13 luglio 2016: annunciato un probabile stralcio alla normativa

19 luglio 2016: annunciati gli emendamenti, tra cui Giuditta Pini (PD) partecipa a voler stralciare la coltivazione personale ed a proporre il Monopolio di Stato, mentre i 5 stelle spingono per conferire ulteriore potere allo Stabilimento Farmaceutico Militare

25 luglio 2016: il DDL Cannabis Legale approda in Parlamento

26 luglio 2016: DDL RINVIATO A DATA DA DESTINARSI

22 novembre 2016: viene approvata la Legge 242 sulla Canapa Industriale

2 dicembre 2016: viene depositata la Legge 242 in Gazzetta Ufficiale

14 gennaio 2017: entra in vigore la Legge 242

21 marzo 2017: alle Commissioni il DDL Cannabis Legale inizia il percorso emendamenti

15 maggio 2017: iniziano gli articoli giornalistici sulla Cannabis Light e comincia la distrazione di massa sostenuta (allora come ora) anche da esponenti degli stessi partiti fautori del DDL e degli emendamenti (un nome su tutti Giuditta Pini)

30 maggio 2017: dalle Commissioni esce il testo definitivo del DDL Cannabis Legale e non parla di Legalizzazione ma di Uso Medico e Istituto Farmaceutico: si certifica il Farmacoligopolio nel silenzio semi-totale della Stampa Italiana

27 luglio 2017: le Commissioni certificano il DDL Farmacoligopolio che sostituisce il DDL Cannabis Legale

18 ottobre 2017: dopo diversi mesi di rinvio si arriva in Aula Parlamentare e vengono bocciati per pochi voti gli emendamenti a favore della coltivazione personale per i pazienti

19 ottobre 2017: la Camera dei Deputati approva il Farmacoligopolio (quasi all’unanimità)

Approfondimento:  Regione Lombardia: Si all'erogazione di Cannabis per scopo terapeutico tramite SSR

INIZIA LA CAMPAGNA ELETTORALE

4 marzo 2018: elezioni politiche

1 giugno 2018: giuramento di Giuseppe Conte come Presidente del Consiglio

21 giugno 2018: Il Consiglio Superiore della Sanità esprime parere negativo sulla Cannabis

22 giugno 2018: Il Ministro della Salute Giulia Grillo risponde al CSS che “attenderà altri pareri”

12 luglio 2018: Fratelli D’Italia propone una legge per chiudere le attività inerenti alla Canapa Industriale

E niente, ora siamo quasi tutti concentrati su questa situazione “light”, e spesso la prendiamo “alla leggera”.
Prima eravamo distratti dalla situazione “terapeutica”, il grande dividendo per spaccare il movimento antiproibizionista cercando di svendere i pazienti come se fossero numeri da acquistare promettendo rimborsabilità (bello specchietto) al solo fine di far entrare nel mercato il Monopolio (ci sono riusciti), ora siamo distratti da un mercato che, giustamente, attrae investitori e commercianti che portano legittimamente pane alle loro famiglie.

Una volta preso atto però che ci hanno raggirati per bene, non dobbiamo odiarci tra noi (certo continuando a segnalare le aziende opportuniste e markettare che si battono solo per il loro piccolo orticello andando anche contro all’ideale sociale di attivismo politico), ma visto che ora questo mercato “light” industriale ha creato tante attività e molte delle quali sono favorevoli ad una liberalizzazione totale, perchè non unirsi sotto un unico messaggio di LIBERTA’ e di DIRITTI, visto che potremmo essere più forti insieme?

Ci tengo a ricordare sempre che, comunque sia venduta la Cannabis, se in essa è presente un minimo di THC, esso è rilevabile nelle urine, sangue e capello, e la legge italiana vigente non tutela l’uso nei test alla Guida e sul Posto di Lavoro, quindi di fatto, il mercato è tutt’altro che libero e sicuro per il consumatore.
Senza considerare che, ovviamente, i test specifici sul contenuto dei cannabinoidi da parte del produttore vengono fatti su un campione del raccolto, ma sappiamo tutti che queste piante “certificate” non rispettano totalmente i valori nella loro crescita; questo significa che un pacchetto singolo con alcuni fiori può essere comunque effettivamente sopra il limite consentito senza che lo si sappia, in buona fede, ma se il consumatore si trovasse con il sigillo della confezione aperto ed in una situazione di perquisizione/controllo delle FF.OO. potrebbe comunque trovarsi dei grandi problemi personali.
E ancora non stiamo parlando della concorrenza estera nella produzione dei fiori, situazione che sta mettendo in difficoltà la filiera italiana che rispetta le regole di legge sulla coltivazione.

Approfondimento:  Dal Report Europeo emerge la necessità di regolamentare la coltivazione ed il possesso ad uso personale di cannabis

L’unico metodo efficace per risolvere tutte queste situazioni è unirsi in una lotta comune, che le comprende da tempo: la regolamentazione totale della Cannabis per tutti i suoi usi e scopi.

#DiffondiamoInformazione
#SiamoSullaStessaZattera

Stefano Auditore Armanasco

Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio (MI), il 12/02/1986.

Mail: direzione@freeweed.it

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