Progetto FreeWeed - Legalizzazione Cannabis

Studio: Scoperti 7 Nuovi Cannabinoidi Naturali

Il “marijuana research lab” alla Ole Miss, all’Università del Mississippi ha sviluppato una nuova interessantissima scoperta.

Con la loro ricerca sulla cannabis finalmente alla pari con quella dei dispensari, gli scienziati della Cannabis presso l’Università del Mississippi hanno analizzato sempre più a fondo la sostanza: sono stati scoperti sette nuovi cannabinoidi naturali.

A seconda della composizione genetica di un determinato ceppo di cannabis, i tricomi resinosi delle piante femminili producono principalmente THC, CBD, o CBG, con alto rilevamento in alcuni campioni di canapa europea. Se un ceppo ha alto contenuto di THC o CBD, una sfilza diversificata di cannabinoidi minori si vengono a determinare nella composizione.

Molti laboratori moderni dedicati alla sperimentazione della cannabis possono dare una percentuale di cannabinoidi principali ed alcuni cannabinoidi minori, ma finora nessuno ha la capacità di dare alla cannabis una impronta digitale completa dei cannabinoidi presenti. Non è per pigrizia: per svolgere tale analisi ci vorrebbero settimane e migliaia di dollari, data la tecnologia attuale. Gli scienziati hanno scoperto finora 104 differenti cannabinoidi nella pianta di cannabis, attraverso il lavoro scrupoloso, ed in realtà il numero è appena salito a 111.

Sette nuovi cannabinoidi naturali ossidrilati (1-7), insieme alla nota cannabiripsol (8), sono stati dunque isolati dalle parti aeree di alta potenza di Cannabis sativa.

Le strutture dei nuovi composti sono state determinate mediante analisi spettroscopica 1D e 2D NMR, GC-MS, e HRESIMS come: 8α-idrossi-Δ9 -tetraidrocannabinolo (1), 8β-idrossi-Δ 9 -tetraidrocannabinolo (2), 10α-idrossi -Δ 8 -tetraidrocannabinolo (3), 10β-idrossi-Δ 8 -tetraidrocannabinolo (4),-Δ 10α-idrossi 9,11 -hexahydrocannabinol (5), 9β, 10β-epoxyhexahydrocannabinol (6), e 11-acetossi-Δ 9 acido -tetrahydrocannabinolic A (7).

Tutti loro sono oli gialli a temperatura ambiente, tranne l’ultimo che è una polvere bianca, proprio come gli altri cannabinoidi carbossilati. Altri ricercatori avevano già sintetizzato alcuni di questi cannabinoidi, ma senza sapere che naturalmente si verificassero nella pianta.

Utilizzando un complesso, a più stadi, processo di estrazione con più solventi, gli scienziati hanno iniziato con nove chilogrammi di boccioli essiccati ed isolato da 10 a 150 milligrammi di questi nuovi composti.

Li hanno testati sui topi, ed hanno scoperto che alcuni di loro hanno portato psicoattività come il THC, mentre altri avevano effetti differenti.

La scoperta di nuovi cannabinoidi ci dà una migliore comprensione della pianta cannabis nel suo complesso, e una migliore opportunità di valutarla come un tutt’uno analizzandone le parti naturalmente create dalla natura.

 

FONTI: HIGHTIMES – NCBI – PUBS.ACS

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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