Studio: I consumatori di Cannabis hanno un aumentato flusso sanguigno nel cervello

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Una nuova ricerca della BrainHealth presso l’Università del Texas dimostra che il THC, il cannabinoide psicoattivo,  influenza direttamente  l’uso di ossigeno da parte del cervello.

La Dott.ssa Francesca Filbey, direttore del Cognitive Neuroscience Research del BrainHealth Addictive, ha condotto uno studio che ha dimostrato che le persone che utilizzano regolarmente cannabis, spesso hanno un aumentato flusso di sangue nel cervello ed estraggono più ossigeno dal sangue del cervello rispetto a quelli che non usano cannabis.

Questo significa che il tasso di metabolismo dell’ossigeno nel cervello è più elevato tra gli utenti regolari di cannabis.




E’ una buona notizia?

Il flusso sanguigno del cervello, come suggerisce il nome, ha il compito di fornire in modo continuo di sangue il cervello; immaginare cosa potrebbe accadere se la circolazione del sangue nel cervello si interrompesse. Gli effetti di poco sangue al cervello possono essere molto gravi e non dovrebbero essere sottovalutati; come risultato i tessuti cominciano a morire, ci sono meno connessioni nervose, la memoria inizia a fallire, e soprattutto, aumenta notevolmente la probabilità di un ictus.

Migliorando dunque la circolazione del sangue nel cervello, si possono evitare molti pericoli per la nostra salute, e persino salvarci la vita, quindi si, è una situazione molto buona per i consumatori di cannabis.

I risultati dei test

Anche se il THC è noto per rilassare i vasi sanguigni e svolgere cambiamenti nel flusso sanguigno nel cervello, questo studio si concentra su come l’assunzione a lungo termine di THC possa colpire il cervello, analizzando le differenze nell’ossidazione del metabolismo del sangue nel cervello.

Gli scienziati però non possono determinare se l’uso di marijuana è una causa diretta dei cambiamenti osservati, o ci sono altri fattori che influenzano questo fenomeno.




“Studi precedenti hanno dimostrato cambiamenti nelle funzioni cognitive come la memoria e la funzione esecutiva. La nostra ricerca è volta a comprendere i possibili meccanismi neurofisiologici che possono causare questi cambiamenti. “-  ha detto  Filbey.

Lo studio ha incluso 74 partecipanti che usano marijuana regolarmente, e 101 persone che non la utilizzano. Tutti gli utenti hanno segnalato il consumo di almeno 5.000 canne per tutta la vita e l’uso quotidiano per 60 giorni prima dello studio.

I partecipanti si sono astenuti dal consumare 72 ore prima della prova. Essi sono stati sottoposti a risonanza magnetica ed i metaboliti di THC sono stati misurati utilizzando l’urina.

Gli scienziati hanno scoperto che i consumatori di cannabis hanno mostrato un aumento dell’estrazione di ossigeno ed il metabolismo più veloce dell’ossigeno nel cervello rispetto a quelli che non usano la cannabis. La corteccia – l’area associata con l’area di sistema di ricompensa – si è rivelato essere più grande nei consumatori di marijuana.

“Attualmente, la marijuana è la sostanza illecita più comune. Diventando sempre più diffusa la legalizzazione, comprendere i cambiamenti neurofisiologici e l’impatto della marijuana sulla salute del cervello sta diventando sempre più importante. “- conclude Filbey.

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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