In Tunisia si procede verso la riforma della Legge che vieta la Cannabis

Il parlamento della Tunisia ha votato per alleviare la dura legge contro la droga nel paese, in una mossa che potrebbe finalmente evitare il carcere per il possesso.

Il paese nordafricano ha affrontato le richieste da gruppi per i diritti e la società civile per riformare la legge.

Il voto di martedì scorso arriva dopo che il Consiglio di Sicurezza Nazionale, guidato dal Presidente Beji Caid Essebsi, ha annunciato in marzo misure per limitare il numero di persone inviate in prigione.

La legge 52 , che risale ai tempi del deposto dittatore Zine El Abidine Ben Ali, ha imposto una pena di un anno carcere obbligatoria per l’uso di narcotici, scartando le circostanze attenuanti.

I giudici erano obbligati ad applicare la legge, ed i trasgressori rischiavano una pena fino a cinque anni di carcere.

Martedì scorso si è votato a favore della modifica della legge da 133 legislatori sui 144 parlamentari presenti alla Assemblea Nazionale, la concessione ai giudici della facoltà di emettere con propria discrezione la sentenza tenendo conto delle circostanze attenuanti.




Questo potrebbe significare che alcuni consumatori per la prima volta evitaranno la galera.

Il ministro della Giustizia Ghazi Jeribi ha detto ai legislatori che il voto era una misura “temporanea” finché non ci sarà una riforma più ampia della legge 52.

“Un passo importante è stato fatto”, ha detto l’avvocato Ghazi Mrabet su Facebook, che ha fatto una campagna contro le dure condizioni della legge.

“La società civile ha vinto la prima battaglia, ma la lotta continuerà.”

Prima della rivoluzione tunisina del 2011, la legge 52 è stata usata per sopprimere la critica del regime di Ben Ali.

La sua applicazione è stata estesa, con migliaia di giovani tunisini detenuti ogni anno, per lo più per reati correlati alla cannabis.




Tra il 2011 e il 2016 il numero dei casi previsti dalla legge è salito da 732 a 5.744, secondo i dati ufficiali.

Alla fine di dicembre il governo aveva già presentato un progetto di modifica al Parlamento, ma il testo, che è stato inizialmente previsto per abolire le pene detentive, rimane bloccato nella legislatura.

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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