Una sintesi del libro: “Come Regolamentare la Cannabis”

Questa è una guida per una regolamentazione dei mercati legali per l’uso non medico della cannabis, scritta da Transform nel novembre 2015. E’ una guida per i responsabili politici, i sostenitori della riforma della politica delle droghe e delle comunità in tutto il mondo, che stanno assistendo al cambiamento dal come mantenere la proibizione della cannabis a come mettere in pratica la legalizzazione.

Solo pochi anni fa, questo libro sarebbe stato in larga misura teorico. Ora, però, il dibattito si è spostato sulla regolamentazione della cannabis decisamente nel contesto politico, e più città, stati e paesi stanno considerando lo sviluppo o l’attuazione di una serie di modelli di mercato regolamentato per l’uso non medico della cannabis. Così questo libro si basa su elementi di prova non solo di decenni di esperienza che regolano alcol, tabacco e medicine, ma anche da modelli non-profit della Spagna come i ‘Cannabis Social Club’, ma anche su imprese commerciali di cannabis negli Stati Uniti e nei Paesi Bassi, ed il sistema controllato dal governo dell’Uruguay di regolamentazione della cannabis.

"Con questa nuova guida, Transform continua ad essere all'avanguardia della riforma della politica delle droghe. Questo lavoro mette l'ideologia a parte, concentrandosi invece sul compito pratico essenziale di sviluppare un quadro normativo lavorabile per la cannabis come alternativa al modello di proibizione fallito".
 - Rappresentante Roger Goodman, Washington State Legislature, presidente del Comitato per la sicurezza pubblica (responsabile della regolamentazione della cannabis)
"Questa guida è una lettura essenziale per i responsabili politici di tutto il mondo che sanno che la proibizione della cannabis ha fallito. Nel dettaglio completo esplora approcci basati sulle evidenze pragmatiche per regolamentare la sostanza illecita più diffusa al mondo."
 - Il professor David Nutt, presidente del Comitato scientifico indipendente sulle droghe

 

Ecco, in breve, un elenco dei principali punti di riforma politica da affrontare, secondo Transform:

1. Stabilire una commissione indipendente di esperti per lavorare nel dettaglio lo sviluppo delle politiche

Le autorità competenti dovrebbero istituire una commissione indipendente di esperti nazionali ed internazionali per individuare le questioni chiave e fare ampie raccomandazioni sulla riforma della politica sulla cannabis. La competenza dovrebbe provenire da una vasta gamma di settori, tra cui: la salute pubblica e la fornitura di servizi, regolamentazione del mercato, la politica della droga, il diritto internazionale e nazionale, la produzione di cannabis legale, agricoltura, scienze ambientali, ed il monitoraggio e la valutazione. Questo pannello può poi evolvere in una task force dedicata per sorvegliare e formulare raccomandazioni sul dettaglio della politica e la sua attuazione.

 

2. Stabilire una metodologia completa per valutare impatti e risultati delle politiche

Occorre stabilire indicatori di prestazione significativi e misurabili per tutti gli aspetti del mercato e del suo funzionamento. Monitoraggio e valutazione di impatto devono essere risorse adeguate ed integrate nel quadro normativo sin dall’inizio. Impatti più ampi, come i cambiamenti nella prevalenza o modelli di consumo di cannabis (in particolare tra i giovani), i livelli di criminalità, spese ed entrate, devono essere valutati su base continuativa. Tale controllo dovrebbe essere utilizzato per garantire che la politica, e in particolare i cambiamenti di politica, siano soggetti a revisione periodica, e che esista flessibilità e volontà per adattarsi ad approcci diversi alla luce delle prove emergenti.
3. Assicurarsi che le strutture e le capacità siano in atto per far rispettare il nuovo quadro normativo

Ci dovrebbe essere una capacità istituzionale adeguata per garantire la conformità con quadri normativi, una volta che siano stabiliti. Ciò richiederà personale formato e con esperienza personale, la gestione e la supervisione, e budget sufficienti per le agenzie di regolamentazione. Dato che la regolamentazione della cannabis toccherà diverse aree, o un’agenzia esistente dovrà coordinare tutti i dipartimenti governativi interessati, o un nuovo corpo “ombrello” dovrà essere creato.
4. Decriminalizzare il possesso e la coltivazione ad uso personale sono misure transitorie utili

Ci sono una serie di riforme che possono essere intraprese entro i parametri del vigente diritto internazionale, compresa la depenalizzazione del possesso personale ed autorizzare la coltivazione personale casalinga e la coltivazione condivisa nei Cannabis Social Club. Tali misure possono essere attuate in modo relativamente semplice, e anche se i loro impatti positivi sono più modesti di una regolamentazione completa, dimostrano la volontà politica di abbracciare la riforma, non portano un significativo onere normativo, e sono supportati da una base di conoscenze utili e in crescita.
5. Incontrare la domanda esistente garantendo una nuova offerta di mercato legale che almeno approssimativamente rispecchia l’approvvigionamento del mercato illegale

Quando una giurisdizione è disposta o in grado di negoziare gli ostacoli attuali del diritto internazionale, la priorità, in via preliminare, dovrebbe essere quella di soddisfare la domanda degli adulti nella sua forma attuale. Questo significa creare un mercato legale che rispecchia circa il mercato illegale esistente in termini di gamma di prodotti, prezzo e disponibilità. Un livello di intervento del governo e di controllo del mercato per assicurare che questo sia possibile è un requisito minimo. Eventuali maggiori partenze da questo modello sono suscettibili di avere un impatto imprevedibile, potenzialmente negativo. Modifiche al mercato, per qualsiasi motivo, dovrebbero essere introdotte gradualmente in seguito, e strettamente valutate.

Come punto di partenza, peccare per eccesso in modelli più restrittivi, ed un maggiore livello di controllo del governo, per poi andare avanti sulla base di un’attenta valutazione, al fine di passare a modelli meno restrittive o interventiste volti a nuove norme sociali e controlli sociali intorno al nuovo mercato legale della cannabis. Dal punto di vista pragmatico e politico, questo è preferibile allo scenario opposto di dover introdurre retroattivamente controlli più restrittivi a causa di una normativa inadeguata.
6. Non aver fretta di diversificare il mercato dei prodotti della cannabis 

Per giurisdizioni in cui un più sofisticato mercato della cannabis illegale non esiste, non vi è alcuna urgenza di introdurre un ampio menu di prodotti e servizi di cannabis, in via preliminare. Occorre optare per la vendita al dettaglio funzionale di un intervallo relativamente limitato di prodotti di qualità controllata che circa rispecchiano il mercato illecito corrente.  le diversificazioni del mercato, ad esempio in concentrati, commestibili, e on-site di consumo, andranno considerate una volta che il mercato di riferimento al dettaglio sarà stato valutato. Commestibili sono facili da preparare a casa, e la coltivazione ad uso personale ed i Cannabis Social Club possono soddisfare la domanda più specializzata.
7. Bilanciare efficacemente l’accesso al mercato ed il fascino dei prodotti e dei punti vendita

Un focus particolare di controlli  dovrebbero esserci per il fine di vendita al dettaglio fin dall’inizio, con l’obiettivo principale di soddisfare la domanda in un modo che non incoraggia l’uso, ma in un sistema che non sia così scoraggiante da creare opportunità per un commercio illegale parallelo. Punti vendita devono essere funzionali, ma “unintimidating”, con le farmacie attuali che offrono un modello utile. On-site luoghi di consumo devono fornire un ambiente accogliente e piacevole, ma i controlli possono ancora concentrarsi sulla segnaletica esterna e l’aspetto, e sul punto di vendita all’interno della sede.
8. Pubblicità, marketing e branding dei prodotti di cannabis dovrebbero essere evitati per quanto possibile

Dove è politicamente e giuridicamente possibile, il divieto di tutto il marketing, la pubblicità, branding e la sponsorizzazione della cannabis dovrebbe essere il punto di partenza di default di qualsiasi regime di regolamentazione, e dovrebbe essere integrato da misure di prevenzione e di educazione volte a contenere eventuali aumenti di uso.
9. I controlli dovrebbero cercare di ridurre al minimo o evitare incentivi commerciali per aumentare il consumo di cannabis 

Più controllo del governo intensiva, o anche il controllo del governo diretto o proprietà, ove possibile, può essere richiesto a livello di vendita al dettaglio, per eliminare o limitare gli incentivi commerciali per aumentare o avviare l’uso di cannabis. Limitare la scala delle singole imprese può aiutare a prevenire la comparsa di eccessivamente potenti interessi commerciali con la capacità di distorcere le priorità politiche.
10. Applicare la salute pubblica ha portato a pensare a una normativa coerente in tutte le droghe

Chi si muove verso la regolamentazione della cannabis più efficace dovrebbe essere parte di un più ampio processo di riforma sugli approcci esistenti ad altre droghe, sia legali che illegali. Questo è probabile che significhi una maggiore regolamentazione dei mercati alcool e tabacco come un maggiore consenso emerge su ciò che costituisce la regolazione ottimale della droga. Il pensiero razionale per regolare la cannabis avrà necessariamente anche bisogno di essere applicato ad alcune altre sostanze attualmente illegali, in futuro, ed un più ampio dibattito dovrà necessariamente essere affrontato.

 

Per uno sguardo più dettagliato sulla legalizzazione della cannabis è possibile il download dell’intero e-book gratuito in INGLESE:  ‘Come Regolare la Cannabis: Una guida pratica’

 

Stefano Auditore
Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio, il 12/02/1986

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